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Simala

SIMALA, villaggio della Sardegna nella divisione di Cagliari, provincia di Oristano, compreso nel mandamento di Mogoro, sotto il tribunale di prima cognizione stabilito nella predetta città. Era incluso nella curatoria di Parte-Montis, appartenente all’antico regno di Arborea.

La sua posizione geografica è nella latitudine 39° 43' e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 17' 30".

Siede sopra il rialto che trovasi tra le due valli del campidano di Ales, come volgarmente l’appellano, ma più prossimo a quella, in cui scorre il fiume di Usellus, esposto a tutti i venti, non però al maestrale per l’ostacolo che sorge a quella parte del monte di Arci.

Nell’estate non è molto il calore, e sono rari i temporali; nell’inverno il freddo è piuttosto mite, e di rado vedesi coperto il suolo dalla neve. Quando ciò accade è solo per uno o due giorni seguendo pronta la fusione.

Le pioggie sono forse un po’ più frequenti che nel piano di Oristano; la nebbia rara e niente nociva, eccetto nella valle che si abbassa al levante.

L’aria può stimarsi molto meno infetta, che sia negli altri paesi che sono nel piano; ma talvolta i venti vi possono trasportare i miasmi dai luoghi, dove hanno origine.

Territorio. Posto Simala in una contrada piuttosto popolata, perchè tiene circonvicini a ponente, levante e settentrione i paesi di Curcuris, Baressa, Gonnos-Codina, Pompu, Siris, Masullas, ha ristretto assai il suo agro, il quale forse non comprende le quattro miglia quadrate.

Sorgono nel territorio alcune colline, ma poco notevoli per massa ed altezza.

In esso, dove resta incolto, trovansi grandi vegetabili assai rari, e sono invece delle macchie e piccoli arbusti.

Le fonti sono in gran numero, nè alcuna notevole per copia o bontà d’acque.

Ne’ due rivi indicati si prendono molte anguille. Nelle piene si varcano sopra ponticelli rustici. Nel-l’estate si interrompe il loro corso, e svolgonsi noce-voli miasmi.

Il selvaggiume si riduce alle lepri, alle volpi, alle pernici e ad altre specie di uccelli che ricercano i cacciatori in certe stagioni.

Sulla mineralogia non abbiamo particolari da notare, ma certamente non mancano nel territorio di Simala, mentre se ne riconoscono tanti nei paesi vicini di Pompu, Masullas e Gonnos-Codina.

Popolazione. Nel censimento generale della popolazione dell’isola nel 1846 si notarono in Simala anime 594, distribuite in famiglie 175 e in altrettante case.

Questo totale si distingueva nell’uno ed altro sesso nelle seguenti parziali, sotto i 5 anni, maschi 50, femmine 39; sotto i 10, mas. 27, fem. 26; sotto i 20, mas. 19, fem. 40; sotto i 30, mas. 58, fem. 46; sotto i 40, mas. 55, fem. 54; sotto i 50, mas. 61, fem. 50; sotto i 60, mas. 25, fem. 24; sotto i 70, mas. 15, fem. 20; sotto gli 80, mas. 3, fem. 2.

Quindi in rispetto delle condizioni domestiche era diviso il totale de’ maschi 313, in scapoli 116, ammogliati 175, vedovi 22; il totale delle donne 281, in zitelle 102, maritate 175, vedove 4.

I numeri medii del movimento della popolazione sono di nascite 20, morti 14, matrimoni 3.

Devesi notare che il totale notato nel detto censimento è inferiore al vero di più decine, essendo nel-l’epoca notata abitanti in quel paese 635 in circa.

Le persone occupate nell’agricoltura sono 200 in circa: quindi quelle che attendono alla pastorizia 20, ai mestieri 5.

In ogni casa trovasi il telajo per provvedere di panni lani e lini la famiglia.

L’istruzione morale è poco avanzata, l’istruzione primaria di nessuna utilità.

Ora i Simalesi sono un popolo tranquillo e laborioso, ma così non erano in altri tempi, e mi riferisco in là di due secoli, quando erano fra essi molti uomini violenti, che tormentavano i vicini, e tanto nocquero al popolo limitrofo di Gemussi, col quale erano insorte discordie per causa di confini, che lo ridussero a nulla, essendo quei popolani o periti nelle contese, o costretti a partirsene, e lasciare ai simalesi il territorio che ancora possiedono.

Agricoltura. La massima parte dei terreni di Simala sono ottimi per la coltivazione de’ cereali e per altre specie.

Le terre dove si ara in alternativa, formano complessivamente una superficie di giornate 1600, alle quali se aggiungasi giornate 90 di vigneti, e 4 per orticultura, si avrà il totale di tutta l’estensione che in questo territorio è coltivata.

La quantità ordinaria della seminagione si specifica in starelli di grano 650, d’orzo 100, di fave 80, di legumi 10, di lino 25.

La produzione ordinaria è del 12 pel grano, 14 per l’orzo, 12 per le fave, 8 per i legumi.

L’orticoltura occupa, come abbiamo detto, quella piccola superficie indicata. Sono coltivate poche specie per provvisione delle particolari, e per fornire poche altre case del comune. Alcune fonti perenni servono all’irrigazione.

Il vigneto è prospero, ha molte varietà di uve e la vendemmia basta alla consumazione. La manipolazione è poco curata e però non vi sono vini che sieno di pregio.

Le specie dei fruttiferi non sono molte, e il totale di ceppi forse non supera li 2500.

Nella vallata si hanno presso il fiume molti pioppi, che si elevano diritti e servono poi per travi e tavole.

Pastorizia. Nel territorio di Simala sarebbe comodo per nutrire un notevole numero di bestiame, se i pascoli fossero chiusi, se nella valle in cui scorre il fiume di Usellus, si formassero de’ prati e si utilizzasse l’acqua che scorre inutile allo stagno del Sassu.

Il bestiame rude che possiedono i simalesi consistono in vacche 100, pecore 1200, porci 300.

Il superfluo del formaggio vendesi in Terralba per il commercio estero.

Il bestiame manso numera buoi per l’agricoltura e carreggio 160, vacche mannalite 30, cavalli 20, giumenti 112, majali 50.

Commercio. Le derrate di questo paese per lo più si mandano in Terralba, perchè dal suo porto sieno poste nel commercio estero.

La via per quel porto è ad Uras verso ponente-libeccio ed è lunga miglia sei, donde a Terralba sono altre tre miglia.

Da Simala a Sardara verso mezzodì è la distanza di altre sei miglie e tre quarti; quindi chi voglia andare per la grande strada nella parte settentrionale deve prenderla da Uras, e se voglia passare alla parte meridionale deve prenderla in Sardara.

Religione. Questa parrocchia è compresa nella diocesi di Usellus, ora detta di Ales, ed è servita da un parroco che si qualifica rettore, ed ha coadiutori uno

o due sacerdoti. La chiesa parrocchiale è dedicata a s. Nicolò di Bari, la quale ha nulla di notevole.

Le principali solennità sono per s. Croce, e per l’arcangelo s. Raffaele, ma senza molto concorso da’ vicini paesi.

Antichità. È probabile che in questo territorio sieno state alcune costruzioni nuraciche, e forse ne sono evidenti le vestigia; ma noi per difetto di nozioni particolari non possiamo indicarne alcuna.

Come abbiamo accennato era in questo territorio il villaggio di Gemussi, di cui si riconoscono ancora le vestigie. Esso restò deserto verso il 1620 (??).

 
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