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Neoneli

NEONELI, villaggio della Sardegna nella provincia di Busachi, capoluogo di mandamento della prefettura di Oristano con giurisdizione sopra Ardaùle, Bidunì, Nugeddu, Serradile. Era nel medio evo capoluogo del dipartimento di Barigadu-Susu, e finchè durò il sistema feudale era ordinaria residenza d’un delegato consultore, che dipendeva immediatamente dal supremo magistrato della regia udienza, e dicea ragione ai neonelesi e a’ vassalli di Ula e di Ardaule, che stavano a non maggior distanza di circa miglia 2. 1/2 quelli a libeccio, gli altri a maestro.

La sua situazione geografica fu definita nella latitudine 40° 2', e nella longitudine occidentale dal meridiano di Cagliari 0° 10'.

Siede questo paese sopra un colle che levasi sulla costa orientale della stessa montagna, alla cui pendice occidentale, di più mite pendìo sul Tirso, sono situati Ardaule, Ula e Busachi in linea quasi paralella al lungo giogo del monte ed all’alveo del gran fiume. Nell’inverno il freddo è assai sensibile se soffino i venti boreali, o se spirino da sulle alpi nevose della Barbagia, che sorgono quasi al levante e a non maggior distanza di 13 miglia; ma nell’estate è sopportabile il caldo, sebbene non vi si distenda la ventilazione dalla parte del ponente e del maestro, donde in quel tempo sogliono scorrere le aure fresche. La temperatura nelle buone stagioni fa salti frequenti per il freddo che subentra bruscamente al caldo, da che sono cagionate le mortali malattie che portano a immaturo fine uomini di vigorosa sanità. Le pioggie sono frequenti dall’autunno alla primavera; non rare le tempeste nell’estate, le nevi nell’inverno. L’aria non è contaminata da miasmi, ed è salubre in tutti i tempi, salvo a quelli che non restano ben preparati contro le bizzarrie termometriche.

Componesi Neoneli di case 218 in varii gruppi che sono separati in figure irregolari da strade tortuose, strette e non selciate, ed ha amenissimo il circondario per la bella vegetazione che vi si ammira, e i boschi di castagni, noci, ciriegi, gli orti e l’ampio vigneto.

Territorio. Montuosa è la regione a ponente, dove sorge la montagna sunnotata, alquanto piana verso levante sino al colle che sta incontro al paese a miglia

3. 1/2. La superficie può computarsi di miglia quadrate dodici in circa.

La montagna, al cui piede orientale sta Neoneli, presenta nella sua cima piana una parte dell’antico immenso pianoro centrale, del quale vedonsi altri avanzi nei monti di Ortueri, di Busachi, di Serradile, di Samugheo ecc. alla sinistra del Tirso; nell’altipiano del Marghine alla destra. Le altre eminenze più notevoli sono: il Montessanto-Jossu, sul quale si innalza in figura di cono tronco un colle terminato in ampia e deliziosa pianura, dove esistono le rovine della chiesa di s. Vittoria, e vedonsi i ruderi d’un antico suntuoso castello. In questo luogo sublime godesi un panorama svariatissimo e vaghissimo, e alla parte di ponente prolungasi la vista a grandissimo tratto sopra il mare sardo. L’osservatore può dominare il corso del Tirso dalla valle del Goceano per le falde del Marghine sino al golfo di Oristano, e insieme il Marghine, i Campidani ecc.

Il colle di Orisetto è quella eminenza che abbiamo indicata a levante da Neoneli, terminata pure in un piano con orizzonte non meno vasto ed ameno che il già descritto di s. Vittoria. La ragione della denominazione si vedrà più sotto.

Sas concas. Così dalla cavernosità è nominata una regione aspra di immani scogli in gran parte rivestiti di quel genere di licheni che sono tanto ricercati per le tintorie.

Questa è la regione della caccia, e può dirsi che in poche altre contrade siano siti più pittoreschi e bellamente orridi. Il cervo, il daino, il cinghiale vi pascolano in gran numero, e però i cacciatori vi fanno molte prede. Queste specie con altre minori si trovano pure nelle altre parti del salto, comechè meno frequenti.

