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Fordongianos

FORDONGIANOS [Fordongianus], terra della Sardegna nella provincia e prefettura di Oristano compresa nel mandamento di Busachi. Fu già capoluogo di Parte Barigadu nel giudicato d’Arborea.

Venne questo nome dalla sua antica appellazione ne’ tempi romani, quando era detta Forum-Trajani; la qual parola abbreviossi da alcuni in Forojani, da altri fu guastato in Fortranjani, come variamente si legge ne’ diplomi de’ regoli Arboresi.

La sua situazione geografica è alla latitudine 39° 59' ed alla longitudine occidentale da Cagliari 0° 18'. L’altezza sul mare fu calcolata (barom.) a metri 212,22.

Topografia. Giace in sulla sponda sinistra del Tirso nell’ampia valle, che si fiancheggia a tramontana dal-l’altipiano del Marghine, ad ostro dalla gran massa del Brighini e sente meno l’influsso de’ venti spiranti da’ due opposti punti che dal levante. Questo dice abbastanza quanta sia l’umidità, quanto frequenti le crasse nebbie e l’aria in certe stagioni poco salubri. Alta è la temperatura nella estate, non molto bassa nell’inverno, perchè di rado e per poco resta il suolo imbiancato dal nevazzo.

Popolazione. Nell’anno 1838 numeraronsi famiglie 238 e anime 1017, distinte in maschi 524, in femmine

493. Risultavano il numero medio annuale, nascite 45, morti 30, matrimoni 7. In pochi la vitalità sostienesi oltre l’anno 60.

Le malattie dominanti sono febbri perniciose e infiammazioni a’ visceri e non son curate che da un flebotomo. Non essendosi finora formato il campo-santo i cadaveri sono sepolti nel cimiterio contiguo alla chiesa parrocchiale e nell’oratorio che è dentro il medesimo.

Professioni. I più sono agricoltori, gli altri pastori

o meccanici. Le donne lavorano in 200 telai la lana e il lino.

Istruzione. Non concorrono alla scuola primaria più di 8 fanciulli e questi dopo che hanno imparato a leggere invece di essere iniziati ne’ rudimenti della agricoltura ed educati a sentimenti cristiani e civili, perchè possano diventare buoni e utili cittadini, sono rivolti allo studio della grammatica latina e preparati alle scuole de’ ginnasi perchè con essi si moltiplichi giornalmente il numero di quei pecchioni, che diconsi letterati, e sono cagion di danno a quelli tra quali convivono. Ma già il governo è in sul provvedere a tanto inconveniente e a ridurre le cose a quello che esser devono secondo la istituzione con quei miglioramenti che la sua saviezza vedrà dover fare. Sarà che questo stabilimento produca i vantaggi sperati, se i parochi con la loro autorità indurranno i genitori a mandare alla scuola i loro figli e se i maestri ben informati del metodo che devon tenere, delle cose in che devono occupare gli scuolari, opereranno con zelo: a che gioverebbe che ogni anno fosse spedito un visitatore, e che si trovasse modo di infervorare i maestri?

Religione. Comprendesi questa parrocchia nella giuridizione dell’arciv. di Arborea, ed è amministrata da un vicario. A costui assiste nella cura delle anime un altro prete.

La parrocchiale di struttura ordinaria è in nessuna parte ragguardevole, ha per titolare s. Pietro. Nel paese non è altra chiesa.

Nella campagna verso austro a mezz’ora trovasi l’antica chiesa di s. Lussorio, sotto la quale è un santuario, e vedonsi otto o più avelli, dove erano molti corpi santi, e tra essi quelli di s. Archelao e di s. Lussorio. Un’iscrizione sulla tomba di s. Archelao diceva il suo nome, la dignità di prete, che avea nella chiesa e il suo martirio. Di s. Lussorio era menzione in due marmi, uno che dicea il luogo del suo martirio, l’altro la dedicazione della chiesa in suo onore. Sopra gli altri che furono deposti nelle altre tombe, non trovossi alcun titolo. Ecco le due iscrizioni sopra s. Lussorio.

Iscr. Prima ✥ Hic effusus est sangu…

beatissimi martyris

Luxurii celebratur

natale ejus… xii…

renobatus temporibus Helia epcp.

Iscr. seconda Hic est ecclesia sancti Lussurii …… celebratur ejus festum die xxii 7bris.

Non si sa se il corpo di s. Lussorio vi riposi tuttora, nè dove siano stati deposti gli anonimi.

Vescovado Forotrajanense. In questo luogo, dove già fu una considerevole città, fu ancora posto un vescovo. La memoria di questa ecclesiastica dignità è ancora viva nel popolo; v’ha chi indica il luogo dove sorgea l’antica cattedrale; ed è opinione comune che molti sacri vasi ed altri arredi spettanti alla medesima, siano stati nascosti in qualche parte del suddetto santuario. Nella Sardegna sacra del Mattei ricordansi due suoi vescovi, uno il Martiniano, che nell’anno 484 chamavasi in Cartagine da Unnerico, e poscia mandavasi in esilio; l’altro uno de’ menzionati nelle lettere di s. Gregorio (ep. VIII, l. IX, anno 599), e che supponesi nominato o Innocenzio, o Libertino. Qui non è luogo ad esaminare le ragioni di tale supposizione, e solo mi limiterò a domandare che in quella nota sia compreso l’Elia della prima iscrizione, che io riguardo siccome vescovo di Forotrajano.

Però che fu di cotesta antica diocesi? Parve verisimile al Mattei, fosse abolita dopo l’età di s. Gregorio,

o avanti o dopo la fine del secolo VII, quando, siccome egli dice, constare dall’anonimo Ravennate la città di Fordongianos era già caduta. Ne’ quali giudizii io più non veggo quell’assennato ragionatore, che era il Mattei. L’anonimo non fe’ menzione di Forotrajano, dunque consta che sia stata prima del suo tempo distrutta questa città? Per altro noi la troviamo esistente e capoluogo di dipartimento nel secolo XII. E da che poi è verisimile, che il suo vescovado sia stato intorno a que’ tempi abolito? Se pur fosse stata distrutta la città, sarebbesi perciò abolito il vescovado? La diocesi comprendevasi forse tutta entro le sue mura? Quante città sono cadute, persistendo non pertanto la cattedra vescovile e la sua prima denominazione? Lasciati gli esempli stranieri, ne posso addure due domestici nel vescovado di Uselli, e nell’arcivescovado di Torre. Io però contro la opinione di lui e de’ suoi consenzienti ho tenuto e tengo che questo vescovado continuasse la sua esistenza e altro non fosse soppresso di lui che il nome antico. Se il vescovo che avea sua cattedra in santa Giusta in mezzo alla diocesi arborense, fosse stato comandato di andare a ristabilirsi nella sua diocesi, dove sarebbe andato? La sua giurisdizione non comprendea il Guilcieri, la Barbagia, Ollolai, e la parte Barigadu? E in questa regione non contenevasi Fordongianos? Egli è vero che il Fara la divise in due parti, e quella dove era Fordongianos dava a Oristano; ma sapendo noi, che egli notò le cose quali erano al suo tempo dopo molte alterazioni, non quali furono nell’addietro, però non ne terremo alcun conto.

Feste. La festa principale di Fordongianos è per s. Lussorio addì 22 agosto. Vi si corre il palio, vi si balla dai terrazzani e dai forestieri o a suon di zampogna o all’armonia del canto, secondo che usano nel rispettivo luogo. Le allegrezze corrispondono all’esito de’ lavori agrari.

 
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