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Tadasune

TADASUNE [Tadasuni], villaggio della Sardegna nella provincia di Oristano, compreso nel mandamento di Sedilo, sotto il tribunale di prima cognizione della predetta città, e già compreso nel dipartimento Guilcieri, in quel suo cantone che fu detto Parte-Cier-Canales.

La sua situazione geografica è nella latitudine 40° 6' 30", e nella longitud. occid. dal merid. di Cagliari 0° 14' 30".

Siede sulla ripa del pianoro incontro al sirocco, alla qual parte pende il suolo, e mentre resta un po’ difeso da ponente sin in là del settentrione verso greco, resta esposto a’ venti delle altre parti dell’orizzonte.

Nell’estate sentesi forte il calore quando non soffino venti freschi: nell’inverno si patisce dal freddo, massime se l’aria venga dalla parte delle montagne nevose del Gennargento.

Ha il suolo alquanto umido, perchè non si dà scolo alle acque, e in alcuni tempi levansi delle esalazioni malsane perchè si lascia alla corruzione il letame ed altre materie corruttibili non solo nelle vie e alle uscite del paese, ma più che altrove ne’ cortili.

L’umidità è accresciuta da’ vapori del fiume Tirso, che scorre a piè della ripa: la nebbia è molesta e nociva.

I temporali estivi non sono infrequenti, e però talvolta si hanno da deplorar de’ danni per la gragnuola.

L’aria sarebbe pura di infezione, se si togliessero le cause anzidette.

Il territorio di Tadasune estendesi nella ripa e nella valle, trovandosi ristretto dalla parte di ponente e maestro dagli altri paesi del mandamento troppo vicini uno all’altro.

Tadasune ha unito il territorio dell’antica popolazione di Bobrele, o Boele.

In qualche parte trovansi de’ grandi vegetabili e alcuni gruppi che fanno selva: le più frequenti specie sono ghiandifere.

Le fonti sono in poco numero e nessuna che meriti di esser notata. L’acqua però suol esser buona.

Il Tirso, siccome abbiam accennato, bagna il piè della ripa, sulla quale siede la popolazione. Nel territorio sono vari rivoletti e nessuno considerevole.

Nel selvaggiume è notevole la specie delle volpi e delle lepri. Abbondano poi le pernici.

Popolazione. Erano in Tadasune quando si fece il censimento pubblicato nel 1846 anime 299, distribuite in case 78 e in famiglie 83!!

Probabilmente il numero delle anime era allora maggiore di quattro o cinque decine.

Proseguendo però detto censimento noteremo come secondo il sesso e l’età erano distinte quelle anime; e si distinguevano così: sotto gli anni 5 mas. 19, fem. 15; sotto li 10 mas. 16, fem. 11; sotto i 20 mas. 35, fem. 28; sotto i 30 mas. 17, fem. 20; sotto i 40 mas. 20, fem. 30; sotto i 50 mas. 23, fem. 13; sotto i 60 mas. 16, fem. 15; sotto i 70 mas. 9, fem. 6; sotto gli 80 mas. 1, fem. 3.

Quindi il totale de’ maschi 156, distinguevasi in 91 scapoli, 58 ammogliati, 7 vedovi; e il totale delle femmine 143, in zitelle 74, maritate 58, vedove 11.

De’ 119 uomini che sono in istato di lavorare, sono applicati all’agricoltura 90, alla pastorizia 12, i rimanenti attendono ad altro.

La scuola primaria può contare 8 fanciulli. In tutto il paese soli 7 san leggere e scrivere.

Agricoltura. Nel territorio di Tadasune sono terre ottime per i cereali, per le viti, per gli orti.

La seminagione de’ cereali suol essere ne’ numeri seguenti, grano star. 350, orzo 50, fave 30, legumi 20.

Si seminano poi circa 25 starelli di lino.

La fruttificazione ordinaria è del 10.

La vigna vi prospera e dà buoni vini, se il mosto sia bene manipolato. È pero poco estesa.

L’orticultura occupa in fondo alla valle, presso al fiume, alcuni tratti di terreno, sebbene non considerevoli.

L’arboricoltura è molto ristretta nelle specie e negli individui. In totale non si avranno più di 3000 ceppi.

Chiudende. Già una parte del territorio, che forse non è la quarta dell’area, è chiusa per seminarvisi e introdurvi a pastura il bestiame.

Questo consiste in 60 buoi per l’agricoltura, 10 mannalite, 25 cavalli, 60 giumenti, e in vacche 160, pecore 450, porci 120.

Religione. La parrocchia di Tadasune resta sotto la giurisdizione del vescovo di Bosa, ed è governata da un prete che si qualifica rettore, essendo parroco proprio.

Essa è denominata da s. Nicolò, di mediocre capacità e appena fornita delle necessarie suppellettili.

Antichità. Non mancano in questo territorio i nuraghi, che sono forse più d’una decina, e si possono riconoscere le vestigie dell’antica popolazione di Boele, come abbiamo già accennato.

 
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