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Sarule

SARULE, villaggio della Sardegna nella divisione, provincia e prefettura di Nuoro, compreso nel mandamento di Orani, e parte in altro tempo del dipartimento del Dori.

La sua situazione geografica è nella latitudine 40° 13' 50" e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 2' 30".

Siede sopra una piccola eminenza con orizzonte ristretto a levante, dove a poche miglia sorge il monte del Dori, altrimenti di Gonàri, a tramontana dai colli di Orani; ma un po’ largo a ponente e a mezzogiorno, sebbene la vista non si possa stendere molto lontana per il rilevamento del suolo.

Difeso totalmente dal levante, coperto alquanto da’ venti boreali, resta esposto al ponente, al libeccio e un poco all’austro. I nuvoloni che si aggruppano sul monte Gonari, sciogliendosi, versano copiose pioggie, e non sono rare nè la fulminazione, nè la grandinazione. Il freddo invernale non è molto incomodo, e se pure sieno molto vicine le nevose montagne del Gennargento, tuttavolta provi mite l’ambiente se non regnano i venti di tramontana e maestro.

Sentesi poca umidità, e se i bassi strati dell’aria si ingombrano di vapori, la nebbia non è perniciosa.

L’aria deve dirsi buona in tutti i tempi, e se anche in Sarule alcuni patiscono le febbri periodiche e perniciose, questo accade per malore concepito in altre regioni meno salubri, quali sono quelle di Ottana prossime al fiume.

La superficie territoriale del comune di Sarule si può computare di circa 16 miglia quadrate.

In questo territorio levasi la sunnotata montagna di Gonari, la quale, secondo misura barometrica notata dal gen. Alberto Della Marmora, sorge sul livello del mare di metri 1115 92 nel punto, dove è la porta della chiesa.

Delle tre creste che ha questa montagna, la più alta è questa che abbiamo indicata, dalla quale vedesi il mare di ponente (mare sardo) e il mar di levante (mare tirreno), e si gode una immensa prospettiva, non però alla parte di levante, dove levasi la giogaja dei bianchi monti di Oliena, la quale superiormente a quel villaggio si erge a maggiore altezza, cioè a metri 1338 46, e meno ancora alla parte di ostro-sirocco, dove sorge la gran mole di Gennargento, che di molto supera l’altezza del Gonari, perchè si eleva a metri 1917 72 nella punta di Bruncu Spina.

La pendice del Gonari verso levante ed austro è di una particolare ertezza. È men difficile dal lato di ponente, pel quale ascendono i sarulesi, e dalla parte di tramontana, dove serpeggia il sentiero di Orani.

Tra questa montagna e l’eminenza del paese è una piccola collina; quindi altre tre, una alla parte di ponente-libeccio, l’altra all’austro, la terza all’austro-sirocco, procedenti nella sola linea di maestro-sirocco, e gradatamente una più dell’altra distanti dal paese.

La roccia dominante è la granitica.

Ma nella suddetta montagna di Gonari trovasi una certa calce carbonata, tavolare, aggruppata in varii versi, cosparsa di cristalli di quarzo, con altri di calce carbonata, alcuni dei quali appartengono alla varietà prismatica lamelliforme.

Nella stessa massa può notarsi una steatite bigia d’apparenza alquanto scistosa.

Si possono indicare molte fonti di acque finissime, e perenni, e non poche di notevole copia.

Un solo rivo nasce e scorre dentro questo territorio nella valle verso greco delle tre sunnotate colline, il quale congiuntosi prima col ruscello di Orani, poi con quello di Onnivèri, accresce quello che move dal monte di Ollolai, Gavoi e Olzai, e scorre lunghesso la valle delle stesse colline, verso maestro.

La regione montuosa di levante e varii altri tratti sono occupati da selve ghiandifere, dove specialmente domina la specie dell’elce. Queste selve in alcune regioni sono giovani, il che accenna ad incendii avvenuti in altri tempi. Alle specie ghiandifere sono mescolate varie altre, che possono servire alla costruzione.

Nelle regioni selvose trovansi cinghiali e daini, nelle altre volpi e lepri.

È facile la caccia delle pernici, e si prendono molte beccaccie, tordi, merli, ecc.

