Olzai

OLZAI, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura di Nuoro, compreso nel mandamento di Gavoi, e prima nel distretto di Barbagia Ollolai nel regno di Arborea.

La sua posizione geografica è nella latitudine 40° 11', e nella longitudine orientale dal meridiano di Cagliari 0° 2' 30".

Esso è situato in un’amena valletta nella pendice della montagna, nominata dall’antico capoluogo Ollolai, ed è da un ruscello divisa in due rioni, ne’ quali le case sorgono gradatamente, come il terreno. La circonferenza del paese era in altri tempi maggiore, come lo era la popolazione.

Sebbene la regione sia fredda, il luogo dov’è la popolazione è piuttosto a dirsi temperato nell’inverno e caldo nella state per il modo con cui sono disposte le eminenze che lo proteggono da’ venti glaciali. Però se l’inverno non sia troppo rigido poche volte la neve nasconde i pascoli e per pochi giorni copre il suolo. In qualche anno biancheggiano le sole cime de’ monti d’intorno.

Le tempeste nelle stagioni calde non avvengono troppo frequenti, e in circa 70 anni non si ricordano più che due fulmini che cadendo nel paese abbian cagionato del danno.

Le pioggie se non sono scarse come nelle altre regioni men montuose dell’isola non sono però abbondanti, e accade talvolta che alcune fonti cessino di dare perchè mal nutrite dalle nuvole, come avvenne nel 1832, se non erro, quando di febbrajo mancarono le acque nella parte inferiore del salto, e si patì penuria nelle case.

La nebbia spargesi spesso sopra il suolo, e quando i cereali si trovano in fiore o maturanti accade che debbasi dolere l’agricoltore per lo scarso e tristo frutto, e il pecorajo per malattia mortale di molti capi.

Un difetto notevole di questo clima si è l’umidità, molto sentita in certi tempi, e assai molesta in ore fredde.

L’aria che non si può dire mai malsana sarebbe più pura se si badasse meglio alla pulizia.

Territorio. La superficie del terreno degli olzaini si calcola di circa 20 miglia quadrate e si figura in un trapezio allungato.

Domina fra le altre la roccia granitica, molto pregievole, principalmente quella che vedesi presso l’abitato, e trovansi spesso bei cristalli di rocca. La mineralogia di questo paese non essendo ancora ben accertata se veramente esiste entro i territori d’ Olzai un minerale di rame.

La montagna di Ollolai tocca in parte ad Olzai. Questa mole, che da Gavoi alla influenza del Taloro nel Tirso, da levante a ponente, distendesi per miglia 12 mentre slargasi di 6 nella linea di ostro-borea, ha le pendici orientali alquanto ripide, le occidentali mi-temente graduate, e coperte dove di bosco, dove di macchia con molti rilevamenti, da su’ quali si domina un’ampia contrada a tutte le parti, ma non a quella, dove sorge l’alta mole delle montagne iliache.

Noteremo ora il monte che dicono di Gùlana, tutto vestito di lecci e di lentisco, sassoso e alpestre, nella cui sommità par vedere una fortezza incominciata dalla natura con enormi pietroni che si fecero fondamento a una costruzione di minori pietre collegate con fango, alla quale si ascende per una scala. Intorno a questa rocca è un piano con riparo di muro a pietre con fango per vietar l’ingresso. Siffatto luogo ha il nome di castello, e sono intorno al medesimo varie leggende. Vuolsi che in una delle varie caverne vicine siasi trovato il tesoro degli antichi signori; ma è verosimile che sia questo uno de’ luoghi, che nell’antichità serviva di propugnacolo a’ barbaracini contro i dominatori dell’isola.

Sono due terzi della superficie, dove è la notata vegetazione naturale, nella quale sono frequentissimi i lentischi, e gli alberi ghiandiferi con gli olivastri. Il sovero trovasi più frequente ne’ luoghi meno alti, mentre in questi prevale il leccio, e nell’una e nell’altra specie sono spesso a vedere, ne’ luoghi ove non giunse nè il ferro nè il fuoco, individui colossali, quali parimente si vedono tra gli olivi silvestri.

