Spettacoli e Cultura

Cagliari, le mille voci di Mengoni

Venerdì 10 Settembre 2010 alle 08:15


marco mengoni sul palco dell anfiteatro (daniela zedda)

Marco Mengoni sul palco dell'Anfiteatro (Daniela Zedda)

L'importante è esagerare, sia bene che nel male, cantava Enzo Jannacci. Marco Mengoni esagera nel bene (della musica) e sul palco sfodera tutto il suo potenziale. Gioca con il suo talento, il cantante nativo di Ronciglione. E conferma che la grande Mina non parlava a vanvera quando ha speso parole dolci come il miele sul conto del vincitore di X-Factor («Sono orgogliosa di fare il suo mestiere»).

Ieri sera il tour dell'artista laziale ha fatto tappa a Cagliari. L'Anfiteatro di viale Fra Ignazio l'ha accolto con un pubblico poco numeroso (1300-1500 spettatori, non di più), ma abbastanza vario: bambini, adolescenti, giovani, qualche anzianotto e una folta rappresentanza della comunità gay cittadina. Nessuno si è pentito di aver pagato il biglietto.

Marco Mengoni tiene la scena come una star affermata: balla, canta, recita, si emoziona, svaria su tutti i fronti del pop e del rock. Dice di avere tante identità, tante cose da dire. E non mente. Maschera i comprensibili limiti del repertorio con altri accorgimenti. La scenografia in primo luogo: il palco-scacchiera e le tende bianche e nere; i travestimenti (si presenta mascherato da coniglio) e le coreografie con due ballerini; le tantissime cover su cui poggia tutta la struttura dello spettacolo. Con le canzoni del suo primo disco da solista ( Re Matto ) sarebbe davvero arduo reggere uno show di due ore. E allora via al remake. Nessun saccheggio fine a se stesso, ma riletture originali di brani che spaziano su diversi generi.

Marco Mengoni rende omaggio alla grande musica leggera italiana ricordando Lucio Battisti a dodici anni esatti dalla morte (9 settembre del 1998) con Insieme a te sto bene . Si cimenta con Almeno tu nell'universo di Mia Martini esasperando le doti vocali, tanto da risultare un po' pesante. Scomoda anche Mina e rifà Nessuno infarcita di schitarrate degne della miglior tradizione rock e falsetti spaccavetri.

Nel frullatore sonoro di mister X-Factor ci sono anche i Rolling Stones ( Satisfaction più blues che mai), i Creedence di Proud Mary (cantata strizzando occhio e voce alla versione di Ike e Tina Turner), gli Who di See me feel me , ma anche Paul McCartney e Beatles ( Helter Skelter ), Loredana Bertè, Aerosmith, Tears for Fears e Jamiroquai.

FRANCESCO PINTORE

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