Pagine Sarde Logo 
Lo cerchi in Sardegna? Lo trovi su Pagine Sarde!
PagineSarde.it
 

Mogorella

MOGORELLA, villaggio della Sardegna, nella provincia di Busachi, e nel mandamento di Senes della prefettura di Oristano. Era in Parte Valenza nel regno d’Arborea.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 52', e nella longitudine occidentale dal merid. di Cagliari 0° 15'.

Siede sotto le falde meridionali del monte Brighini in luogo secco e mediocremente ventilato. Protetto dalla tramontana non soffre gran freddo nell’inverno, e non resta per molto ingombro delle nevi che cadono di rado, come sono parimente rare le tempeste e le nebbie. L’aria non pare di tutta bontà in qualche stagione.

La superficie territoriale è assai ristretta e non pare maggiore di tre in quattro miglia quadrate.

Il terreno si rileva in varie parti formando de’ poggi, e a quella di tramontana stendesi sulla pendice del Brighini.

Le fonti sono numerose, ma nessuna molto considerevole. Le più note sono Arachedda, Ilixi, Cerbiana, S’Ulumu, Sa figu, S’orruu, Funtanarius, Puzzuàrbara, Subài, Saprùna. Tre ruscelli scorrono, ma non perennemente nel territorio, e sono detti Funtana, Pajolu, Funtanarius.

I cacciatori non trovano delle specie selvatiche che le minori, e molte specie di uccelli.

Popolazione. Erano nel 1839 anime 388, distinte in maggiori maschi 120, femmine 135, e in minori maschi 63, femmine 70, che si divideano in famiglie 88. Le nascite annuali sogliono essere 14, le morti 8, i matrimonii 4. Le malattie più frequenti le infiammazioni e le perniciose.

Le professioni principali sono l’agricoltura e la pastorizia. Poche persone attendono a’ mestieri di maggior necessità, e le donne, che fissamente lavorano in sul telajo, non sono più di 50.

Agricoltura. Si sogliono seminare annualmente starelli di grano 400, d’orzo 150, e altrettanto complessivamente di fave e legumi. La fruttificazione ordinaria del grano è all’8; quella dell’orzo al 12. Di lino se ne raccoglieranno cantara 25 o 30.

In alcuni orti si coltivano cipolle, lattughe, pomi-doro ed altre specie.

Il clima non pare molto conveniente alle viti, nè il frutto di queste è di molta bontà e copia. La manipolazione non essendo quale vorrebbe questa condizione de’ grappoli, i vini sono meritamente poco pregiati.

I fruttiferi sono di non molte specie e varietà, e così pochi di numero che forse il totale non sopravanza il migliajo.

Le terre chiuse per seminatura e pastura sono molte, ma la complessiva superficie poco considerevole.

La parte selvosa sarà grande d’un miglio quadrato, e sparsa di varie specie, elci, soveri, olivastri, fili-ree, corbezzoli, i quali essendo tutti di poca età, indicano essere cresciuti dopo qualche incendio.

Pastorizia. I pascoli non consentono l’alimento a numerosi branchi. I buoi sono 300, le vacche domestiche 20, i cavalli 15, i giumenti 60, le vacche rudi 300, i porci 400, le capre 500, le pecore 1000.

Ne’ formaggi è poca bontà per difetto d’arte. Vendonsi capi vivi per l’agricoltura e per il macello.

Commercio. Quello che questi paesani possono lucrare dal superfluo della messe e del bestiame forse non supera le lire nuove 20 mila.

Religione. Mogorella è sotto la giurisdizione dell’arcivescovo di Oristano. La chiesa parrocchiale, sotto l’invocazione del martire s. Lorenzo, è amministrata da un solo prete, che ha il titolo di vicario. La festa principale con gran concorso, fiera e i soliti sollazzi e spettacoli, è per il titolare, e si celebra due volte all’anno.

 
loading
Edicola de L'Unione Sarda