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Sammugheo

SAMMUGHEO [Samugheo], villaggio della Sardegna nella provincia di Busachi compreso nel mandamento di Sorgono della prefettura di Nuoro e nell’antica curatoria del Mandra-e-Lisai del regno d’Arborea.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 56' 50" e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 1' 30".

Il paese trovasi in sulla sponda di uno di quei frequentissimi altipiani, che danno un aspetto singolare alle montuosità della Sardegna, tra alcuni rilevamenti del suolo, per cui se sono impediti poco o più alcuni venti, soffresi molta umidità come nelle valli. È in esposizione allo sirocco, ond’è mite la temperatura nell’inverno, ma un po’ forte nella estate. Sono rarissimi i temporali di fulmini e di grandine, non così le nevi, le quali però presto si dissolvono.

L’aria è d’una rara salubrità, e non sarebbe mescolata di alcuna infezione se si avesse maggior cura della polizia nel paese.

Il territorio di Sammugheo è piuttosto ampio, potendosi computare la sua superficie di circa 30 miglia quadrate, e comprendesi tutto nella massa d’un pianoro a larghe falde, più verso ponente, dove è bagnato dall’Aragi, che verso levante, dove scorre il rio detto di s. Mauro.

È abbondantissima la roccia calcarea e i paesani ne traggono molto utile facendone calcina.

In molte parti è aperta in spelonche e alcune un po’ grandi, dove si suol fare il salnitro, e in notevole quantità per venderlo alla R. fabbrica delle polveri.

Evvi pure la calce solfata in pezzi, che pajono poliedri.

Le altre roccie notevoli sono: la trachitica contenente vene di diaspro, la quale trovasi verso i confini con Laconi a poca distanza da questo paese; l’euritica rossa, quarzosa con cristalli di quarzo e forse di zirconi; lava bigia; scisto lamellare quarzoso; calcedonio bigio e altro che volge alla tinta paonazza, e vedesi in esso anche del quarzo cristallizzato; granito talcoso che trovasi prima di arrivare al castello e porfido verde, dal quale è formato il selciato del castello di Sammugheo, che pare trasportatovi nel tempo che si fabbricò il medesimo.

Alla roccia indicata aggiungeremo il trachite verde terroso, altro trachite verde in agglomerazione, e un trachite bruno tendente al bigio.

Si indica a circa un miglio dal paese verso il mezzodì una miniera di salgemmo.

Nella massa montuosa di questo territorio, che ho già notato, non è altra eminenza più notevole di quella che trovasi a distanza di meno d’un miglio dal paese verso maestro-tramontana, al quale levasi in forma conoidale.

Le valli maggiori sono quelle già indicate, per cui scorre il suddetto influente del Tirso, l’Aragi, e quel suo ramo, che proviene dalle fonti, che sono nei monti tra Austis e Sorgono e nel territorio d’Ortueri.

L’Aragi divide il territorio di Sammugheo da quello di Ruinas, Assuni, Laconi. Esso abbonda di pesci, che sono anguille, trote, muggini, saboghe.

Nè in questo, nè nell’altro vi è alcun ponte, e solo nei tempi di piena, quando non è permesso il guado, si passa sopra travi stese da una all’altra sponda, dove questo è possibile per la prossimità delle medesime.

Le valli minori sono tre, una all’austro del paese, che divide l’altipiano in due parti e procede da levante a ponente, versando per questa parte nell’Aragi un rivoletto; altre due, inclinate allo stesso fiume, che nella parte superiore hanno fra loro la eminenza sud-descritta, dalla quale procedono le prime acque di due rivi tributari dello stesso Aragi.

In questo territorio nelle parti incolte, sono molto numerosi gli animali selvatici, cervi, daini e cinghiali, e più ancora le volpi, le lepri e i conigli. Abbondano pure gli uccelli indigeni dell’isola, grandi e piccoli, massime quelli che si ricercano dai cacciatori.

Le grandi caccie sono piuttosto frequenti e sempre fortunate.

