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Pauli Gerrei

PAULI GERREI [San Nicolò Gerrei], villaggio della Sardegna nella provincia di Cagliari, capoluogo di mandamento della prefettura d’Isili, già compreso nel dipartimento di Galila o del Gerrei, nel regno o giudicato di Plumino.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 30', e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 12' 30".

Siede questo paese in regione montuosa fra le colline, in là delle quali sono moli maggiori ed eminenze superiori, avendo prossimi due monticelli, uno a scirocco, l’altro, che è men vicino, a greco; quindi altri quattro, che sono quasi nella direzione di maestrale, ponente-libeccio e ostro-libeccio distanti circa mezzo miglio, e il doppio quello che è a ponente-libeccio; quindi a greco un monte e a sirocco il terrazzo, che dicon Piano del Gerrei, ed a ponente a intervallo di due miglia e mezzo l’eminenza detta Montigi.

Da questo intendesi l’angustia del suo orizzonte e quali venti influiscono più o meno, quanto esser debba il calore estivo, che sarebbe maggiore che ne’ luoghi circostanti, se le piante non vietassero quella riflessione che altrove fa più cocente l’aria; quando il freddo invernale che nelle notti aquilonari è glaciale di quattro o cinque gradi.

Le pioggie sono più frequenti che nelle regioni piane e basse, e sono pure più frequenti le tempeste e le nevi. Queste talvolta non si dissolvono prima di otto giorni.

L’aria di Pauli potrebbe esser molto migliore se si avesse cura delle acque che non hanno libero scolo e favoriscono la putrefazione de’ vegetabili ed animali: nello stato attuale delle cose è in certi tempi insalubre, e per rara ventilazione, e perchè contaminata da miasmi.

In altri tempi il ciel di Pauli era ancor più maligno, perchè le acque vi faceano una palude che poscia venne a colmarsi, donde originò il nome del paese, come vediamo che da simil ragione altri luoghi abitati furono parimenti appellati.

Ho detto che il bacino della palude venne a colmarsi, ma a dir più veramente manca ancora assai perchè sia colmo, come vedesi nell’ingresso del paese che è tutto pantanoso, e nel tempo invernale in quasi tutta l’area delle abitazioni le quali pajono isolette di un mare di fango, e alcuni tratti di questa immondezza sono per soprappiù pericolosissimi agli animali che vi si affogano o vi restano invischiati.

Crederà il lettore che sia gran difficoltà a togliere tanti pantani, tante piccole paludi, molte delle quali non si asciugano prima dell’estate? Se i paesani riempissero i fossi di ghiaja e con la medesima sternissero le vie; se dirigessero le alluvioni; se dessero scolo alle vene perenni nel declivio al fiume; non più si vedrebbero tanti ristagnamenti, e tanto fango, e non sarebbe più tanta copia di miasmi. Se il consiglio comunale invitasse il popolo a quest’opera, nessuno si rifiuterebbe, e in breve sarebbe cangiato in meglio l’aspetto di questo terreno: ma nel consiglio comunale non essendo uomini che abbian zelo e intelligenza, però le cose restano come sono.

Territorio. Ne’ pochi cenni sin qui dati è gran parte di ciò che deve dirsi sotto questo titolo. La superficie è generalmente montuosa; non pertanto tra i colli indicati sono de’ piani notevoli, ed è piano il dorso del terrazzo del Gerrei, che nella sua parte meridionale stendesi poco più di tre miglia con una lunghezza di due, ed è uno de’ più notevoli avanzi del grande altipiano che era in questa e nelle prossime regioni.

Le valli principali del paulese sono, quella di libeccio che apresi fra due catene di colline ed è assai larga; le due aperte intorno all’austro, le quali con la prima si riuniscono nella valle detta del Gerrei, che tortuosamente procede alla gran valle del Dosa.

