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Seui

SEUI, villaggio della Sardegna nella provincia d’Isili, capoluogo di mandamento, sotto il tribunale di Cagliari, compreso nel dipartimento della Barbagia Seulo, incluso nel regno di Cagliari.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 50', e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 13'.

Siede nella pendice d’una eminenza declive a libeccio, e occupano le abitazioni tre quarti di miglio quadrato, o giornate 640 incirca.

Le strade sono nella massima parte selciate, ma generalmente irregolari e difficili.

Le case le quali sogliono essere in montagna poco comode e alcune poco salubri, e non bene riparati gli abitatori massime dal freddo.

L’estate non ha qui calori troppo molesti, ma accade nell’inverno che si patisca del freddo, sebbene il termometro scenda pochi gradi sotto il zero, quando la stagione si fa sentire in tutta la sua inclemenza.

Resta esposto al maestro-ponente e libeccio: gli altri venti vi influiscono più o meno liberamente per ostacoli più o meno vicini.

Piove assai spesso nell’autunno e nella primavera, nevica spesso nell’inverno, e in alcuni anni continuando i temporali nevosi anche per un mese il nevazzo vi si accumula in modo, che impedisce lavori e viaggi e costringe i pastori a discendere in luoghi più miti per non veder perire tutto il bestiame.

La nebbia è una meteora rarissima e sempre innocente, essendo più veramente nuvoli bassi che passano, che nebbia propriamente detta. L’umidità è molto sentita nelle stagioni piovose e nevose.

Nell’estate e nell’autunno i temporali di fulmini e di grandine rompono con gran furia e danno, perchè molti proprietari di campi e vigne restano privati de’ frutti maturanti.

L’aria è pura da miasmi e molto vivida.

Territorio Seùi ha una superficie molto estesa, potendosi computare di circa 35 miglia quadrate.

L’abitato trovasi più prossimo a’ termini meridionali e occidentali, che agli altri.

Questa è una regione tutta montuosa e sono rari i luoghi piani di notevole spazio, se non si contino i terrazzi delle eminenze.

Dal levante all’austro di Seui levasi una montagna, la quale nella sua lunghezza incurvasi due volte; la prima facendo seno incontro al maestro, la seconda incontro al sirocco, con arco di miglia 3 nel primo seno, di 5 nel secondo.

In questo monte insieme con Seui, han parte Ussàssai ed Esterzìli.

Dentro il territorio di Seui sono notevoli, il Montalbo, così detto dalla bianchezza delle sue roccie, il monte Margiani-Pubùsa, ed il monte d’Arquèri.

Il primo di essi sorge alla parte settentrionale alla distanza d’un miglio e mezzo: il secondo gli resta prossimo; il terzo a migl. 2 1/3 verso sirocco-levante.

L’ostacolo delle due prime eminenze debilita i venti boreali.

Il monte Arqueri trovasi nel seno incontro al maestro della gran montagna, che abbiamo indicato.

Dopo questi monti sono diversi colli, più o meno notevoli, e i più spianati nella sommità.

Tra queste eminenze minori è a notare quella in cui siede il paese: essa ha alcune appendici in continuazione verso maestro-tramontana con un prolungamento di poco men di due miglia.

Resta nell’estremità del seuese nella parte di greco un immenso scoglio, notevolissimo anche da punti lontani, che appellasi Petra-Iliana. Vuolsi per antica tradizione, che sotto questa rupe i popoli iliesi, celebri nella storia romana per la eterna guerra sostenuta contro i dominatori dell’Isola, Cartaginesi e Romani, e per la mantenuta libertà, tenessero quivi le loro assemblee su le cose comuni.

Questi iliesi furono discendenza de’ pelasghi d’Ilio, che dopo la rovina di Troja, posero in Sardegna le loro sedi, come si legge nelle antiche scritture di quelli che raccolsero le memorie vetuste.

I taccus. Abbiamo altrove notato la particolarità distintiva della superficie della Sardegna, che grandissimi tratti eminenti della medesima fossero spianati, ed ora occorre di doverlo ridire perchè dentro la circoscrizione di Seùi, sono reliquie di altipiani simili a quelle di Sarcidàno, Sàdali, Scalaplano, e Alùssara, altrimenti Monte Cardìga.

Un terrazzo simile a quello di Sadali, che resta a libeccio di Seui era al greco del medesimo, ma molte parti di esso essendosi disciolte restano ora alcuni tratti di forma irregolare e sinuosi, e formano colline poco elevate con ripe più o meno declivi, e tutte con dorso piano e quasi allo stesso livello; il che a primo aspetto indica che tutte queste eminenze erano parte d’un immenso pianoro, nel quale era il Sarcidano, il tacco di Sadali, quello di Scala-planu e tante altre eminenze intermedie, che sono quasi tutte alla stessa altezza.

Queste colline spianate, comprese nel territorio di Seui al greco-levante, sono nominate Su taccu dessu Tonneri, Su taccu Isàra. La prima ha un profondo seno incontro a levante, che nell’interno si allarga verso ostro; la seconda ha tre linee disposte come un N rovesciato.

La linea più meridionale di questa figura ha una collina consimile paralella, che si nomina Miana.

Valli. La principale è quella sulla quale sorgono a ponente il suddetto Montalbo e la collina di Seui, che procede per migl. 3 1/2 sino al sirocco di Seui, quindi volge a ponente per m. 2 passando all’austro del paese a m. 2/3, ripigliando poscia la prima direzione per più di m. 6 sino a sboccare in quella del Dosa, ed è nominata del Bentili.

L’altra all’oriente di questa e alla distanza di mi-glie 3 comincia dal piè della sunnotata Petra-lliana, passa tra il tacco di Tonneri e quello d’Isara, e continuando verso austro per m. 23 va a sbloccare in quella del Dosa, ed è detta di Stanali.

La terza che può notarsi è quella che appellano valle di Taccu-Isara, ed è aperta tra Taccu-Isara e la lunga collina Miana che resta sotto il greco-levante di Ussassai.

Questa valle larga quasi un mezzo miglio poco storta nella sua direzione e declive verso ponente-libeccio è ben adorna di vegetazione e assai bella.

La roccia apparente in questo territorio, come nei vicini fuorchè a tramontana, dove si eleva la gran massa di Montargentu, è la calcarea.

Nel terreno di Seui, come in quel d’Aritzo e di Isili, e comunemente sotto gli strati del gran terrazzo, che abbiamo indicato, trovansi strati del minerale combustibile, che dicono antracite.

I punti, ove fu riconosciuto l’antracite nel seuese sono nel Tonneri anzidetto e alla Pietra-lliana. Trova-si colà, come indica la Marmora, in strati alternativi di qualche metri in un bacino di granito e di schisto, accompagnato da roccie porfiriche ed amfiboliche. Lo schisto in alcune parti e dendritico con impronte, che si credono di selce.

Il suddetto geologo crede che questo terreno possa appartenere alla formazione de’ terreni houlliers, qualifica il combustibile di ottima natura, stima che potrebbe essere adoperato con gran vantaggio, se ne fosse agevolato il trasporto per buone carreggiate, e congettura assai grande l’estensione di questo deposito per poter servire ad una considerevole consumazione.

Nella magnifica valle di Taccu-Isara il suolo è in gran parte alabastrino, e crede il suddetto geologo che questa roccia vada crescendo per i continui depositi del torrente che vi scorre. In qualche punto ne riconobbe notevole la spessezza.

Nella stessa valle trovasi insieme con l’alabastro il tufo calcareo.

 
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