Nella pianura di Nordè trovasi una sorta di argilla, della quale mescolata con certa terra del Montessanto alcuni di Neoneli fanno pentole che vendono ne’ paesi d’intorno. Essa contiene delle pietruzze color d’oro che sono osservabili anche dopo la cottura.

Nel territorio trovansi qua e là sorgenti di acque purissime. Tra esse è notevole la fonte comunale a piè del colle, la quale dà in tanta copia, che è sufficiente alla irrigazione degli orti.

Popolazione. Nell’anno 1840 in Neoneli si numeravano anime 1028, distribuite in maggiori di anni 20 maschi 325, femmine 337; minori maschi 187, femm. 179, e in famiglie 216.

Le medie del decennio diedero matrimonii 11, nascite 44, morti 31.

Le malattie mortifere più frequenti sono i dolori di punta.

La pubblica ricreazione de’ giorni festivi è il ballo alla musica delle canne o delle voci.

Professioni. Sono applicati all’agricoltura uomini 230, alla pastorizia 65, ai mestieri 40, al negozio 6. Quindi sono ad indicare preti 3, flebotomi 2, notai 3.

Delle sunnotate famiglie sono proprietarie almeno 175, tra le quali non sono molte quelle che vivano un po’ agiatamente.

Alla scuola primaria non concorrono mai più di 12 fanciulli.

Le donne sono assidue ne’ loro lavori della filatura e tessitura in lino e lana.

Agricoltura. L’arte agraria non è ben conosciuta dai neonelesi, e poco lucrano dalla medesima, perchè è poco quello che sia di superfluo alle famiglie.

I numeri ordinarii della seminagione sono, di grano starelli 750, d’orzo 300, di legumi 70; la fruttificazione dà pel grano l’8, per l’orzo il 12, per i legumi il 10.

Vigne. La vite è coltivata in un’area complessiva di circa 180 starelli, vi prospera assai bene, e dà non scarso mosto bianco e nero. Il vinificio, se fosse operato con miglior arte, darebbe prodotti di maggior bontà. Se ne brucia una parte per acquavite.

Fruttiferi. La vegetazione degli alberi è stupenda in questo territorio non per una o altra, ma quasi per tutte le specie che si coltivano nell’isola. Comechè non si usi alcuna arte o diligenza sopra le tenere piantine, esse crescono in poco tempo vigorose, e diventano alberi molto generativi in poco tempo. Le frutta hanno un sugo delizioso, e le ciriegie, che vi sono abbondantissime, non temono il confronto con consimile prodotto d’altra regione. Si spera che qui pure si introdurrà la cultura de’ gelsi, e che da questo ramo avranno questi paesani un notevole aumento alle loro fortune.

Pastorizia. Il territorio di Neoneli è in molte parti coperto di alberi ghiandiferi, produttivo di ottimi pascoli, e verdeggiante di erbette nelle valli e nelle sponde de’ limpidi ruscelli.

Se alla natura si aggiungesse l’arte, i pastori sarebbero assai più ricchi.

Nell’anno suddetto si numeravano buoi per l’agricoltura 160, vacche manse 340, cavalli 60, porci 140, e nel bestiame rude capi vaccini 480, caprini 1300, porcini 1600, cavallini 100, pecorini 4000.

I formaggi sono stimati, e la loro quantità superando il bisogno del paese, però se ne manda fuori una notevole quantità.

Commercio. Quello che i neonelesi ottengono dalla vendita di quanto loro sopravanza da’ prodotti agra-rii e pastorali e dalla industria, si può computare a non più di ll. n. 30 mila.

Religione. Questo popolo è contenuto nell’antica diocesi di S. Giusta aggregata alla metropolitana di Arborea con bolle del pontefice Giulio II, del 1505, 1506, ed è governato nelle cose spirituali da un paroco che ha la qualifica di rettore, e l’assistenza di due altri preti nel ministerio.

La chiesa parrocchiale è dedicata all’apostolo s. Pietro, cui si festeggia con numerosissimo concorso di gente, che vi chiama o ragion religiosa o il solito sollazzo de’ balli e la gara de’ barberi.

 
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