Le fonti sono moltissime, massime ne’ fianchi della massa montuosa, e alcune tra esse perenni e copiose di acque ottime.

Nella regione Accòro, distante dal paese miglia 2 1/2 in circa è un ampio ghiandifero, si va riproducendo la selva, che avea annientata un grande incendio, e già fruttifica tanto che basta per impinguare i majali e gli armenti di porci de’ proprietarii del paese.

Nelle altre regioni, che non sono colte vi ha gran numero di grandi vegetabili e alcuni fruttiferi.

Popolazione. Il comune di Sammugheo consta di anime 1880, distinte in maggiori di anni 20, maschi 469, femmine 453, e minori maschi 458, femmine 500, distribuite in famiglie 417.

Possono tenersi i seguenti numeri per conoscere il movimento annuo della popolazione, nascite 56, morti 30, matrimonii 20 per anno.

I sammughesi sono gente di ottimo fisico, robusti, e vivaci e di buona morale, laboriosi, queti, e anche comparativamente industriosi.

Secondo le professioni si dividono nel seguente modo, agricoltori 534, pastori 236, applicati a varii mestieri, e al negozio 80.

Le donne sono laboriosissime e fanno molta opera sul telajo. I telai non sono meno di 360.

Lavorano esse sulla lana e sul lino, ma principalmente sopra la seconda materia, fabbricando molto al di là del bisogno domestico, onde fanno un lucro assai notevole vendendo il superfluo.

In questo paese godesi generalmente un’ottima salute e sono rarissime le malattie, che per lo più si acquistano per poca cautela contro le variazioni atmosferiche per le quali si infiamma il polmone; molti patiscono dell’ernia.

Anche nella prima età non è come in altre regioni frequente la moria; e pare che la vaccinazione abbia in massima parte tolto le funeste conseguenze dell’influenza vajuolosa.

Sono molti i grandevi di settant’anni, sono alcuni ottuagenari, ed è vero che se uno curi la propria sanità va ben al di là degli 80 anni. Attualmente il rettore della parrocchia conta centocinque anni, e regge la parrocchia da 60 anni, non solo con integrità di sensi, ma con un singolar vigore di fibre. Quando fu veduto in età di 95 anni era tanto vegeto, come in altri paesi altro uom di forte natura il possa essere in età di 50. Non è questa una rara particolarità, perchè in cento trent’anni soli tre parrochi si sono succeduti nel governo di quella chiesa, sì che la media dell’amministrazione di ciascuno si può computare di anni 60.

Le donne di Sammugheo hanno la moda particolare di portare in maniera di velo una pezza di panno verde; alcune però ne’ giorni festivi l’hanno già cangiata in un velo bianco, e lo portano appeso al capo. Nel giubbone amano poi il color rosso, e lo adornano con gallone d’oro.

Ne’ funerali si usano le nenie in onore de’ defunti.

Le vedove di Sammugheo piangono e cantano nel tempo della vedovanza e massime lavorando al telajo, ma il loro canto è sempre l’elegia, i versi per il loro caro.

Ne’ dì festivi ballasi nelle piazze a’ modi delle zampogne, o all’armonia del canto.

Non si ha a notare in questo paese alcuna instituzione di beneficienza civile, perchè qui pure, come in altre parti dell’isola, quelli che poteano far bene, credettero secondo quello che era suggerito da chi avea interesse, che era meglio legare per feste, novene e messe, che per altro.

La scuola elementare è così poco frequentata, come altrove. Appena dieci o dodici fanciulli vi sono mandati, ai quali, dopo che san leggere e scrivere, si mettono in mano i rudimenti della grammatica latina, e pertanto concorrono solamente quelli, che i parenti destinano allo studio nella intenzione di averli poi sacerdoti.

Agricoltura. Il territorio in quelle parti che è coltivato mostrasi benigno e non si rifiuta a nessun genere di produzione se sia bene scelto il luogo.

Nella regione settentrionale vien bene l’orzo, nel-l’altra il grano e il lino e la vigna.

 
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