Politica

Bossi non appende scarpette al chiodo:
"Ricandidarmi? Per la gente penso di sì"

Martedì 01 Maggio 2012 alle 14:48


umberto bossi

Umberto Bossi

"Per forza, per la gente". Lo ha detto Umberto Bossi rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto se si ricandiderà al congresso federale. "Penso di sì - ha aggiunto - se no la gente pensa che non siamo uniti".

IL DISCORSO - "Ci occorre unità, quando lo Stato ha visto le divisioni della Lega ha attaccato e mandato i magistrati: ora dobbiamo essere compatti, uniti se vogliamo vincere". Lo ha detto Umberto Bossi dal palco del 'Lega Unita Day'. "Parlo innanzitutto ai dirigenti - ha aggiunto il presidente - perché se si chiudono i varchi, tutta la base si salda pronta a dare attacco al centralismo romano". Bossi ha chiuso il suo intervento indicando nello spirito di "fratellanza" la chiave per ripartire. "La fratellanza - ha detto - che ci unisce da quest'oggi in poi, anche l'acqua è venuta giù dal cielo perché vuole lavare via ogni incomprensione". Il presidente della Lega nel comizio per l'unità del movimento oggi a più riprese ha citato l'esempio dei patrioti irlandesi pure evidenziandone le differenze rispetto alla battaglia del Carroccio: "non si arriva alla libertà se non c'è qualche morto, in Irlanda ce ne sono stati molti - ha fra l'altro detto -, qui lo Stato non ci ha sparato ma ha tentato con altri mezzi". Bossi ha poi ribadito che la Lega è stata "attaccata dal centralismo romano che verrà però sconfitto".

"La Padania viene, perché siete un popolo sotto il tallone di uno Stato centralista, antidemocratico e fascista". Si è rivolto così Umberto Bossi ai militanti leghisti concludendo il suo intervento a Zanica. Bossi ha ribadito ancora una volta che il Carroccio, a suo giudizio, è stato "attaccato dal centralismo romano, farabutto e canaglia".