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Venezia, il racconto dell'Occidente traumatizzato nel film di Corbet con Natalie Portman

Martedì 04 Settembre alle 17:49


L'attrice Natalie Portman

Un melodramma storico ambientato in America tra il 1999 e il 2017, che narra eventi cruciali e modelli culturali che hanno plasmato la prima parte del XXI secolo: Brady Corbet, dopo aver ambientato "The Childhood of a Leader" nell'Europa di inizio '900, porta in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia "Vox Lux", che è la continuazione di quel tema ma sull'altro versante del secolo.

Protagonista una popstar di nome Celeste, interpretata nella prima parte del film da Raffey Cassidy, e poi da adulta da Natalie Portman.

Celeste rimane ferita da 13enne in una strage nella scuola che ricorda tanto Colombine ("sono cresciuto in Colorado e sono rimasto molto colpito da quella tragedia", dice il regista) e proprio una canzone scritta per ricordare i suoi compagni diventa una sorta di inno che gli apre le porte del successo e dell'industria discografica. Ma la storia di questa popstar, che non riesce a trovare un equilibrio psicologico, torna ad incrociarsi più avanti con la cronaca di attentati terroristici.

Nel film, Natalie Portman, canta e balla, su musiche scritte appositamente per 'Vox Lux' dalla cantautrice, attrice e compositrice australiana Sia: "Non poteva esserci personaggio migliore - dice il

regista - per lavorare a queste musiche. La sua versatilità di autrice, che ha scritto per tante altre star, la rendeva l'artista ideale".

L'attrice si è sottoposta ad un serio coaching per affrontare il ruolo di Celeste, che per la parte del ballo ha fatto con il marito, il ballerino e coreografo francese Benjamin Millepied.

"Grazie a Benjamin - spiega la Portman - ho potuto lavorare molto in casa. Ho visto anche tanti documentari sul pop, per capire cosa accade nei backstage. Mi è piaciuto moltissimo questo ruolo: interpretare una popstar è un sogno che si realizza. E sul set c'era un clima bellissimo".

NATALIE PORTMAN AL LIDO, LE FOTO:

(Unioneonline/v.l.)

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