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Sorgono

In distanza di mezz’ora da questo paese alla parte di mezzogiorno trovansi le vestigie d’un villaggetto distrutto, che appellavasi Spasulè, dove esiste ancora una chiesetta dedicata a s. Giacomo apostolo, e nella cui commemorazione vi officia il clero di Tonara per la ragione che il popolo di detto villaggio era curato nelle cose spirituali dal paroco di quel paese.

Lo spopolamento di Spasulè si riferisce al 1710.

I giovani di quel paese che erano al servigio de’ principali di Sorgono essendosi accasati in questo luogo vi fermarono il domicilio, i vecchi loro genitori non volendo restar soli in quella terra vi si portarono, e così Spasulè restò deserto, ma i suoi terreni furono annessi al territorio di Sorgono in virtù de’ loro diritti.

Sorgono con gli altri cinque villaggi (Desulo, Tonara, Azzara, Ortueri e Samugheo), che compongono la contrada di Mandrelisai, ebbero sempre il titolo di comuni reali, e se fu infeudata la medesima a un barone questo non ebbe alcuna giurisdizione, ma solo la signoria utile.

La curia di Sorgono era governata da un delegato consultore, il quale era giudice ordinario di Sorgono e di Azzara, e avea subordinati i reggenti officiali di Tonara e Desulo, di Ortueri e Samugheo.

Questa contrada reale avea avuto da’ re d’Aragona e di Spagna il privilegio di essere governata da un delegato nativo della medesima, che eleggevasi dal Re sulla terna che presentavasi da’ comuni, e ciò mediante la finanza di scudi 4500.

Il re Carlo Emanuele con diploma de’ 28 luglio 1740 confermava questo privilegio. Il diploma conservasi originalmente nell’ufficio d’insinuazione di Sorgono.

 
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