Pagine Sarde Logo 
Lo cerchi in Sardegna? Lo trovi su Pagine Sarde!
PagineSarde.it
 

Musei

MUSEI, villaggio della Sardegna nella provincia d’Iglesias compresa nel mandamento di Villamassargia, della prefettura di Cagliari. Era parte del Sigerro, antico distretto del regno di Plumini o Cagliari.

La sua posizione geografica è nella latitudine 39° 18', e nella longitudine occidentale dal merid. di Cagliari 0° 26'.

Giace nella valle del Sigerro in perfetta pianura riparata a’ venti boreali da una gran massa dei monti, e poco ventilata da’ meridionali per l’ostacolo de’ monti di Villamassargia. Il levante e il ponente sono i soli dominatori. Per le acque del rivolo di Domus novas, e di un altro ruscello, che scorre in sua vicinanza a levante, per il fiume grande che viene dai salti d’Iglesias e per le molte paludi che sono intorno, si patisce grande umidità, e spesso una folta nebbia. Il termometro nel-l’estate va talvolta ai 28° di R., nell’inverno scende a poco sopra lo zero, ma per poche ore, perchè ordinariamente si mantiene ai 10°. Per la prossimità dei monti le pioggie e i temporali sono frequenti, comechè poi di rado nuocano a’ seminati, alle vigne ed a’ verzieri. L’aria comincia a sentirsi insalubre dalle persone avvezze a miglior cielo fin dalla metà di giugno, e non perde la sua malignità che dopo le pioggie autunnali.

Il territorio di Musei è molto ristretto e quasi tutto nel piano. Si computò la sua superficie di starelli 1384, de’ quali 150 chiusi, 116 vignati, aperti 1117, i quali si pretendeano demaniali. Sottraendosi a quel residuo starelli 500 del prato e starelli 150 della regione su Coddu, rimanevano per le vidazzoni e per il pascolo starelli 457. Mancando pertanto il terreno, manca a’ contadini dove esercitare la loro industria; epperò languono essi nella miseria, e le altre case sono rovinate, altre rovinanti. Esse saranno circa 200, computando quelle che sono abbandonate per timore che cadano addosso alle infelici famiglie; e nelle stagioni piovose parrebbe vederle nuotanti in uno stagno di fango, dove non si può passare altrimenti che sul carro o sul cavallo.

Agricoltura. Ne’ terreni arativi del paese e negli altri che si fittano in altri salti sogliono i museini seminare annualmente starelli di grano 600, d’orzo 100, di fave 50, di legumi 25. La fruttificazione media del grano è al 10, dell’orzo al 18, delle fave all’8, de’ legumi al 12.

Si semina anche granone, ma per la scarsezza del-l’acqua che tutta si usurpano quei di Domus-novas, questa cultura vien sempre meno. Lo stesso accade sopra le piante ortensi. Se le acque, perchè mal incanalate, non si disperdessero, potrebbero bastare agli uni ed agli altri.

Comechè il territorio di Musei sia di egual bontà al limitrofo di Domus-novas, non pertanto poco si studia nella cultura degli alberi fruttiferi, e però pochissimi (e i più tra questi peri innestati) ne son veduti ne’ predii.

Anche sulle viti si usa pochissima diligenza, e le vigne, mentre di giorno in giorno deperiscono, dan poco prodotto nella vendemmia. Consumato quel poco bisogna bever dai pozzi, e molti nè pur ne’ giorni solenni possono aver il piacere di gustarne, mancando di mezzi a procurarsene.

Pastorizia. Nel bestiame rude numeravansi (anno 1838) vacche 126, tori 26, pecore 22000; nel manso buoi 225, vacche 120, tori 30, cavalli 20, majali 60. Non si hanno giumenti per la macinazione, servendosi questi popolani de’ molini di Domus-novas.

Quando Musei era posseduto da’ gesuiti, i loro fattori usavano tanta diligenza nell’educazione delle vacche, e queste così bene cresceano nelle tanche, che erano stimate le prime dell’isola.

Il terreno di Musei è molto erbifero, e le piante senz’alcuna cura crescono alte e così presto, che si potrebbero fare più tagli di fieno. Ne’ terreni acquidosi la vegetazione è sempre attiva anche nelle stagioni più secche e calde.

Religione. Musei è contenuto nella diocesi d’Iglesias, ed è governato nelle cose spirituali da un provicario, amovibile a volontà del paroco abituale, che perceve le decime e dà a questo operajo una tenue mercede. Ricorre qui quello che già notammo sul proposito nell’articolo di Domus-novas. Le cose procederanno meglio nell’avvenire per il maggior bene delle anime.

La chiesa parrocchiale è dedicata a s. Ignazio di Lojola. Scemando, come scema sempre il numero de’ popolani, la chiesa non parrà poi, come già parve poco capace. Presso la chiesa era la casa baronale de’ gesuiti, la quale non essendo ristorata già minaccia di rovinare.

In campagna a distanza d’un’ora è una cappella dedicata a s. Lussorio.

Per la festa del titolare della parrocchia si corre il palio, ma son pochi gli ospiti che la frequentano.

Popolazione. Nell’anno sunnotato erano in Musei anime 532 distinte in maggiori d’anni 20 maschi 230, femmine 190, e minori maschi 51, femmine 61, distribuite in famiglie 155.

Negli uomini di Musei sono a notare gli stessi costumi dei domonovesi, salve le modificazioni che cagiona la miseria in cui sono. Chi gli osserva, li vede irritabili, ringhiosi, e quando soggiacevano al giogo feudale sdegnosi, frementi e duri a non lasciarsi imporre gravezze.

Sono applicati all’agricoltura uomini 160, alla pastorizia 30, cinque o sei alle arti meccaniche, e gli altri che non possono far altro, fanno i vetturali, comprano grano da’ prossimi paesi e lo trasportano in Cagliari.

In Musei non si dava a’ piccoli alcuna istruzione.

Musei era antica baronia de’ gesuiti, che vi aveano una casa baronale per il fattore che solea essere un fratel converso, vi esigevano il feudo, e così regolavano i vassalli che questi erano in migliori condizioni che siano al presente e nell’agricoltura e nella pastorizia.

Quando essi furono soppressi, il feudo fu incamerato al fisco, dal quale però poco dopo con transazione del 26 ottobre 1785 concedevasi al marchese di Villacidro e Palmas in compenso delle scrivanie di Cagliari e di Gallura, da questi cedute al governo.

 
loading
Edicola de L'Unione Sarda