Acque. Le fonti sono in gran numero, e presso al villaggio formansi due rivoli, uno a una estremità, l’altro all’altra. Egli è però nel Montigi, che si trovano più soventi, e d’acqua migliore, e che si indicano le due più celebri, una nella cima del medesimo, l’altra nella pendice contro il settentrione, che si nomina di s. Angelo, le quali sono reputate di bontà eguale a quelle che nella Barbagia hanno maggior vanto.

Nella valle di Gerrei, che indicammo, scorre lo Spigulo, uno dei rami del Dosa che formasi dai rivoli delle due valli australi e si accresce dalle acque del paese.

Un altro ramo dello stesso Dosa componesi da due rivoli, che scorrono nelle due vallette, nelle quali è solcato la regione australe del terrazzo indicato e da quello che cinge la sua falda meridionale raccogliendovi tutta l’effluenza delle vene che sono aperte nelle falde e pendici settentrionali della prossima montagna di Genas.

Vegetabili. Grandissimo numero di specie rivestono i colli e le montagne, e adombrano i salti piani; i lecci sono molto frequenti e in qualche parte formano selva, gli olivastri assai comuni, e riguardando da lungi molte tanche può parer di vedere gli oliveti più prosperi. I cisti, l’eriche, i corbezzoli, i lilatri e il lentisco sono sparsi per tutto, e dall’ultima specie ricava-si ogni anno una gran quantità di olio.

Selvaggiume. Essendovi tanti spazi incolti e selvosi, vi sono in gran numero i cinghiali, i daini e i cervi, le volpi e le lepri, gli uccelli gentili, e nel fiume le specie solite.

I tordi e merli vi pascolano in gran numero nella stagione invernale.

Nel territorio di Pauli trovasi il lignite nell’arenaria, come pur trovasi ne’ vicini luoghi e dipartimenti tra la stessa roccia.

Popolazione. I paulesi sono attualmente anime 865, distinti in maggiori d’anni 20 maschi 275, femmine 282, e minori maschi 153, femmine 155, distribuiti in famiglie 205.

Professioni. Dei maschi in età di lavorare 215 sono applicati all’agricoltura, 52 alla pastorizia, 25 ai mestieri necessari, cioè falegnami, muratori, fabbri-ferrari, scarpari ec.

Le malattie più comuni sono le febbri intermittenti e perniciose cagionate da miasmi che si respirano, e i dolori laterali che si fecero più frequenti dal tempo che si cominciò a deporre il cojetto e l’altre maniere di vestimenta nazionali, che erano accomodate al clima troppo variabile nella temperatura. La mortalità è sempre maggiore ne’ fanciulli per poca cura delle madri, e per trascuranza di tutte le regole dell’igiene.

Per la cura delle malattie non si ha che un chirurgo senz’alcuna farmacia. La lancetta fa tutto, e quando occorra il caso di qualche prescrizione allora si invia

  1. o a Mandas o a Cagliari, cioè alla distanza di miglia 15
  2. o 18, giacchè nelle altre spezierie, con buona licenza del Protomedicato generale, si ha il rifiuto di quelle di Cagliari.

Vaccinazione. Era già da alcuni anni fatta questa istituzione, già da alcuni anni i popoli portavano il nuovo carico per i vaccinatori, e questi non avevano ancora cominciata la lor opera.

Carattere. I paulesi sono buona gente, uomini laboriosi sebbene con poca intelligenza dell’arte che praticano, come è frequentissimo, e così sobri, che uno di essi avrebbe assai per tre giorni di quello che basta per un sol giorno a un trecentese.

Non è a notare altro di male che alcuni piccoli furti.

Tra i galilesi sono i paulesi meglio riputati degli altri, tra’ quali quei di Silius sono accusati di poco rispetto all’altrui proprietà; quei di Ballao come turbolenti e troppo facili a maneggiar l’arme; quei di Armungia testardi e ruvidi, uomini di bassa statura, con gran capo pien di nulla; e quei di Villasalto litigiosi, capricciosi, duri di mente.

L’attito resta ancora in uso e alcuni lo fanno con molta solennità.

 
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