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Quartuccio

QUARTUCCIO [Quartucciu], villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Cagliari compreso nel mandamento di Quarto.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 15', nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 3' 45".

Siede nello stesso piano di Quarto, dal quale dista verso maestro-tramontana per non più di 1/3 di miglio; quindi sul clima e l’aria non occorre dir cose diverse da quelle che furono poste per Quarto. Si dee però aggiugnere che forse l’umidità è maggiore in Quartuccio per la prossimità di molti de’ suoi orti; maggiore parimente la impurità dell’aria per la fermentazione dei grandi mucchi di concime necessario per la cultura de’ medesimi.

Le stesse cose che si notarono sul territorio di Quarto valgono per quello di Quartuccio.

Resta solo a indicare la palude che trovasi a levante del paese in distanza d’un miglio e mezzo a piè d’un lungo rialzamento di terreno dalla parte di levante, quindi i rivoli delle fonti delle pendici meridionali che riuniti traversano quest’agro, e formano il rio di Quartuccio, e dopo questo il torrente che proviene da Settimo e causa spesso notevoli danni.

La estensione dell’agro quartucciese è poco considerevole per trovarsi fra i territori de’ prossimi paesi di Quarto e Selargius. S’imagini una striscia distesa verso levante sino alle montagne, però discontinuata nella regione detta di Gannì, della quale abbiam già fatto menzione nell’articolo di Quarto, per alcune terre dello stesso Quarto e di Maracalagonis. In Flumini rientrasi di nuovo in territorio quartucciese.

Popolazione. Nell’anno 1846 si numeravano in Quartuccio anime 1887, distinte in maggiori d’anni 20, maschi 559, femmine 579, e minori maschi 364, femmine 385, distribuite in famiglie 469 e ripartite in case 410.

Sul carattere morale de’ quartuccesi ricorre lo stesso che si disse per i quartesi, da’ quali non so veramente in che differiscano.

Quasi tutte le famiglie appartengono alla classe agraria, essendo pochissime quelle che abbiano un’altra professione.

Quelli da escludere dalla gran massa, sono cinque preti, tre notai e due chirurghi.

Un’istituzione però di beneficenza è da rammentarsi, la quale devesi alla nobil donna Francesca Sanna Sulis, e fu fatta in favore de’ poveri.

Per l’amministrazione di questo legato pio S. M. con R. brevetto de’ 20 maggio 1845 sanzionava uno speciale regolamento e creava una commissione sopra il luogo presieduta dal rettore della parrocchia.

Il cospicuo frutto annuale di questo legato si impiega conformemente alle regie disposizioni in sollievo de’ poveri più bisognosi e morigerati con la prelazione di quelli di men bassa condizione, i quali per vecchiezza o malattia non fossero in grado di procacciarsi il necessario sostentamento; in provista di vestimenta a ragazzi che per mancanza di decenti panni non potessero frequentare la scuola primaria; per lo stabilimento d’una scuola a insegnarvi alle fanciulle la dottrina cristiana ed instruirle ne’ precipui doveri dello stato cui saran chiamate e ne’ lavori domestici; nell’acquisto di telai e macchine di filatura per la scuola delle fanciulle e manutenzione della medesima; per provedere di tali stromenti le persone indigenti, che per difetto de’ medesimi non potessero lavorare; in premio alle fanciulle meglio distinte per condotta, studio della dottrina cristiana e nel lavoro; in doti a zitelle povere; in somministranza degli indumenti più necessari alle povere vergognose che non potessero intervenire a’ divini officii; in medicinali e soccorsi a domicilio per gli ammalati poveri, e finalmente in qualche straordinaria sovvenzione ad onesti e poveri agricoltori, che mancassero della necessaria guarentigia per partecipare a’ prestiti del monte di pietà, e che incolpevolmente fossero privi di mezzi per farne restituzione.

Disposizioni siffatte non solo sono secondo lo spirito della vera civiltà, ma secondo lo spirito della carità cristiana meglio illuminata, e sarebbe desiderabile che tanti altri legati si potessero, riformando le disposizioni de’ testatori in cose accidentali, se la loro intenzione deve supporsi di far il miglior bene, destinare a siffatti usi; sarebbe pure desiderabile che le anime benefiche si illuminassero su quello che è più utile al prossimo, vincendo quel maledetto interesse che tanto domina e con empio inganno fa traviare quelli che sono inspirati a beneficare i loro prossimi.

