Onanì

ONANI, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Nuoro, ora compreso nel mandamento di Bithi, e prima nel dipartimento di cui questa terra era capoluogo nel regno di Gallura.

La sua situazione geografica è nella latitudine 40° 28' e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 20'.

È fondato tra alcuni piccoli poggi, nella parte superiore della valle tra il pianoro di Barbagia Bithi e le estreme eminenze a libeccio del Montalbo, e in parte difesa da tutti i venti che sono dall’austro al borea per ponente e un poco ancora dal sirocco e levante, non dal vento che soffia tra borea e greco.

Se nell’estate vi si soffre il caldo, nell’inverno regna una dolce temperatura sempre che taccia il vento che ha libera l’influenza, epperò la neve, che persiste molti e molti giorni sull’altipiano bittese qui si fonde presto. Le case sono sopra un suolo piuttosto secco.

La prossimità di tante eminenze che si attraggono i nuvoloni tempestosi libera il paese e i suoi predi e campi dai fulmini e dal guasto della grandine.

L’aria non è di tutta salubrità in certe stagioni.

Territorio. La superficie che si computa di circa miglia quadrate 25 è in gran parte rilevata per frequenti colline tra piccole valli e seni coperti di vegetazione.

Sono in gran numero i fonti, che formano diversi rivi, tra’ quali è a notarsi quello che divide la popolazione, e l’altro che è capo del ramo principale del fiume di Posada, e quello che si guada da chi viaggi al prossimo Lula.

Se eccettui i daini troverai in questo territorio tutte le altre specie di quadrupedi selvatici che pascono ne’ monti e tra’ boschi. Gli uccelli sono in gran moltitudine, principalmente i gentili e le specie cercate da’ cacciatori, non mancandone varie degli acquatici che nuotano e pescano ne’ rivi.

Da queste acque si traggon in quantità trote e anguille, delle quali vantasi il soave gusto.

I ghiandiferi si sono in molte parti fatti assai rari per gli incendi che casualmente o pensatamente furono destati, e per i tagli irregolari.

Popolazione. Nella tabella della popolazione della provincia di Nuoro abbiam notato anime 142, distribuite in maggiori d’anni 20 maschi 49, femmine 40, in minori maschi 29, femmine 24, che formavano famiglie 40.

Come nel prossimo Lula così in Onanì il numero delle femmine è inferiore a quello de’ maschi.

In altri tempi era questa popolazione molto più numerosa, come è ben provato dalle molte rovine che si vedono intorno delle abitazioni attuali, poi per le suscitate continue discordie civili per le molte stragi che si operavano nel furore de’ partiti il numero de’ popolatori è andato sempre scemando, finchè restarono pochissimi tra le mute vie e le deserte case che andarono rovinando. Le tradizioni sopra queste guerre domestiche non sono bene accertate. È però antichissima tradizione che quando Onanì era in sua grandezza e potenza fosse capoluogo di dipartimento, sede di un curatore, e avesse soggetti i paesi del pianoro di Bithi. Essa forse riguarda tempi anteriori al secolo XII.

Di questi paesani 20 danno opera all’agricoltura, 30 alla pastorizia. Le donne filano e tessono.

Si fa scuola a soli quattro fanciulli.

Agricoltura. Sebbene non manchino terreni ottimi per il frumento, tuttavolta la sua seminagione è assai ristretta, giacchè la quantità che del medesimo si sparge ne’ solchi o sopra i narboni non suol essere più di starelli 50, mentre il seme dell’orzo è triplo.

In complesso si seminerà tra fave e legumi circa 20 starelli.

La fruttificazione, non compresi i narboni, che sempre sogliono dare assai, è mediocre perchè le terre arate moltiplicano il grano all’8, l’orzo al 12, i legumi al 10.

Il monte di soccorso dotato di fondo gran. star. 50, d’orzo 100, di fondo nummario lire sarde 300, aveva nel 1841 fondo granatico star. 69. 10, d’orzo 108, fondo nummario lire 18. 10.

Non solo sono pochi i coltivatori, ma accade soventi che sia ancora minore il lavoro per la mancanza de’ buoi che i ladri si conducon via od ammazzano. I poveri che a grande stento raggranellarono il prezzo del giogo, restandone privi non sanno più che fare.

Le viti prosperano, le uve sono di molta varietà, i vini possono esser buoni se ben manifatturati, ma se ne ottiene poco profitto. La superficie del vigneto è di starelli 20.

Forse 15 starelli di terreno sono coltivati a piante ortensi.

I fruttiferi sono in numero poco considerevole, forse non più di 2500, come già notammo, le specie ben poche.

La parte del terreno, che è chiusa per pastura del bestiame e anche per farvi agricoltura in qualche tratto, non sopravanza li starelli 1300. In queste tanche sono rinchiuse molte quercie, e s’introducono armenti porcini nella stagione delle ghiande.

Pastorizia. Ne’ salti di Onanì abbondanti di pascoli vengono a consumarli i pastori di Bithi.

Il bestiame del paese è ben poco, e nelle solite specie si possono numerare capi bovini 30, vacche mannalite 5, cavalli 18, majali 12, giumenti 32: e nel bestiame rude capre 109, vacche 125, cavalle 4, pecore 200, porci 250.

Religione. Il vescovo di Galtelli ha giurisdizione sopra la parrocchia di Onanì, la quale governasi da un solo prete, che si qualifica rettore.

La chiesa maggiore è intitolata dalla B. V. di Loreto; le chiese minori, una da s. Francesco d’Assisi, l’altra da s. Elena, la terza dai ss. Cosima e Damiano, la quarta da s. Bacchisio, la quinta da s. Pietro, chiesa antichissima e già parrocchiale, la cui fondazione si riferisce al tempo, che i pisani erano nella Gallura. La prima è prossima al paese, la seconda dista di mezzo miglio, la terza d’altrettanto e poco più o meno le altre tutte in diverse parti.

Antichità. Sono in questo territorio tre norachi, uno denominato da s. Pietro perchè propinquo alla suindicata chiesa, il secondo che ha proprio il nome generale di nuraghe, il terzo dicesi di Maindreu, il quale sarebbe degno di osservazione, e un altro…

Dopo i nuraghi sono alcuni altri monumenti non ancora ben considerati, principalmente i così detti sepolcri de’ giganti, segnatamente in Ortiddai, e le caverne che si dicono Domos de ajanas.

 
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