Pagine Sarde Logo 
Lo cerchi in Sardegna? Lo trovi su Pagine Sarde!
PagineSarde.it
 

Sini

SINI, villaggio della Sardegna nella divisione di Cagliari, provincia d’Isili, compreso nel mandamento di Lunamadrona, sotto il tribunale di prima cognizione di Oristano, e nella Marmilla, che fu già dipartimento dell’antico regno d’Arborea.

La sua posizione geografica è nella latitudine 39° 46' e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 12' 20".

Siede nella falda della gran giara nella parte che riguarda il libeccio, onde resta protetto da’ venti orientali, che sono tra il settentrione ed il sirocco; il quale vi può influire liberamente; dalle altre parti resta scoperto, poco proteggendolo da’ ponenti la montagna d’Arci, e dall’ostro-libeccio l’eminenza di Baradili.

Il calore nell’estate è assai forte, il freddo nell’inverno di una gran mitezza, e di rado il termometro segna sotto il 12°.

Le pioggie sono piuttosto scarse, rari i temporali, l’umidità poca, nè la nebbia vedesi nella parte più depressa del territorio.

L’aria non è pura di miasmi nelle stagioni estiva ed autunnale, e quella malignità vi si trasporta in parte da altre regioni, in parte è prodotta nello stesso luogo.

Territorio. Un parte di questo territorio è nella costa della giara e sul piano, l’altra nella valle.

Nella regione eminente sono de’ tratti boscosi, e trovansi degli alberi ghiandiferi, principalmente nel seno, dove è la scala della giara, e passa la via di Assolo.

Apronsi in essa più vene, che versano acque perenni, ma non ve ne sono notevoli.

Dall’altipiano scende un rivolo, che si accresce per diverse fonti, scorre alla parte settentrionale dell’abitato dirigendosi a ponente e dopo aver toccato la parte meridionale di Gonnosnò e Figus si versa nel rio di Usellus.

Il selvaggiume della costa si riduce a volpi e lepri, ed è rarissimo caso, che si trovi un cignale. Si possono prendere molte pernici e altre specie gentili.

Popolazione. La popolazione di Sini, secondo la numerazione del censimento, componevasi nel 1846 di anime 495, distribuite in famiglie 124 e in case 123.

Questo totale secondo i varii periodi di età in uno ed altro sesso distinguevasi nelle seguenti parziali:

Sotto gli anni 5, mas. 43, femmine 43; sotto i 10, mas. 37, fem. 38; sotto i 20, mas. 42, fem. 31; sotto i 30, mas. 52, fem. 51; sotto i 40, mas. 27, fem. 18; sotto i 50, mas. 25, fem. 17; sotto i 60, mas. 19, fem. 24; sotto i 70, mas. 13, fem. 11; sotto gli 80, mas. 2; sotto i 100, mas. 2.

Distinguevasi poi il totale de’ maschi 262, in scapoli 153, ammogliati 94, vedovi 15; il totale delle donne 233, in zitelle 114, maritate 94, vedove 25.

I numeri del movimento della popolazione erano di nascite 14, morti 8, matrimonii 2.

Le malattie più comuni sono le flogosi addominali e le febbri periodiche autunnali, nelle quali sono assistiti da un flebotomo.

La professione principale è l’agricoltura, alla quale sono addette più di 150 persone tra grandi e picco

li. Pochissimi attendono alla pastorizia e più pochi a’ mestieri. Sono nel paese circa 120 telai, e in molti si lavora assiduamente.

Quasi tutte le famiglie hanno qualche proprietà.

L’istruzione religiosa e morale si può dir nulla; l’istruzione primaria non si pratica.

Agricoltura. I terreni che si lavorano da’ sinesi, sono di buona natura e nel favor delle meteore producono liberamente, sì che col solo lucro che ottengono per i medesimi possono sopperire sufficientemente: e avrebbero assai di più, se fossero altri rami in questa industria da coltivare.

La quantità ordinaria della seminagione è di starelli di grano 600, 150 d’orzo, 230 di fave, 10 di varii legumi. Di lino si seminano circa 30 starelli.

La moltiplicazione ordinaria della semenza è al 12 per il grano, al 15 per l’orzo, al 10 per le fave, all’8 per i diversi legumi.

L’orticoltura potrebbe per la comodità delle acque del rivo della giara, occupare molto terreno; ma non si esercita che su piccoli tratti, e solo quanto basti al bisogno del paese.

La vigna è parimenti estesa sopra tanto suolo, che possa la vendemmia essere sufficiente alla consumazione. Essa superficie stimasi di giornate 200, ma non è tutta adattata a questa specie, come si verifica in tante altre parti.

Si hanno molte specie di alberi fruttiferi, i quali vi prosperano, perchè ricoperti dal settentrione hanno un’offesa di meno. Se fossero pure protetti dalla violenza del maestrale, i frutti sarebbero più copiosi.

La specie però la cui cultura importa di più, sono gli olivi, i quali prosperano bene in questo territorio.

Essa potrebbe essere più estesa nella costa della giura, e allora si avrebbe maggior guadagno dall’olio. Finora il terreno piantato a olivi non supera forse le dieci giornate.

Pastorizia. È pochissimo il bestiame che possiedono i sinesi, perchè nel manso non hanno più che 170 buoi per servigio delle operazioni agrarie e del carreggio, vacche 20, cavalli 25, giumenti 70, e si aggiungono 40 majali; nel bestiame rude, pecore 800, capre 450, porci 100.

Il prodotto in formaggio e lana serve tutto al paese.

L’apicultura è quasi interamente negletta.

Commercio. Sini dista dalla grande strada reale, cioè sino a Sellori, miglia 13 1/3 e vi si deve andare per strade, che sono sempre poco agevoli al carro in molti tratti, e difficilissime nell’inverno per causa de’ fanghi. Esso, come tutti gli altri paesi del campidano d’Uselli, verrà in migliori condizioni, quando sia tracciata una strada nella linea, in cui era l’antica via romana, che dal tronco di Sellori guidava al Forum Trajani.

Il guadagno che i sinesi possono ottenere da’ diversi loro prodotti cereali, vino ed olio, può computarsi di ll. 25 mila.

Religione. I sinesi sono compresi nella giurisdizione del vescovo di Uselli, e governati nelle cose spirituali da un prete, che fa le veci del canonico parroco della cattedrale, e dicesi vicario.

La chiesa parrocchiale è dedicata a s. Chiara. Essa è povera, perchè mal provveduta dal suo parroco titolare, e come generalmente sono le chiese della stessa condizione non molto bene servita.

Fuori del paese a distanza di un quarto d’ora è la chiesetta di s. Georgio.

Le feste principali sono per i titolari della parrocchia, e della predetta chiesa campestre.

Si festeggia per s. Chiara due volte, addì 12 gennaio, e nel giorno proprio addì 12 agosto. A queste concorrono de’ forestieri e sono accolti nelle case degli amici.

Sono parimente due le feste di s. Georgio, una addì 23 aprile, l’altra addì 18 luglio, e si celebra una piccola fiera con intervento di molta gente da’ paesi vicini.

 
loading
Edicola de L'Unione Sarda