Pagine Sarde Logo 
Lo cerchi in Sardegna? Lo trovi su Pagine Sarde!
PagineSarde.it
 

Portoscuso

PORTOSCUSO, borgata della Sardegna in sul lido di ponente, nella provincia d’Iglesias e nell’antico dipartimento del Sulci.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 12', e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 44'. Trovasi alla parte meridionale dell’arco che fa il grosso promontorio Altano tra due seni, uno a maestro-tramontana, che dicono Portopaglietta, l’altro a scirocco, che appellasi di Portoscuso.

L’aria è poco salubre ne’ tempi estivi e a nativi di luoghi migliori è stata perniciosa.

Questa malignità è però accidentale ed ha causa nella incuria degli uomini, perchè con pochi lavori e con la debita attenzione a vietare tutte le cause de’ miasmi potrebbesi rinsanicare.

Lo stabilimento della Tonnara in questo sito fece che vi soggiornasse in principio un certo numero d’uomini, i quali difendessero gli edificii dello stabilimento e il corredo costoso della pesca dalle aggressioni degli africani. Per questo vi fu edificata e armata una torre. E siccome gli uomini postivi di presidio poterono tutte le volte, che erasi tentato lo sbarco, respingerli con perdita; però alcuni fidati nella difesa della torre vi si stabilirono con la famiglia, e vi si formò così una piccola popolazione, la quale sarebbe ora molto maggiore che sia se l’aria fosse stata meno maligna.

Altrove abbiam parlato del ristabilimento delle tonnare, or diremo altro sulle medesime.

La tonnara di Portoscuso è stata sempre celebrata come la più fertile, e lo è veramente per trovarsi, come credo, situata in sul punto dove le greggie de’ tonni approdano dalle isole Baleari, le quali greggie perchè arrivano più presto delle altre che vengono da’ mari della Francia lungo la Corsica occidentale e perchè sono più numerose, però la tonnara di Portoscuso ha sempre pescato prima e più delle altre.

I prodotti di essa in altri tempi sono stati quasi incredibili; ne’ nostri, ne’ quali la quantità che prendesi in tutte è così poca, che può dirsi non essere la metà di quella che prendeva il solo Portoscuso. La scarsezza e l’abbondanza, ma non più quanta in altre epoche, ha certi periodi, i quali però non sono ancora ben osservati.

Sulle cagioni della scarsezza si sono dette molte cose, ma non si saprebbe quali fossero veramente le efficienti. Generalmente tienesi che i pesci vengano in più poco numero nelle reti sarde, perchè la folla de’ medesimi sia molto diminuita nel passaggio lungo le coste del Portogallo, della Spagna e della Barberia. Ma la pesca fatta in quei punti quanta parte è de’ grandi armenti peregrinanti dall’Oceano al fondo del Mediterraneo nella estrema primavera e nel principio della estate? E in rispetto a’ pesci che costeggiano nel viaggio la costa africana non vedo come le tonnare ivi stabilite possano diminuire la cattura delle tonnare sarde, già che i pesci che vanno lungo le acque africane non volgonsi poi alle tonnare sarde.

Quando si studierà da naturalisti intelligenti su questo punto forse si potrà intendere la vera causa del numero decrescente de’ pesci in certe epoche.

Noteremo i totali delle pesche fatte in un decennio dal 1829 al 1838, e sono i seguenti:

14,462 – 13,371 – 11,320 – 10,207 – 8,900 – 8,790

– 8,211 – 10,405 – 11,425 – 17,328. Totale della pesca del decennio 114,419 il quale a ragione di l. n. 50 per capo, avrà prodotto lire n. 5,720,950.

Da questo provento dovendosi togliere, 1.º le spese del calato, che sono disuguali secondo la maggiore estensione della peschiera, e altre circostanze locali, e il numero vario de’ tonnarioti (pescatori e altri operai) e determinatamente di lire 22,000 incirca per Portoscuso, di 16,000 per l’Isola piana, di 12,000 per Portopaglia, di 17,000 per Flumentorgiu, di 15,000 per le Saline ecc. ecc.: 2.º le spese del fitto, che sono parimente varie, e approssimativamente di l. n. 30,000 per Portoscuso, di 25,000 per l’Isola piana, di 18,000 per Portopaglia, di 10,000 per Flumentorgiu, di 15,000 per le Saline, può il lettore calcolare quanto possa essere il lucro o la perdita in anni di abbondanza e in anni di scarsità.

Ma su questa parte d’industria ritornerà altrove occasione di ragionare più distintamente.

Infine noterò che è questo uno de’ porti, da’ quali gli ecclesiensi mandan fuori le loro derrate, e comunicano con gli isolani di Carloforte.

Ricorderò poi che fu in questa spiaggia, come la più vicina a Iglesias, che l’infante D. Alfonso fece sbarcare le macchine per la oppugnazione di quella città, e in queste acque che la squadra pisana prese nella stessa epoca alcune navi aragonesi, bruciò gli altri bastimenti raccoltivi dal suddetto conquistatore, e tutta la munizione ammucchiatavi.

Nel 1660 in maggio sei galere moresche essendo approdate in questo seno invasero la tonnara, bruciarono tutte le barche del servigio della pesca, e le capanne degli scabeccieri e salatori, presero i pesci della mattanza, e del salato che era in terra non lasciandovi più che 400 barili. La peschiera non fu risparmiata perchè si tolsero la massima parte delle ancore, che ritengono le gomene dalle quali sono sostenute le reti. Fortunatamente la gente di servigio potè sottrarsi con la fuga, e pochissimi furono sorpresi e condotti in servitù.

 
loading
Edicola de L'Unione Sarda