Politica

"Parmigiano e prosciutto alla diossina"
Emilia insorge contro Grillo: terrorismo

Venerdì 30 Agosto 2013 alle 19:08


Parmigiano e prosciutto di Parma

Parmigiano reggiano e prosciutto di Parma alla diossina, avvelenati dagli scarichi dell'inceneritore di Parma appena entrato in funzione, fortemente osteggiato dal Movimento a cinque stelle. E' questo il lugubre scenario che il leader del M5S, Beppe Grillo, evoca dal suo blog per i due gioielli del made in Italy alimentare, adombrando "neoplasie future degli abitanti di Parma per il cibo avvelenato della Food Valley" e stigmatizzando l'esultanza per l'avvio dell'inceneritore del Pdl e del Pd.

La Pianura Padana è inquinata ed "è assurdo aver aggravato la situazione con la costruzione dell'ennesimo inceneritore", sostiene il sindaco a 5 Stelle di Parma, Federico Pizzarotti.

Immediata la reazione del ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo che risponde a Grillo dandogli dell'incosciente e bollando le sue affermazioni come "gravissime e prive di ogni fondamento". "Un atto di terrorismo nei confronti dei consumatori, originato da affermazioni gratuite legate alla politica e prive di qualsiasi fondamento scientifico", ha rincarato la dose il presidente del consorzio del Parmigiano Reggiano, Giuseppe Alai.

I due prodotti di eccellenza dell'area parmigiana sono una vera testa di ponte per l'export agroalimentare italiano nel mondo. Nel caso del parmigiano reggiano l'export è cresciuto del 94,4% negli ultimi cinque anni, raggiungendo i mercati più lontani, anche la Cina dove le vendite sono triplicate. Per quanto riguarda il prosciutto di Parma, lo scorso anno l'export è cresciuto del 10% e si qualifica come il prodotto della salumeria italiana più venduto al mondo.

Proprio il presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma, Paolo Tanara, esprime il suo "dispiacere nel prendere atto che le discussioni politiche coinvolgano inopportunamente e vadano a ledere un prodotto come il Prosciutto di Parma". "L'agroalimentare italiano - commenta il ministro De Girolamo - di tutto ha bisogno tranne che di affermazioni gratuite dai toni apocalittici che rischiano di screditare uno dei comparti più importanti della nostra economia e il duro lavoro dei nostri produttori che hanno saputo conquistare e mantenere in tutti questi anni una posizione di leadership e di grande reputazione internazionale". Le profezie di Grillo risultano indigeste anche alle principali organizzazioni agricole. Per il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi, il leader del Movimento a 5 stelle evidentemente non conosce la materia, oppure, come credo, utilizza queste affermazioni ad effetto per monopolizzare la scena mediatica".

"Attenzione perché gli allarmismi si pagano e non poco" - è il monito a Grillo di Franco Verrascina, presidente della Copagri-Confederazione produttori agricoli". "Pensare prima di parlare - osserva il presidente di Confagricoltura Mario Guidi - è una buona regola che anche Grillo dovrebbe seguire, prima di tirare in ballo due prodotti di eccellenza dell'agroalimentare italiano come il prosciutto di Parma e il parmigiano Reggiano"

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