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Gergèi

GERGÈI, villaggio della Sardegna nella provincia e prefettura d’Isili, compreso nel mandamento del capoluogo della provincia. Fu parte della curatoria di Seurgus, antico dipartimento del regno cagliaritano.

La sua situazione geografica è nella latitudine 39° 41' 30", e nella longitudine orientale di Cagliari 0° 2'.

Giace incontro al meriggio in un concavo alla falda d’una collina che appellano Giàra. Il sito è umidissimo, e l’aria malsana principalmente nella stagione dell’intemperie, che corre dal fine della primavera a mezzo l’autunno.

In questo territorio non sono che due notevoli eminenze, la già sunnominata e quella di Trempu, sulla quale sono i termini di questo paese e d’Isili. La Giàra principalmente alla parte di Gergei è di una bella prospettiva, perchè coperta di quercie, olivi e pioppi; Trempu frondeggia di varie specie di arbusti, tra i quali sono più frequenti il mirto ed il lentisco. In questo monte si è riconosciuto qualche strato di antracite, e nella valle tra esso e la Giara trovasi la pietra stellaria che fu adoperata per lastre di tavolini.

Sul confine di questo territorio scorre il Caralita nato nel Sarcidàno. Il suo confluente, che dicono Murèra, viene dai territorii di Escolca e Serri, e corre verso po-nente-maestro traversando la vidazzone. Sopra questo fu fabbricato un ponte nel 1814 a spese della popolazione per comodo degli agricoltori, i quali dalle sue piene erano spesso impediti di fare i necessari lavori nell’autunno. Trovansi in esso anguille molto lodate dalle persone di buon palato.

Popolazione. Componesi questo comune (anno 1839) di anime 2161, delle quali 1132 nel sesso maschile, 1029 nel femminile, in famiglie 745. La media risultante dallo scorso decennio dava per anno nascite 65, morti 35, matrimonii 13.

Sono in Gergei 13 famiglie nobili (che nel detto anno avevano maschi 33, donne 32), famiglie possidenti 150.

La principal professione è l’agricoltura. Alla pastorizia sono applicate famiglie 10, ai mestieri 34, al negozio 9.

Negli altri ministeri, sono notai 8, procuratori 2, flebotomi 2, farmacisti 1, levatrici 1.

Le donne lavorano nella tessitura, e il numero dei telai supera quello delle famiglie.

Alla istruzione primaria concorrono fanciulli 45.

Agricoltura. I terreni sono molto produttivi di cereali ed anche in anni di sterilità si raccoglie assai più della sufficenza pel paese, e ottienesi un ragguardavole lucro. La coltivazione è esercitata con molta cura. Il monte di soccorso aveva di dote nel fondo granatico starelli 2500, nel nummario circa ll. nuove 5000. Si seminano starelli di grano 2200, d’orzo 350, di legumi 122.

Il vigneto occupa circa la quarta parte del territorio, e produce vini comuni e gentili di molta bontà.

Ne’ poderi sono sparsi molti alberi, de’ quali le specie più numerose sono i mandorli, albicocchi, peri, pomi, susini, fichi.

Bestiame. Si numeravano (anno suddetto) buoi per l’agricoltura 460, vacche domestiche 100, majali 300, giumenti 650, capre 500, pecore 2000, cavalli e cavalle 200.

Commercio. I gergeresi vendon cereali e vino, e il totale guadagno può determinarsi a ll. nuove 40000. Con una strada vicinale a Mandas (distante ora 1) possono questi paesani entrare nella strada provinciale d’Ogliastra. Si è deliberato aprirla a spese comuni di Gergei e Scolca.

Si celebra ogni anno una fiera di tre giorni per la festa dell’Assunta e vendonsi merci di vario genere così nazionali che straniere, non però bestiame.

Religione. Questa parrocchia è compresa nella diocesi Doliese, che è unita all’arcivescovado cagliaritano. La chiesa maggiore è dedicata a s. Vito martire, la cui festa principale occorre addì 15 giugno. È di arte antica e fu costrutta nel 1328, come consta da una iscrizione scolpita in una pietra della facciata. Nel secolo scorso costruivasi la cupola sopra il presbiterio. È di una sola navata ed ha nove cappelle laterali. Governasi da un capoparoco, che dicesi rettore, ed è assistito da altri 5 preti. Si contano tre parochi gergeresi promossi al vescovado, monsignor Sebastiano Carta di Sòrgono, creato canonico della primaziale dell’arcivescovo Desquivel e poi provvisto del vescovado di Bosa, monsignor Stanislao Paradiso nativo di Cagliari, che fu preposto alle diocesi riunite di Ampurias e Civita dopo aver governato questa parrocchia per 27 anni, e l’attuale vescovo d’Ogliastra monsignor

D. Giorgio Manoritta di Tempio.

Il secondo di questi nominati ricorda un fatto molto accreditato, che gioverà di riferire. Mentre il Paradiso era alla cura spirituale di questo popolo trovavasi in Gergei, anzi in sua casa, siccome governante, una donna di molta bontà e pietà, che spesso pativa i mali spiriti. Molte persone degnissime di fede attestano tuttora questo fenomeno, e narrano tali cose, che ben considerate debbano stimarsi sopranaturali, e non si possono spiegare senza la supposizione d’una forza e intelligenza superiore all’umana. Due volte questa ossessa salvava il paroco dalla morte intentatagli da alcuni perversi, a’ quali eran troppo gravi le ammonizioni del suo zelo; più volte venuta in mezzo alla piccola società, che adunavasi nella sala del padrone, narrava certi fatti che in quel punto accadevano in luoghi distanti; interrogata sopra questioni difficili e trascendentali soddisfaceva, sebbene illetterata, a persone di molta dottrina; inoperosa sino a pochi momenti avanti l’ora fissata al convito finalmente si piegava alle preghiere del padrone, e con maraviglia di tutti gli ospiti nel frattempo che preparavasi la tavola ella lavorava un gran numero di pietanze gustosissime; e tante altre cose consimili, che non importa di sopraggiungere, e che udii da testi oculati, ai quali non potrei prudentemente negar fede.

Le chiese minori sono 5: la Madonna del Rosario uffiziata dalla propria confraternita, s. Barbara dove tienesi un’altra associazione religiosa appellata di Cristo, la Vergine Assunta, s. Carlo, s. Elia. L’oratorio di s. Carlo dicesi fabbricato a spese del comune in memoria del ven. fra Pietro Nolasco Perra, religioso mercedario, nativo di questo paese, e morto in Valenza con fama di santità, del quale esiste una reliquia (che è un osso del braccio) dietro l’altar principale. La chiesa di s. Elia vuolsi pure fabbricata a spese del comune, ed ebbe poi aggiunta una cappella per il culto di s. Efisio in ricordanza e ringraziamento della vittoria riportata da’ sardi nel 1795 contro i francesi: vi si festeggia ne’ primi tre giorni di maggio. Nella campagna sono altre due chiese, una dedicata al SS. Salvatore, dove si fanno i religiosi uffizii addì 19 novembre, l’altra a s. Lucia.

La festa primaria de’ gergeresi è per l’Assunta, alla quale concorresi da’ vicini dipartimenti e per religione, e per la fiera e per li soliti spettacoli.

 
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