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Senes

SENES o SENIS, villaggio della Sardegna nella provincia d’Isili, capoluogo di mandamento della prefettura di Cagliari(*) già compreso nel dipartimento di Parte Valenza dell’antico regno di Arborea.

La situazione geografica di questo paese è determinata dalla latitudine 39° 51', e dalla long. occidentale dal merid. di Cagliari 0° 12' 30".

Siede nel declivio d’un rialto sopra un terreno umido per le acque che trasudano e ne scaturiscono.

In questa posizione si patisce molto dal calore nella estate e dal freddumido nell’inverno.

Nelle pioggie è grande irregolarità, in alcuni anni troppo frequenti, in altri scarse, o mancanti del tutto per più mesi. Nell’inverno nevica al solito non più di cinque o sei volte e il nevazzo facilmente risolvesi. La nebbia è frequentissima nell’autunno, inverno, e anche nella primavera, ma è disgrazia rara che ne patiscano i seminati.

(*) Le circoscrizioni giudiziarie come le economiche e le politiche sono state spesso di tanta bizzarria da comparire assurde.

Ecco il comune di Senis, capoluogo di mandamento, che trovasi a circa 16 miglia da Oristano, dove è un altro tribunale di prima cognizione, sottoposto al tribunale di Cagliari, che ne dista circa 39 miglia.

Con tanto senno si fecero sempre i ripartimenti, onde convenne di riformarli; ma fatti male un’altra volta si pensò a riformar in peggio !!!

Non essendo intorno alla distanza di cinque miglia altra eminenza che l’altipiano della Giara, il quale lo ripara dai venti australi, che sono tra il libeccio e il sirocco-levante, resta però Senes protetto da questi ed esposto agli altri, i quali però hanno ostacoli maggiori o minori dalle montagne circostanti: il ponente dal monte Arci, distante migl. 5; il maestro-tramontana dalla massa del Briguini, lontano da 6 in 7 miglia; il levante dall’altipiano del Sarcidano, che sorge a circa 6 miglia. I venti boreali vi influiscono più liberamente che altri.

L’aria non è pura di miasmi nè pure nella stagione fredda, nelle altre, or più or meno, è sempre viziata.

La ragione di questa malignità è in ciò che parrebbe fatto per bonificarla. Cosa rara? Si aprì nel centro stesso dell’abitato per lo scolo delle acque sporche e materie immonde un canale apposito; ma siffatta cloaca restò aperta senza volta, epperò le esalazioni mefitiche si spargono intorno con grave molestia di chi ha il senso non molto ottuso a danno della sanità. Si intende bene che il consiglio comunale, composto di uomini grossi, non senta quanto nuoccia alla pubblica utilità il tenere scoperta questa fogna; ma non si può intendere come gli amministratori della provincia, che dovrebbero far osservare la polizia sanitaria, non abbiano dopo tanti anni provveduto.

Territorio. Estendesi questo verso settentrione e ponente, e rilevasi qua e là formando delle colline, alcune delle quali sono notevoli, qual si è quella che sorge al ponente-maestro in continuazione all’eminenza, su cui sta il paese; quindi l’altra che sorge a migl.

1 1/2 del paese quasi sotto il maestrale, la quale se per la sua piccola mole non meriterebbe menzione, la merita per questo rispetto che sopra la medesima era edificato un antico castello, che avea il nome da questo comune. La totale superficie si può calcolare di circa miglia quadrate 6.

Le fonti sono rarissime e scarse, e per aver l’acqua agli usi domestici è necessario scavare dei pozzi.

Il fiume Imbessu (Ritroso) che si forma dai rivoli che scendono dalle ripe settentrionali della gran Giara divide in qualche parte questo territorio da quello di Assolo, mentre scorre verso ponente-maestro, poi volgendosi verso tramontana le traversa.

Nella sua prima direzione passa presso il paese, nella seconda bagna il piè del colle del castello.

Nella valletta a piè del rialto, in cui è il paese, scorre un rivoletto nella stagione invernale. Il fiume suddetto è pericoloso a guadarsi dopo le pioggie per l’aumento, che gli danno i torrenti.

I cacciatori non posson trovar altro in questo territorio, che conigli e lepri, e anche qualche volpe. Gli uccelli più comuni sono i passeri e le cornacchie, che nel tempo della seminazione spesso si mangiano le fave che sono per germogliare.

Nelle parti che restano incolte per il pascolo comunale, e voglio dire nel prato, trovansi sebbene rare molte piante cedue tra le macchie sparse, e tra esse alcuni alberi ghiandiferi. Si proseguono le devastazioni tagliando tutti per i loro bisogni senza pensare a sostituire altre piante e guardarle perchè crescano ai futuri bisogni de’ posteri.

Popolazione. Nello stesso citato censimento si nota la popolazione di Senes composta di anime 810, distinta in famiglie 222, e distribuita in case 213; quindi sono notati:

In rispetto all’età e al sesso:

Sotto i 5 anni

maschi 66, femmine 55;

sotto i 10 anni

mas. 53, fem. 47;

sotto i 20

mas. 81, fem. 82;

sotto i 30

mas. 65, fem. 74;

sotto i 40

mas. 46, fem. 58;

sotto i 50

mas. 51, fem. 35;

sotto i 60

mas. 29, fem. 30;

sotto i 70

mas. 16, fem. 14;

sotto gli 80

mas. 4, fem. 3;

sotto i 90

mas. 1.

In rispetto alla varia condizione domestica:

Maschi Scapoli Ammogliati Vedovi Totale
  247, 155, 10, 412.
Femmine Zitelle Maritate Vedove Totale
  216, 152, 30, 398.

Il movimento della popolazione ci dà nascite 36, morti 18, matrimoni 6.

Alle orfane o zitelle povere in tempo del loro matrimonio si distribuiscono per i loro bisogni i proventi di una lascita fatta per ciò. Rarità da notare.

I Senesi sono in massima parte applicati all’agricoltura, essendo i medesimi non meno di 280.

La pastorizia è esercitata da circa 30 persone, i mestieri da circa 15 individui, che praticano quelle poche arti, delle quali si ha massimo bisogno, ferrari, falegnami, scarpari, muratori, ecc.

La scuola elementare conta ordinariamente non più di dieci ragazzi. Dopo circa 30 anni da che essa è stabilita non si trovano nel paese che 16 persone che sanno leggere e scrivere.

Le donne lavorano più sovente sul lino, che sulla lana, e però comunemente vestono tessuti forestieri. Per cura della salute hanno due flebotomi.

Le più frequenti malattie sono infiammazioni di petto e dell’addome, febbri periodiche, gastriche, e intermittenti spesso con complicazioni. I dolori laterali sono la più comune causa della morte negli uomini.

 
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