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Sarrocco

SARROCCO [Sarroch], villaggio della Sardegna nella provincia di Cagliari compreso nel mandamento di Pula della prefettura di Cagliari, e nell’antico dipartimento di Nora del regno o giudicato di Cagliari.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 4' e nella longitudine occid. dal meridiano di Cagliari 0° 6' 30".

Queste determinazioni valgono però per quella parte del paese, che dicesi vicinato di s. Vittoria, non per l’altra che dista da questa poco men d’un miglio e trovasi un poco sopra il ponente.

Il vicinato di s. Vittoria trovasi a 5/8 di miglio dalla riva del mare, dove comincia un gruppo di piccole colline che stendesi verso austro e più verso sirocco formando il promontorio della Savorra nel golfo di Cagliari.

Il vicinato di s. Georgio, distante dal primo verso ponente, quanto abbiamo già accennato, e dal mare miglia 1 3/4 giace al piede del monte Sa Pianedda contro il sirocco, ed è riparato a levante e a tramontana da due piccole eminenze.

I paesani appellano il rione di s. Vittoria Barraccas de baxiu (baracche di giù) e quello di s. Georgio barraccas de susu (baracche di sopra), perchè le prime abitazioni che si piantarono non furono altro che capanne, simili a quelle de’ pastori, quando ne’ tempi più prossimi a noi fu ristaurata la popolazione in questo luogo, già da gran tempo deserto, perchè frequentissimamente infestato dagli africani, che saccheggiavano le case e portavasi via gli abitanti, che potean sorprendere, alla schiavitù.

L’aspetto di questi due rioni fa intendere a’ passeggieri quali uomini sieno gli abitanti, che poco migliorarono da quelli, che furono i restauratori di questa popolazione, gente collettizia, pastori e banditi montanari. Parrebbe di vedere una scena di paesi molto lontani dall’Europa, un gruppo di capanne di uomini selvaggi.

Nel rione di s. Vittoria godesi un bellissimo orizzonte da tramontana a levante, avendosi in prospettiva le colline con la città di Cagliari, e poi la catena delle montagne, che finiscono nel capo Carbonara e tutto il golfo.

Il territorio di Sarrocco è più montuoso che piano. Abbiamo notato le colline prossime al rione di s. Vittoria e le altre che tien vicine il rione di s. Georgio con la montagna della Pianella, come dicesi dal suo dorso quasi piano il monte, che levasi a maestro-tramontana di questa parte di Sarrocco.

Questo pianoro, lungo poco più d’un miglio, largo, dove più, la metà, resta nel confine della massa de’ monti, che dal maestro di Capoterra stendonsi fin qua, e levasi notevolmente nelle punte dette di Casteddaris, Gilladus e Canargius, le quali due ultime sorgono prossime al ponente di Orri. Il piano è alle falde de’ monti nelle maremme, e al ponente e libeccio del rione di s. Georgio.

I vegetabili ghiandiferi sono in poche parti di questo territorio, segnatamente nelle pendici della Pianella e ne’ monti vicini, nel rimanente frondeggia il bosco ceduo.

Le sorgenti non sono poche, principalmente alla montagna, ma pochissime notevoli.

Le fonti delle pendici orientali della Pianella formano due rivoletti, uno de’ quali entra nel mare nel luogo detto Sa Foxi a 3/4 di miglio e al greco di s. Vittoria, l’altro, a miglia 1 dalla Foxi e al suo settentrione, presso l’antica torre detta S’Antigori.

Un rivo scorre prossimo a s. Georgio a mezzo miglio e al suo ponente, ed è quel ramo del fiume di Nora che nasce alle pendici grecali delle eminenze centrali della montagna detta Montenieddu, un cui braccio disteso per miglia 6 a levante termina in sulla sponda destra di detto rivo quasi alla stessa distanza, che no-tossi, dal rione.

In queste regioni montuose trovasi gran copia di selvatici, cervi, cinghiali, daini.

Sono pure in gran numero le pernici e altri uccelli ricercati da’ cacciatori.

Popolazione. Hanno i due rioni di Sarrocco anime 822, distinte in maggiori di anni 20, maschi 242, femmine 238, e in minori maschi 168, femmine 182, distribuite in famiglie 223.

