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Flussio

FLUSSIO, villaggio della Sardegna nella provincia di Cuglieri compreso nel mandamento di Cuglieri della prefettura di Oristano. Era parte della Planargia uno de’ distretti dell’antico regno di Logudoro.

Trovasi alla latitudine 40°, 16', e alla longitudine occidentale da Cagliari 0°, 36'.

Topografia. Siede in un luogo un po’ inclinato a scirocco sopra il pianoro basaltico, che dicon Planargia, alla parte occidentale non più lungi dalla sponda del mare di miglia due e mezzo. È in esposizione a tutti i venti, ma dominato principalmente dal maestrale. Nell’inverno sentesi freddo sol quando regnano i venti boreali. La nebbia è un raro fenomeno; l’aria lodasi come salubre.

Popolazione. Componesi questo villaggio di case

116. Le famiglie sono poco meno, e tra esse novanta-quattro possidenti, le anime cinquecento. Le medie che risultarono dal decennio, furono nascite venticinque, morti 14, matrimoni quattro. La mortalità è più frequente nella prima età e nella adolescenza. Posciachè i corpi sono confermati non ostante i disagi arrivano non pochi a grande età. Le malattie più frequenti sono infiammazioni e febbri periodiche o perniciose. Finchè chiudasi un luogo a camposanto si continua a seppellire i cadaveri nel cemiterio contiguo alla parrocchiale. Non havvi nè chirurgo, nè flebotomo, nè levatrice.

Professioni. La general professione è l’agricoltura; due o tre han cura del bestiame, ma nessuno esercita le arti meccaniche; ondechè ne’ bisogni debbon comprare il servagio di stranieri. Tutte le donne sono occupate a tesser canestri e corbe di asfodelo (sclarèu o sclarìa), che vendono ne’ villaggi del dipartimento, ed ai campidanesi. Questo è il più forte ramo di lucro!!

Istruzione. Vi è stabilita la scuola primaria; ma sono rari i padri che vi mandino i figli. La nota più piena non avea che quattro nomi. Per sei anni vi fu il maestro senza alcun discepolo. Eppure vi sono circa 30 fanciulli in età di essere istruiti ed educati.

Religione. Questa parrocchia è nella giurisdizione del vescovo di Bosa. Ha cura delle anime un prete col titolo di vicario.

La chiesa maggiore è dedicata alla Vergine delle Nevi. Quindi sono due oratorii, uno dedicato a s. Bartolommeo, l’altro alla santa Croce.

La festa principale è per s. Bartolommeo. Vi concorrono molti da’ circonvicini paesi, e si corre il palio.

Agricoltura. La superficie territoriale di Flussio non comprende più che 800 starelli. Lavorasi con 15 gioghi, e ogni giogo serve a seminare starelli 8 di grano, 2 d’orzo, ed 1 di fave. La fruttificazione è graduata dal sei al dieci. Se qui la produzione è minore che negli agri vicini non credasene ragione la peggior natura del suolo, bensì la poca arte e applicazione de’ coltivatori. Non vi è alcuna orticultura.

La vigna vi prospera: le uve sono di quelle tali varietà che dicono muristèllu, trobbàdu, albaranzella, redagliàdu. Il mosto lodasi per la sua bontà: la quantità non eccede le 200 cariche, della quale una piccola parte cuocesi in sappa.

Le piante fruttifere forse non son più di 1100 tra ciriegi, susini, pomi e peri.

Dopo i predii poche altre parti del terreno sono chiuse.

Bestiame. Il rude riducesi a un piccol branco di cavalle. Le vacche manse co’ loro feti forse non sommano a capi 400. I cavalli e cavalle domite son 60, i buoi e i tori 100.

Selvaggiume. Lepri e volpi. Le specie degli uccelli sono molte.

Acque. I flussiesi bevono da una fonte vicina, e quando, come accade nell’estate, cessa lo sgorgo, devono provvedersi dalla fonte del vicino paese di Tinnùra. Scorre entro questo territorio il rio che dicono Molineddu proveniente dal Sagamese, e vivo solo d’inverno. Va da levante a ponente, e si aggiunge al fiume che nasce dalle fonti di S. Antioco (vedi Escano).

Antichità. Non si possono notare altro che due norachi, uno che dicono Giànas, l’altro Mulciu, ambi di poca considerazione.

Dista Flussio da Tresnuraghes mezz’ora, da Tinnura cinque minuti.

Qui in piccolo spazio sono otto villaggi così addossati uno all’altro, che paion rioni d’un solo comune.

 
Videolina
Radiolina
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