Nelle rupi del monte Gonari hanno nido le grandi aquile.

Popolazione. Nel censimento dell’anno 1845 si trovarono anime 1457 distribuite in famiglie 359, e in case 317.

Nel rispetto dell’età e del sesso si notavano sotto i 5 anni maschi 80, femmine 72; dai 5 ai 10 anni maschi 101, femmine 77; dai 10 ai 20 maschi 170, femmine 162; dai 20 ai 30 maschi 78, femmine 97; dai 30 ai 40 maschi 112, femmine 104; dai 40 ai 50 maschi 90, femmine 111; dai 50 ai 60 maschi 18, femmine 15; dai 60 ai 70 maschi 12, femmine 12; dai 70 agli 80 maschi 1, femmine 0, e in totale maschi 736, femmine 721.

Fra 736 maschi erano scapoli 502, ammogliati 202, vedovi 32.

Tra le 721 femmine erano zitelle 415, maritate 202, vedove 104.

I sarulesi sono gente robusta e sana; quindi resistenti alla fatica, e rare volte bisognosi di soccorsi del-l’arte salutare.

Si può dire che la malattia predominante è l’infiammazione, e che la massima parte muojono di dolor laterale, perchè male si difendono dalle frequenti variazioni che subisce la temperatura dell’atmosfera per l’influenza dei venti.

Più che nelle altre età è notevole la mortalità nella prima per la poca cura che hanno le madri massime nella classe povera.

Nella parte morale è piuttosto da lodare il carattere di questo popolo, essendo gente pacifica e laboriosa.

Sull’origine di questa popolazione si dice per tradizione che fosse fondatore del borgo un certo Donno Sarule, il quale fuggendo dal suo luogo natio, che non si sa qual fosse, si stabilì sopra la collina nella quale trovasi il paese, e determinatamente presso la rupe che si vede prossima all’oratorio del Rosario e alla distrutta chiesetta di s. Marta; e dicesi pure che essendosi riunite intorno a lui molte altre famiglie in breve esistesse un notevole borgo: ma nulla si nota sopra l’epoca di questo stabilimento, che probabilmente è in là del mille.

Egli è probabile che gli antichi Jolaesi (i popoli di Barbagia Ollolai) si distendessero sin qua, e che la montagna di Gonari fosse uno dei luoghi forti, nei quali si ricoveravano, quando erano assaliti dalle milizie dei dominatori dell’isola; e quindi che sulla medesima in sito di facile difesa fosse qualche grossa borgata, dalla quale, quando cessò la guerra che per tanti secoli li Jolaesi combatterono contro i dominatori stranieri, scendessero per istabilirsi in luoghi più temperati e fruttiferi, come sono quelli dove è Orani e Sarule.

Il monte di Gonari fu un luogo forte anche dopo il mille, e un punto di difesa nella frontiera del regno di Logudoro presso quello di Arborea, e di Gallura.

Istruzione. La scuola primaria numera non più di 15 fanciulli, sebbene dovesse contarne almeno 80, giacchè come abbiamo notato i fanciulli da 5 a 10 anni sono più di 100.

Nè solo il benefizio d’istruzione è ristretto a pochi, ma neppure a questi pochi è generalmente proficuo, perchè non saprei dire quanti abbiano per lo meno imparato a scrivere in quella scuola.

L’istruzione religiosa si dà, ma si parla più spesso d’altro, che di ciò che massimamente importa, ed è la morale evangelica, i cui principii si dovrebbero sempre inculcare.

Tra i cinquecento e più uomini, che sono in istato di lavorare, i più si esercitano nell’agricoltura, un’altra parte nella pastorizia; dopo i quali sono circa 50 persone, che si adoperano in diverse arti e mestieri per servizio degli altri popolani.

Le donne sarulesi sono molto laboriose e sempre occupate o nelle cure domestiche o nel lavoro.

Si occupano esse a filare o a tessere, e tessono tele per lo più grossolane: ma le più maneggiano la lana e lavorano panni per uso proprio e dei mariti o figli, e dopo aver provveduti ai bisogni domestici lavorano e vendono a’ gavoesi coperte, bisaccie, sacchi e simili.

 
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