Nascono ordinariamente all’anno 25, muojono 16, e si celebrano 5 matrimoni.

I sarrocchesi sono gente robusta, ma non molto la-boriosa, e poco pure da lodare nella parte morale, la ragione della qual condizione devesi riconoscere nella quasi nulla istruzione religiosa, e nella pochissima attenzione del governo sopra di essi, che si sono sempre lasciati a loro stessi. Il giudice di mandamento, che ha sua residenza in Pula, poche volte all’anno si disagia per venire in questo paese a render ragione a quelli che la domandano e non possono andare a trovarlo; e dopo questo non si è mai pensato a collocarvi una piccola stazione.

I delitti sono perciò frequenti in questo territorio, ma è caso raro che sian provati e che si puniscano i delinquenti. Alla negligenza de’ curiali aggiungesi che non si possono trovare testimonii nè pure di quei crimini, che si perpetrarono nel cospetto di tutti, in mezzo al popolo nella piazza della danza. Se si voglia costringerli col giuramento essi non avranno scrupolo di spergiurare, tanto più, che credono lecito lo spergiuro che sia per difesa propria o in favore altrui.

Siccome questa immoralità del popolo dipende dal difetto d’istruzione religiosa, dalla negligenza della giustizia, e dal difetto di forza pubblica; così bisogna provvedere con mandarvi sacerdoti zelanti e idonei, con obbligare il giusdicente a più frequenti visite, a maggior diligenza in ricercare i violatori della legge, e a tenervi alcuni soldati per il buon ordine. Se non porgansi questi rimedi il male non si spegnerà, e si avrà l’onta di veder in una provincia italiana uomini semiselvaggi.

Dei sarrocchesi 110 individui sono applicati all’agricoltura, 140 alla pastorizia, 20 a’ diversi mestieri di muratori, falegnami, ferrari, calzolai ecc.

Le donne lavorano al telajo, e tessono panni e tele per il bisogno della famiglia.

La scuola primaria potrà avere 15 fanciulli, quando essi vi concorrono tutti, e quando piace al maestro di far scuola.

Dopo tanti anni da che fu istituita non n’è uscito alcuno che sapesse leggere e scrivere.

Forse non sono più di otto quelli che in questa popolazione leggano e scrivano, computati anche i preti.

Agricoltura. Non mancano le terre idonee alla coltura dei cereali e in alcune regioni si riconoscono ottime, perchè se sieno tempestivamente inaffiate dalle pioggie producono molto. L’ordinaria seminagione è di starelli 650 di grano, 300 d’orzo, 100 di fave, 30 di legumi, 20 di lino.

L’orticoltura è praticata da pochissimi per quello solamente che vuolsi per la famiglia.

La vigna è poco estesa sebbene sieno luoghi comodissimi per la medesima nelle prossime colline.

Il vino ha qualche bontà, e l’avrebbe maggiore se la manipolazione fosse praticata con miglior arte.

L’arboricoltura è molto estesa per lo smercio, che se ne può fare nella prossima capitale, trasportandovi per barca i frutti.

I peri vengono spontanei in questo territorio e sonovi amplissimi, dove fan selva: innestati danno migliori frutti in grandissima copia. La massima parte delle pere, che si vendono nel mercato di Cagliari, proviene da Sarrocco, ma quei paesani che potrebbero guadagnare il triplo e più, che sogliono avere da questi frutti, se li trasportassero essi stessi e li vendessero, devono contentarsi di quello, che offre ad essi il rigattiere cagliaritano, che non suol dare nè pure il terzo di quello, che darebbero persone più coscienziose, che si contentassero di un lucro ragionevole.

Le altre specie fruttifere sono meno importanti in rispetto alla quantità degli individui. Se i sarrocchesi fossero meno stupidi potrebbero avere maggior vantaggio da un terreno idoneo a molte diverse produzioni, che lasciano incolto per il bestiame.

Pastorizia. Il territorio di Sarrocco ha pascolo per ogni sorta di bestiame, e non se ne patisce difetto se non manchino le piogge autunnali.

 
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