SENNORI, villaggio della Sardegna nella divisione e provincia di Sassari, compreso nel mandamento di Sorso, sotto la giurisdizione del tribunale di prima cognizione di Sassari.
Fece parte della Romandia, antico distretto o curatorie del Regno di Logudoro.
La sua posizione geografica è sotto la latitudine 40° 47', e sotto la longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 31' 30".
Siede sulla pendice d’una collina dove si volge al maestrale, dalla qual parte estendesi la vista sul golfo torritano e sopra le maremme di Portotorre e le seguenti della Nurra sino all’Asinara ed alle coste della Corsica.
Difeso da’ venti australi resta esposto al ponente, al maestrale ed all’aquilone: quindi i calori estivi non sono troppo molesti, perchè se non regni alcuno de’ predetti venti che dominano la sua situazione l’aria è rinfrescata dalla brezza, che dicono imbattu; e il freddo invernale nè pur molto sentito se non regni o il maestrale o la tramontana.
Il tepore, che il mare comunica all’aria, fa che la neve la quale in qualche invernata cade, sia presto sciolta.
La grandine è una meteora rarissima, ed è rara ancora la fulminazione.
Le pioggie cadono nè più nè meno frequenti che nelle prossime regioni della Nurra e della Fluminaria: la nebbia che copre talvolta i piani bassi non si leva sino al paese.
L’aria è sgombra de’ miasmi anche ne’ tempi che le terre basse nella fermentazione delle meteore animali e vegetali ne producono assai.
Le strade di Sennori sono tanto scabre, che non si possono carreggiare, quantunque con poca fatica del piccone e con saper collocare le pietre si potesse renderle facili. Da questo si cominci a intendere quanto poco questi paesani si curino de’ comodi, e come sieno nemici di mutar le cose. Così furono le vie nell’antichità, così resteranno, e se alcuni si romperanno il collo nelle tenebre peggio per loro che non assicurano i passi col bastone.
Territorio. È disteso sopra la pendice di varii colli inclinati comunemente verso greco.
Le roccie sono calcaree e spesso se ne incontrano siffatte, che sono un miscuglio di sabbie e testacei ad una terra giallognola, il cui impasto facilmente dissolvesi.
Le vallate aperte in questo territorio appajono in varii siti pittoresche d’una giocondissima amenità. Le più notevoli sono quella volgarmente detta Badde (valle), che comincia dal paese e avanza sino all’estremità del prossimo abitato di Sorso; la valle di Priedu, quella di Sutis, l’altra detta del Golfo, e l’altra ancora cognominata di Teràculos.
Le sorgive sono in numero non molto notevole, e nessuna è di gran copia. La popolazione si serve di due fonti, una in mezzo all’abitato, che per la sua temperatura si qualifica calente (calda), l’altra fuori che per contraria ragione è detta Fontana frita (fontana fredda). Questa è abbondante di acqua ottima, l’altra è men larga e buona.
Nelle stagioni piovose scorrono i rivi delle valli.
Tra questi i più notevoli sono i due che hanno le origini nel territorio di s. Vittoria (dipendenza d’Osilo), uno alle pendici boreali del colle in cui è posto l’abitato, e che ha un corso di miglia 2 1/2 sino al fiume, di cui è tributario; l’altro a ponente del medesimo, a piè del colle di Nuraghe Patada, sorgente al ponente di s. Vittoria, il quale dopo tre miglia di corso entra nello stesso fiume.
Da questo colle Patada cominciano due vallette che si congiungono poi in una, e che sono il principio del rivoletto che scorre al meriggio di Sorso a poca distanza e che nei tempi piovosi, riceve i torrenti della pendice boreale di monte Taniga per versarli nello stagno di Platamona.
Il rio Silis volgarmente detto rio di Sorso bagna e limita per un tratto il territorio di Sennori.
Questo rio formasi dalle fonti del monte Massa, che levasi a levante-sirocco e a miglia 3 dal monte di Bonaria (d’Osilo) e da quelle di monte Ledda, e dopo circa 12 miglia di corso incontro al maestrale si versa nel mare.
Questo fiume ingrossa tanto ne’ temporali, che non si può guadare, e allora conviene di passarlo sopra il ponte che trovasi nel territorio di Sorso, e fu fabbricato a spese comuni delle due popolazioni, senza che vi concorressero quei di Castelsardo, a’ quali giova forse più che ad altri.
In molte parti questo territorio è scoperto di bosco, non in quelle che sono prossime al suddetto fiume, dove sono sebbene con frequenti diradamenti, alberi cedui e ghiandiferi. Le macchie di lentischi coprono molte parti del suolo incolto, e sono trovati a tutti i passi, non solo nelle terre littorane, ma anche nelle prossime al paese, i palmizi, di cui si fanno le spazze, e si mangia il midollo.
Le bestie selvatiche si riducono a’ cinghiali, alle volpi e alle lepri. Sono però in gran numero le pernici e altri uccelli ricercati da’ cacciatori.
Popolazione. Nel censimento del 1846 si notarono sotto Sennori anime 1899 distribuite in famiglie 549, e in case 497. Quest’ultimo numero però è certamente errato essendo pochissime le famiglie che sieno accompagnate, se non sia di figli che con le loro mogli convivono nella casa de’ vecchi genitori, nel qual caso si computano le due famiglie per una sola. Generalmente ne’ villaggi sardi quante son famiglie diverse tante sono le case.
Il suddetto totale di anime vedesi nello stesso censimento distribuito nei seguenti modi:
Nel rispetto del sesso e dell’età si notano:
Sotto i 5 anni
maschi 125, femmine 133;
sotto i 10
mas. 123, fem. 117;
sotto i 20
mas. 171, fem. 170;
sotto i 30
mas. 130, fem. 136;
sotto i 40
mas. 145, fem. 148;
sotto i 50
mas. 119, fem. 125;
sotto i 60
mas. 55, fem. 75;
sotto i 70
mas. 19, fem. 29;
sotto gli 80
mas. 7, fem. 5;
sotto i 90
mas. 3, fem. 4.