Salute

Gli Omega 3 per prevenire ictus e infarto? Secondo una nuova ricerca sarebbero inutili

Giovedì 19 Luglio alle 14:38


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Dimenticate tutto quanto sino ad oggi avete sentito sugli Omega 3. Secondo uno studio pubblicato sulla testata scientifica "Cochrane Library" i tanto decantati acidi grassi non sarebbero, infatti, così efficaci a tutela di cuore e vasi sanguigni.

Gli Omega 3 sono sostanze presenti in vegetali e pesce, il cui consumo è da sempre ritenuto protettivo contro le malattie cardiovascolari. Ebbene, l'analisi di 79 lavori condotti su 112.059 persone mostra però che i benefici di un aumentato consumo di Omega 3 sono ridotti, se mai ci sono, su molte delle patologie prese in questione. E di sicuro questi acidi grassi non hanno effetto sul rischio di morte per tutte le cause (8,8% nel gruppo che ha assunto più Omega 3 contro il 9% del gruppo di controllo).

Negli studi presi in esame i ricercatori hanno somministrato ai pazienti supplementi di Omega 3 in capsula, nelle margarine o in cibi arricchiti, o semplicemente incrementando il consumo di pesce, mentre i gruppi di controllo assumevano pillole placebo o alimenti non arricchiti.

"Possiamo essere fiduciosi nei risultati di questa revisione, - spiega il primo autore della ricerca, Lee Hooper dell'University of East Anglia - che va contro l'idea popolare secondo la quale supplementi di Omega 3 proteggono il cuore. Questa vasta revisione sistematica ha incluso informazioni su diverse migliaia di persone, per lunghi periodi. Nonostante tutto, non abbiamo visto effetti protettivi legati a un aumento del consumo di Omega 3".

L'analisi ha però rilevato una moderata evidenza di benefici legati a un particolare acido grasso, detto Ala (acido alfalinoleico), presente ad esempio nelle noci: può essere leggermente protettivo contro alcune cardiopatie, come l'aritmia.

"L'acido alfalinoleico è un acido grasso essenziale, parte importante di una dieta bilanciata, e aumentarne il consumo può essere leggermente utile per la prevenzione o il trattamento delle malattie cardiovascolari", conclude Hooper.

(Unioneonline/v.l.)

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