Sadali

SADALI, villaggio della Sardegna, nella provincia e prefettura d’Isili, compreso nel mandamento di Sehùi e già parte dell’antico cantone di Barbagia Seùlo nel regno di Cagliari.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 48' 50" e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 9' 30".

Siede nel margine orientale del pianoro, che dice-si Taccu di Sadali, sì che da questa parte restano le case protette dal ponente e da’ suoi collaterali, mentre è coperto nella parte contraria dal levante e da’ prossimi venti per la massa de’ monti di Sterzili, e non resta esposto che al boreale e al greco-tramontana.

Il suolo dove siede è umidissimo, ma non soggetto a nebbie.

La temperatura è un po’ forte nella estate, nell’inverno ordinariamente non molto bassa, se pure non soffi dal settentrione e non sieno molte nevi nelle vicine montagne. Vi piove in tutte le stagioni, vi nevica nell’inverno, e talvolta non si scioglie presto il nevazzo: i temporali sono piuttosto rari.

L’aria è quasi sempre pura da miasmi, e se alcuno si ammala d’intemperie, come dicesi, le febbri furono colte in siti meno salubri.

Il territorio di Sadali è più piano che montuoso, perchè in esso trovasi compreso il pianoro, o tacco del suo nome come abbiamo accennato. Cotesto pianoro è lungo in direzione del meridiano miglia 4 1/2, largo 2 1/2, in forma elittica con margini, dove più, dove meno declivi.

Il tacco di Sadali pare continuazione del gran pianoro, di cui vedonsi gli avanzi in tanti altri terrazzi o tacchi, che sorgono nelle regioni di intorno.

È notevole la spelonca che trovasi a distanza di mezz’ora dal paese, nel luogo detto Margiani-ghiani, dove si vedono molti stelattiti. Dicesi di gran capacità, ma non se ne ha nessuna descrizione. Il popolo l’appella grutta deis gianas, la grotta delle fate.

Moltissime sono le fonti di questo territorio, e la costante umidità dell’abitato è cagionata dalle molte sorgenti; tuttavolta non se ne potrebbero notare, che pochissime per la copia delle acque, e quelle sarebbero le denominate Fontana-manna e Donnajola, formanti due rivoli che bagnano una buona porzione dell’abitato, mentre in mezzo al medesimo ne scorre un altro, che appellasi Carradore, e che manca nella estate.

Le acque di questo, e degli altri due rigagnoli vanno nel rivo di Sardasai, che scorre nella vallata sotto il paese, divide il Sadalese da quello di Esterzili, e proviene da’ territorii di Seùi, raccogliendo le acque del-l’Arqueri e del Toneri.

All’altra estremità del territorio, cioè alla base del pianoro di Sadali contro libeccio, scorre il fiume Dosa, e nella parte contro maestrale il rivo di Seùlo, nel quale il rivolo che scorre sotto la falda dello stesso pianoro incontro al settentrione, e nutresi dalle fonti delle prossime pendici. Mancano i ponti, e restano però vietate le comunicazioni in tempi piovosi e quando nel tepore dell’aria si sciolgono le nevi delle prossime montagne. Il Dosa allora non si può passare, che sul ponte di Nurri, che trovasi a circa cinque miglia da Sadali verso l’austro. Prima del 1753, quando fu costrutto quel ponte restavano rotte le comunicazioni con la provincia di Cagliari per più settimane.

In altri tempi la massima parte di questo territorio era coperta da selve di grandi alberi ghiandiferi, massime di lecci; poi per gli incendi e i tagli si sgombrarono grandissimi spazi, e si può dire che complessivamente tutti i tratti boscosi non occupano forse l’ottava parte della superficie totale del Sadalese.

Trovansi le solite specie di selvaggiume, cinghiali, daini, cervi, ecc. Ma i primi in numero molto maggiore.

Sono pure frequentissime le pernici, i colombi selvatici ed altre specie gentili, insieme con le specie maggiori. La caccia è un sollazzo, che le persone benestanti si prendono soventi.

