Cala-Seta

CALA-SETA [Calasetta], terra dell’isola Sulcitana, nella provincia di Iglesias, nel distretto di s. Antioco. Giace sull’angolo delle linee littorali a ponente e a tramontana in fondo a un piccol seno, contro il maestro nella lat. 39° 6' e long. occid. da Cagliari 0° 46' 30", in distanza dell’antica Sulci di miglia 5, e di 4 scarse dal porto di Carlo-forte, da Porto-Scuso 6 e tesi 200.

Questa colonia da non gran tempo addietro istituivasi con uomini del Piemonte e di Tabarca (2 maggio 1769). Le abitazioni sono in un piano sabbioso inclinatissimo, e le strade dirette a dove è aperto il seno. Sembrerebbe tal situazione meno infausta alla salute, siccome quella che è in esposizione ai venti più sani, e rimota dalle più cause comuni dei miasmi; e tutta volta essa è infamata come insalubre, e non a torto; chè dominano molte malattie, e la mortalità spesso supera il numero della riparazione. Il che sarà più stupendo se si attenda al carattere di questi popolani, uomini niente infingardi, sobri, modesti, ilari e tranquilli, e ornati di più altre belle qualità onde esiste un carattere fisico-morale che suol produrre robusta salute, e vita longeva.

Sono due strade principali, e le case circa 90.

Popolazione. I calasetini non sono in maggior numero di 460, e si distribuiscono in famiglie 78. Soglion all’anno celebrarsi matrimoni 6, nascere 25 e morir, quando meno, 14. La vita raramente va in là de’ 55 anni. Le spesse rapide variazioni delle condizioni atmosferiche cagionano frequenti infiammazioni, onde i dolori laterali, le angine, i reumi d’ogni genere ec. ne sono funestissime conseguenze. Le giubbette di pelli sarebbero un gran preservativo come nelle altre parti della Sardegna, così in questa. Ma temesi di comparire uomini dell’antica barbarie. Gli stolti! Dunque perchè alcuni matti non si ridano della lor maniera di vestire, converrà che si espongano al pericolo di perder la salute, e la vita? Quelli che mostransi pelli-ti, se son barbari, non lo sono già per questo. Le mode sono barbare quando o la pubblica onestà, o la individual salute può soffrire offesa; sono civilissime quando si provvede ad una e ad altra cosa; e gridin pur contro certi materialoni, che pongono la civiltà in tali cose che nulla dicono al bene della società e degli individui.

Gli uomini di Calaseta sono agricoltori e pescatori, e vi ha chi pratica qualche arte meccanica. Le donne si occupano in lavorare degli stroppi, che sono cordicelle di palmizii per le reti delle tonnare. La nettezza negli abiti, nelle case, nelle masserizie è lodevolissima, e sarebbe desiderabile in altri paesi della Sardegna. Alla educazione dei fanciulli è la scuola elementare dove frequentano 15 e anche più.

Chiese. La parrocchiale piccola e mal fornita è dedicata a s. Maurizio martire. Vi amministra i sacramenti un solo prete che ha il titolo di vicario, sotto la giurisdizione del vescovo di Iglesias. Le principali solennità occorrono nella memoria del titolare, e della Natività di N. D. In esse non è alcuno dei soliti pubblici spettacoli che amano i sardi; e tutte le ricreazioni di questi popolani si riducono a qualche balletto privato, al giuoco delle palle e del gallo, contro cui posto a bersaglio alla distanza di metri 40 studian aggiustar le pietruzzole.

Territorio di dotazione. La sua superficie è un area che potria ricevere starelli 3000. Comechè la terra sia sabbiosa, le biade producon non poco. I fichi vi prosperano meglio che altra specie.

Le vigne sono 150, ed in esse sono piantate 1,500,000 viti, che all’anno producono quartieri 200,000, pari a litri 1,000,000 di vino eccellente. I zibibbi delicati e l’acquavite spiritosa ottengonsi dalle uve migliori di Spagna e di Francia, che si hanno in gran copia. I vini gentili, moscatello, girone, monica, cannonao ec., sostengonsi in paragone con li migliori del Campidano.

Poche erbe e piante ortensi, e specie di civaie si coltivano. Dassi pure poca opera al lino pel suo tenue prodotto.

Fra le piante selvatiche, di cui i Calasetini si giovano, sono da notare i palmizi della palma-scopa, detti da questi e da’ Carolini strufugìi, che sono per l’appunto i teneri germogli di molta midolla, ed i frutti che sono datteri rotondi e rossigni di gusto aspro e forte, nutrimento alla povera gente. Parlasi di certo the bastardo che nelle forme e fisiche proprietà vuolsi simile al vero, e lodasi di effetti quasi eguali. Di una pianta emeto-purgante, che nominano scala-bàxiu, dalle cui foglie masticate (e pajon parlar da senno) se strappate all’insù il vomito, se all’ingiù sia altro effetto!!! finalmente di certo altro vegetabile, che i Caro-lini appellan Minca de lu, li cui fiori e frutta diano un bel color di ciriege al legno che ungasi di lor suco.

Bestiame. Si numerano buoi per l’agricoltura 100, vacche altrettante, alcuni cavalli e giumenti. Le pecore non son più di capi 650.

Acque. Sono scavati nel paese tre pozzi pubblici; due propinano un’acqua poco buona, e che si beve per necessità; dal terzo se ne attigne salmastra in alto grado. In campagna hannosene altri due d’acqua salubre, uno in distanza di un quarto di miglio, altro di due miglia nel luogo la Spiaggia grande, delle cui acque si predica una virtù purgativa e febbrifuga. Qualche osservatore che mancò di fede bevve senza simili esperienze.

Littorale. Approdasi ne’ seni Galanga e Spiaggia grande. la profondità verso maestro, tramontana, e greco è tanta che vi possono mareggiare le fregate; verso libeccio assai maggiore. La costa di Meruneddu offre molti seni cavernosi.

Pesca. Moltissime specie di pesci nuotano in queste acque, i tonni anch’essi mostransi in tutte le stagioni. Quando il movimento tempestoso delle onde nol vieti, i Calasetini si procurano non poca copia delle specie più gentili a ordinario alimento. Essi hanno un buon numero di battelli, e se non s’incurvino con la vanga, sudano su i remi.

Saline. Non lungi dal paese sono aperti i vasi saliferi, onde è un buono e copioso prodotto. Questi popolani vi travagliano volentieri.

Esportazione. I generi, che si estraggono, sono sale, vini, cordoncelli di palma. Vi accorrono genovesi e napoletani, di rado i corallieri.

Torre di Calaseta. È convenientemente munita. Frequenti accaddero le incursioni dei barbareschi a danno della popolazione; ma sempre infruttuose per la vigilanza, e per lo valore dei torrigiani.

 
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