Sedilo

SEDILO o SETILO, terra della Sardegna nella divisione di Nuoro, provincia di Cuglieri e prefettura di Oristano.

Comprendevasi in quella parte del Guilcieri, che fu denominata Superiore, altrimenti Canales, da’ molti canali, o solcamenti che ha il margine del pianoro in questa parte.

È capoluogo di un mandamento, il quale estende la sua giurisdizione sopra i luoghi di Zuri, Aidomaggiore, Nuragugume, Dualki, Boroneddu, Tadasuni.

La sua situazione geografica è nella latitudine 40° 10' 20" e nella longitudine orientale del meridiano di Cagliari 0° 12'.

La situazione topografica è in sul collo del maggior promontorio, che forma ne’ suoi termini il pianoro del Guilcieri, altrimenti Parte-Cier.

Questo promontorio osservasi nell’angolo, che fa il suddetto pianoro cangiando verso ponente-libeccio la linea sin qua precedente all’austro, e resta incontro all’imboccatura del Daloro, o Viario, nel Tirso.

La larghezza del collo è di circa 5/6 di miglio, la lunghezza dello sporgimento di 1 1/2.

Per un seno, che si apre in detto promontorio, ha due capi distinti, uno verso sirocco, ed è il maggiore, perchè lungo miglia 1; l’altro quasi verso ostro, che è minore della metà.

Pertanto sono notevoli tre seni intorno al medesimo, uno aperto al greco, che è angusto e dominato dalle rupi vicine d’ambe parti: l’altro tra i due notati capi, o corna, largo miglia 5/6, profondo 1/2, il terzo tra il corno, o capo minore e un altro promontorio, intermedio a questo, ed al seno di Aido-maggiore.

Le pendici intorno sono generalmente ripide, massimamente quelle del capo maggiore, e l’accesso non molto facile. In alcune parti la costa è perpendicolare.

Se si avesse a edificare una fortezza centrale nel-l’isola, questo sarebbe il punto più adatto, nel rispetto della salubrità, perchè l’aria è buona, e per preservarsi da’ malori basta la debita precauzione contro le variazioni atmosferiche; e nel rispetto della strategia, perchè si potrebbero avere diverse uscite, non si avrebbe a temere di assalti pericolosi in nessuna parte delle pendici, e non potrebbesi assediare, che dalla sola parte del piano, di cui esso forma il cantone.

Clima. Il luogo, che abbiamo descritto, non avendo prossima nessuna eminenza che lo ingombri, resta esposto a tutti i venti; ma è dominato principalmente da quelli del settentrione e del meriggio.

Il suo stato termometrico è piuttosto medio, perchè non vi si patisce gran freddo, se non regni il boreale, nè gran caldo, se non domini l’australe.

È piuttosto rara la nevicazione, e quando viene è per poco che la terra ne resta coperta.

La nebbia vi si stende talvolta trasportata dalle altre parti del pianoro, ma il vento la caccia via facilmente.

Le pioggie non sono ordinariamente molto frequenti, come per il rimanente della regione.

L’aria è pura e non è verisimile che vi sorgano i miasmi della valle del Tirso, la quale in queste vicinanze non pare ne possa produrre in copia.

Territorio. Il territorio di Sedilo è disteso per una parte sul pianoro, per altra nelle sue pendici e nella vallata del Tirso.

Questo fiume, che lambe il piè del promontorio, si allontana obbliquamente dalle altre parti del margine e lascia distendersi un campo esteso, dove sono due colline, una a greco del capomaggiore del promontorio in distanza di 3/4 di miglio, l’altra quasi nella stessa direzione, ma distante dalla prima di migl. 1 2/3, che sorgono a poca distanza dalla sponda destra del fiume.

Ne’ dintorni del paese sono poche fonti e mancano affatto nel paese.

Le più notevoli sono quattro, una detta di Bangios a 1/4 d’ora dal paese nella direzione di maestro-tramontana; la seconda che appellasi di Bingias de pradu alla stessa distanza tra ponente e maestro; la terza nominata di s. Costantino, in distanza di 25 minuti tra ostro e scirocco, la quale primeggia per abbondanza; la quarta, che è parimente copiosa, una lontana di mezz’ora, trovasi verso tramontana. Tranne quella di Bingias de pradu le altre sono circondate d’una costruzione per vietarne l’accesso agli animali.

Dopo queste se ne possono numerare altre trentuna o trentadue.

Le fonti Puzzolu e Borillo, anch’esse vicine e frequentate dal popolo, sono perenni e stimate per la bontà, quando quella di Bingias de pradu. La sorgente Pigodu ha pure la difesa d’un fabbrico, e serve per il paese come l’altra che dicono Sa-figu.

Nel campo sono undici fonti; Putanarcu, nel luogo detto Sodde o Solle, cinta di una costruzione in pietre nere, acqua perenne ed abbondante in mezzo all’amenità di pioppi, olmi e salici; prossime a questa le fonti perenni Su Tumbaru e su Poju de Sadda, molto lodate per la finezza; quindi le dette Palmas, Cantaro e Codina, Marturiarjarios prossima ad una distrutta cappella dedicata all’arcangelo s. Michele; quindi quelle di Cilloi e Orbezàri: e nel prato attinente alla stessa regione quelle di Lozoroi, Arcadoria Fontana de Saba e Maddaris o Mallaris.

Nella regione denominata di Lochele sono conosciute le due fonti di nuraghe ruju e di Serra-majore.

Nella regione di Nordai, se ne indicano cinque, la fonte Iloi, su Famajolu, Busartu, e altre due Bercier e Moro, tra le antiche e abbandonate cappelle, dedicate una a s. Andrea apostolo, l’altra alla Vergine d’Itria.

Nella regione poi, che dicono di Parte susu, se ne trovano altre undici, Orzanghene, fonte di perenne ottima acqua, riparata da una costruzione, dove è tradizione fossero abitatori nel tempo antico e si rinvennero antiche monete; la fontana di s. Quintino, presso una chiesa del medesimo titolo, e dopo queste Su Cantaru, Iustazì, Bonassai, Melas, Muzzigene, Calavrigheddu, Muzzana, Ulinu, Lucunas. Si possono notare due ruscelli, ma di corso invernale, uno di Bangios detto vicino all’abitato, l’altro Ber-cier.

I notevoli corsi d’acque, detti fiumi, sono quattro, e circondano o traversano il territorio. I paesani li nominano Flumineddu, rio di Lochele, Biario, e Siddo.

Il primo (Flumineddu) ha le sue scaturigini nel monte Oskelo, e scorre per i salti del Marghine per unirsi al seguente. Il rio di Lochele è lo stesso che il Tirso, il quale nel luogo detto Is giunturas, riceve il Flumineddu, quindi passa nella regione di Colocò, tra grandi rupi e folti boschi, dove tortuoso e ristretto romoreggia così strepitoso, che nelle sue pienezze tiene desti nella notte i Sedilesi sebbene lontani di circa due miglia.

Da quelle angustie uscito nel campo di Torozula riceve il fiume Biario (Daloro), dopo la quale affluenza è da paesani chiamato rio di Nordai, e scorre tra’ salti di Sedilo e di Barigadu-jossu sino al luogo detto Crocore, dove è il limite tra Sedilo e Zuri.

In questo stesso luogo si aggiunge al Tirso il fiume Sillo volgarmente Siddu, che ha le origini al ponente nella regione, che dicesi Marghini-Stura, e divide col principale de’ suoi rami il Sedilese da quello di Soddi e Zuri.

 
loading
Edicola de L'Unione Sarda