Il Taloro bagna la parte australe del territorio di Olzai, dove esso confina con quello di Teti, e quando ingrossa per le pioggie o per lo scioglimento delle nevi non è possibile il guadarlo, talvolta fin per due mesi, sicchè devono con lungo circuito prender altra via quelli che vogliono andare con qualche carico nella parte meridionale, mentre gli altri devono rischiar il passaggio sopra una o due travi che da una all’altra sponda, dove sono prossime ed alte, stendono i pastori, finchè questa maniera di ponte non si tolga dal-l’elevamento delle acque.

Nelle sue escrescenze scende l’acqua con tanta rapidità, che sbarbichi gli ontani, i salici e gli altri alberi che sorgono sulle sue sponde; però queste sono già in massima parte sgombre de’ molti vegetabili che vi verdeggiavano, ed ora i seminati patiscono molto per le cresciute innondazioni, e spesso non rendono ricompensa a’ lavori del colono.

Scorre, come ho notato, entro il paese un ruscello, che nasce ne’ salti prossimi al comune di Ollolai, e cresce dalle molte acque delle scaturigini che sono nelle pendici, il quale nell’autunno se sia piovoso, e sempre nell’inverno e nella primavera muove con sua corrente una dozzina di molini da grano in mezzo all’abitato, e irriga a una ed altra sponda vari orti e giardini.

A questo si uniscono altri quattro rivi, e uno di essi proveniente da’ monti detti di s. Basilio (dove già furono i Francescani, di cui si parlò nell’articolo Ollolai e altrove), il quale traversa il vigneto.

In altro tempo eran nel fiume maggiore e in questo rivo de’ nassai, ma le precipitose piene distrussero le opere, ed ora si usano le reti, o altro modo facile di pesca. I pastori nel loro ozio attendono a insidiare i pesci, prendono trote e anguille, e procuransi colla vendita qualche lucro. Quando possono operare in due o tre allora si compone una lunga fiaccola di legni sottili e secchi, e nell’oscurità della notte uno va avanti sostenendo alto il lume, l’altro segue con l’obiga (rete a borsa) e va presentandola ai pesci che fuggono nell’abbagliamento.

I cacciatori se non trovano ne’ salti di Olzai mufioni, daini e conigli, incontrano però frequenti i cervi e i cinghiali. Questi ultimi sono in tanto numero che fanno grandissimo guasto nelle vigne e ne’ seminati.

Nella specie de’ volatili non mancano gli uccelli maggiori di rapina, sono molto propagate le pernici, le tortorelle, i colombi, le gazze. I merli, i tordi sono in grandi sciami, gli usignuoli e altri uccelli gentili di canto molto diffusi.

Popolazione. Nell’articolo Nuoro segnammo la popolazione di Olzai, che si componeva di anime 1060, distinte in maggiori d’anni 20 maschi 290, femmine 315, ed i minori maschi 230, femmine 225, distribuite in famiglie 255.

I numeri medi del movimento risultarono i seguenti: nascite 40, morti 25, matrimoni 12.

L’ordinario corso della vita è a 65; molti periscono nella prima età per difetto della necessaria cura, e pochi sorpassano gli anni 80.

I giovani patiscono e muojono dalle infiammazioni, e soventi dal dolore di punta, il qual malore colgono per aver la persona maldifesa contro le repentine variazioni atmosferiche, e perchè affaticati caldi e sudati bevono dalle fredde fonti o si espongono al fresco. Molte donne soffrono l’asma.

Nell’estate e nell’autunno dominano le febbri intermittenti, le terzane semplici e doppie, contro le quali usano generalmente la centaurea, di cui è molto produttivo il salto.

Il carattere degli olzaini è piuttosto da lodare perchè rispettosi all’autorità, e degli altrui diritti, sinceri nell’amicizia, religiosi e laboriosi. È da molto che cessando dalle inimicizie vivono tra loro tranquilli, e pochi si hanno a dolere, se pure i salti non sieno infestati da alcuna masnada di banditi, che spesso si arrestano ne’ medesimi per il comodo del rifugio che hanno contro la persecuzione nei monti.

Si distinguono per una pronunzia particolare da non potersi apparare da un forestiero che vi si stabilisca se non dopo lunga consuetudine.

 
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