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Manovra, resta il bonus degli 80 euro. Il Mef: "Ipotesi riordino fiscale"

Venerdì 10 Agosto alle 10:45 - ultimo aggiornamento alle 11:15


Il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Giovanni Tria (foto Ansa)

Continua all'interno della maggioranza di governo il dibattito sulla prossima legge finanziaria.

Dopo le parole del premier Giuseppe Conte - che nell'ultima conferenza stampa prima della pausa estiva aveva parlato di una manovra "seria", accompagnata da "riforme strutturali", ieri i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio avevano smentito le voci circolate nelle ultime ore di una prossima eliminazione del bonus Renzi di 80 euro e del possibile aumento dell'Iva.

"Non so chi abbia inventato questa cosa degli 80 euro e quella dell'aumento dell'Iva. Il governo è compatto

sulla volontà di non mettere le mani in tasca ai cittadini, come è stato fatto in passato. Non vogliamo fare il gioco delle tre carte, non tireremo la coperta, vogliamo essere autentici con una manovra rigorosa e coraggiosa", ha dichiarato il leader del Movimento 5 Stelle.

"Il nostro obiettivo è ottenere il reddito di cittadinanza, la flat tax e il superamento della Fornero, nel rispetto del rapporto deficit-Pil. Gestiremo i conti pubblici con il massimo della responsabilità", aveva poi aggiunto.

IL NODO DEGLI 80 EURO - Eppure, secondo quanto riporta "Il Corriere della Sera", il ministro dell'Economia Giovanni Tria starebbe analizzando la possibilità di rivedere il bonus introdotto dal governo Renzi per finanziare i provvedimenti chiave di 5 Stelle e Carroccio: flat tax e reddito di cittadinanza.

"Si lavora su una serie di possibili interventi fiscali per avviare la riforma dell'Irpef anche per le persone fisiche, finanziandola con un maxi-riordino dei bonus fiscali che potrà comprendere anche il bonus Renzi da 80 euro", ha dichiarato il ministro in una recente intervista "Il Sole 24 Ore".

A questo proposito ha parlato anche il viceministro Massimo Gravaglia, che ha precisato: "Non si tolgono gli 80 euro si sta valutando di trasformarli in riduzione fiscale anziché in bonus: conta il netto in busta paga, non come si arriva a quell'importo".

Tra le ultime ipotesi, infine si è parlato anche della possibilità di sforare il rapporto deficit-Pil, che secondo quanto previsto dai parametri di Maastricht, non dovrebbe superare il 3%. Anche questa possibilità è stata però respinta da Di Maio: "Il nostro obiettivo è ottenere il reddito di cittadinanza, la flat tax e il superamento della Fornero, nel rispetto del rapporto deficit-Pil. Gestiremo i conti pubblici con il massimo della responsabilità".

PD: "IL GOVERNO TOGLIE AI LAVORATORI PER DARE AI RICCHI" - Sul dibattito relativo alla prossima critiche sono arrivate dal segretario del Partito democratico Maurizio Martina che ha dichiarato: "Ne vedremo delle belle da qui alla legge di bilancio. Nel governo si scontrano su troppi fronti: sull'aumento Iva, sull'abolizione degli 80 euro, fanno il gioco delle tre carte con il bando periferie e per le risorse per l'edilizia pubblica. Se gli 80 euro vengono tolti per una controriforma fiscale e quindi per finanziare la flat tax, oltre al danno sarebbe una beffa. Un'operazione profondamente iniqua. Togliere ai lavoratori per dare ai ricchi".

(Unioneonline/F)

 
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