Popolazione. Sono in Sadali anime 637 distinte in maggiori di anni 20, maschi 185, femmine 180, e in minori maschi 130, femmine 142, distribuite in famiglie 146.

Sono applicate all’agricoltura persone 180, alla pastorizia 80, a’ mestieri diversi 20. Questi però devono aggiungersi agli agricoltori, perchè coltivano i loro terreni se ne hanno.

Le donne lavorano sempre e fanno le tele e il panni per il bisogno della famiglia vendendo quello che sia loro superfluo.

Lo stato dell’istruzione primaria è come in ogni altra parte, poco soddisfacente. Non concorrono alla scuola più che otto ragazzi, e non si può dire che dopo la istituzione di questa scuola siane uscito alcuno che sapesse quello che avrebbe dovuto imparare. In tutto il paese non saranno dieci persone che sappian leggere e scrivere.

Agricoltura. Il territorio di Sadali ha molte regioni attissime alla cultura de’ cereali.

La ordinaria seminagione è come ne’ numeri seguenti, di grano starelli 400, d’orzo 200, di fave 50, di granone 10, di legumi 15, di lino 30.

La fruttificazione media è del 7 per il grano, del 10 per l’orzo.

Il vigneto è poco esteso e però il suo prodotto è insufficiente alla consumazione. Generalmente non si fa questa cultura ne’ luoghi idonei, dove le uva non maturano, e le operazioni del vinificio facendosi con poca intelligenza si ha un vino di cattiva qualità.

L’orticoltura non è molta studiata, sebbene siavi il comodo delle acque per una facilissima irrigazione. Le specie che comunemente si coltivano sono cavoli, cipolle, zucche, pomi d’oro.

Comecchè la coltivazione delle patate sia ben avanzata nella Barbagia Ollolai, e sappiasi il gran profitto che ne hanno i coltivatori, tuttavolta i sadalesi non si sono applicati alla medesima, come si sperava, avendo la terra molto idonea a quel genere.

È pure negletta la coltura degli alberi fruttiferi, e la somma di tutte le diverse specie non passa forse le tre migliaja. Le specie più comuni sono, noci, ciriegi, pomi, peri.

I sadalesi conoscono poco il bene della proprietà perfetta, perchè poco si sono curati di chiudere con siepi o muri le loro terre. Quindi non si possono indicare tanche, e quanto nel territorio è chiuso non è più che la 38ma parte della superficie totale.

Pastorizia. Il territorio essendo esteso, perchè non avrà forse meno di 16 miglia quadrate, e l’agricoltura essendo così ristretta, come abbiam veduto, dovrebbe credersi che fosse assai notevole la pastorizia, massime per la copia dei buoni pascoli; tuttavolta nè pur in questa parte i sadalesi sono diligenti.

Il bestiame manso comprende buoi 100 per l’agricoltura, cavalli 40, giumenti 50, majali 80.

Il bestiame rude componesi di vacche 350, capre 250, pecore 3000, porci 800, cavalle 75.

I formaggi non sono di molta bontà per la poca arte nella manifattura.

In questo territorio sono de’ siti, dove potrebbero formarsi de’ prati irrigabili, e prodursi molto fieno: ma i sadalesi non intendon nulla di ciò, e non san fare e non fanno, se non ciò che facevano i loro maggiori.

Religione. I sadalesi sono sotto la giurisdizione del vescovo della Ogliastra, ed hanno per la cura delle anime un prete, cui dessi il titolo di vicario.

La chiesa parrocchiale è sotto l’invocazione di s. Valentino martire.

Le feste più solenni e con concorso di forestieri sono per il sunnominato titolare; la prima ricorre addì 8 maggio, l’altra addì 6 ottobre.

Fuori del paese sono due cappelle, una di antica struttura a circa due ore dal paese verso l’austro, dedicata a s. Maria; l’altra parimente antica dedicata a s. Elena imperatrice, e situata sulla sponda del pianoro alle spalle dell’abitato.

Per camposanto si ha l’antico cimitero attiguo alla chiesa in sulla estremità del paese.

 
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