E se manchino legati così cospicui, come il suaccennato dalla pietosissima dama Sanna Sulis, non per questo sarà negato che si godano questi vari beni, cui la cristiana saggezza del Re ha riguardato. Con la carità si può tutto, la carità è ingegnosa a trovare mezzi e fortunata a ottenerli col favore della providenza; la carità si propaga ne’ cuori, come fiamma da fiamma, e se i cuori sieno di ghiaccio giugne a fonderli, se sieno duri di ferro giugne ad arroventarli e liquefarli; la carità può tanto, ma la vera carità sollecita dell’altrui bene, che sacrifica i propri interessi, il riposo, la vita stessa; quella carità di cui devono esser esemplari gli uomini del clero e quelli principalmente che hanno commessa la cura delle anime, e nelle ville l’ufficio di padre, di consigliere, di indirizzatore. Chi si restringe alla sola cura spirituale omette gran parte del dovere, e non prova lo zelo per il bene delle anime. La sollecitudine del bene temporale del prossimo non è forse opera di misericordia, non è oggetto della carità? Suppongasi questa carità e il sacerdote anderà limosinando per dar l’alimento al povero affamato, per procurargli una vesta a ripararsi dalle inclemenze, per metterlo in grado a potersi presentare nella casa del Signore; egli radunerà i piccoli e spezzerà loro il pane della divina parola, chiamerà le fanciulle e loro insegnerà l’evangelo, provvederà perchè imparino gli ufficii domestici, e manderà al lavoro gli inoperosi, procurerà loro gli istromenti, li assisterà, e avvantaggerà; correrà agli ammalati e soddisferà a’ loro bisogni di spirito e corpo; e se a tante sollecitudini poscia sia minore un uomo solo, se non bastino tre o quattro altri sacerdoti, si presenteranno cooperatori tanti uomini religiosi, tante donne pie, che la parola e l’esempio infiammerà di carità.

Forse vorrà alcuno dedurre da questo che io tacci di poca carità i parrochi? Ma non è questo il mio intendimento, e calunnierei tanti ottimi sacerdoti che hanno lo spirito della carità; e solo voglio dire che se la carità fosse più diffusa ne’ cuori, se fosse più ardente, più illuminata, più generosa, già da gran tempo le condizioni delle popolazioni rustiche sarebbero migliorate, la civiltà avrebbe fatto maggiori progressi, e il ben essere sarebbe comune.

Fu addì 15 febbrajo di questo che scade (1847) che si inaugurò la suindicata civile e cristiana istituzione. Da 40 a 50 fanciulle già frequentano giornalmente la scuola di dottrina cristiana, una ventina e più si esercitano nel lavoro occupate a filare e a tessere con istromenti e macchine migliori che le antiche comuni, e le manifatture che in questi primi principii si eseguono sono tele e calze. Noi auguriamo che quest’istituto si sviluppi di giorno in giorno e prosperi, venendo presto a quel grado in cui si vorrebbe, e molto speriamo nelle cure del rettore attuale, il quale con tutto studio lo sosterrà e lo promuoverà. Il di lui zelo varrà molto più, che cento altri mezzi e provvedimenti.

Già che siamo sopra i lavori femminili noterò che sono nel paese almeno una cinquantina di telai alla foggia sarda, ne’ quali si lavora senza intermissione, e soli 10 macchine di nuova forma; ma siccome il maggior profitto che si ha operando con questa è molto notevole, così speriamo che il numero de’ telai antichi sarà ben presto ridotto a zero.

In più di trenta case sono già adoperate nella filatura le novelle macchine.

Le tele lavorate dalle donne quartuccesi godono di molta riputazione per quelle qualità che sono desiderate in siffatti tessuti. Alcune filano pure la lana, ma solo per fare de’ sacchi.

Sulla scuola elementare, alla quale concorron, ma non sempre, 40 fanciulli in circa, valga pure per Quartuccio ciò che scrissi sopra Quarto.

 
Videolina
Radiolina
 
 
 
 
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