La donna è stata trasferita oggi con un aereo militare nell'ospedale americano di Ramstein, in Germania, che dispone di avanzate tecniche terapeutiche per far fronte a questo tipo di emergenze.

De Anna, 40 anni, in Afghanistan da tre, è la più grave dei 14 feriti causati da nove ore di guerra nel centro di Kabul con esplosioni e sparatorie nel quartiere di Shar-e-Naw che ha fatto cantare vittoria oggi ai Talebani: dimostra che "possiamo attaccare qualsiasi obiettivo, dovunque esso si trovi".

Le condizioni della funzionaria, con ustioni molto estese, sono subito apparse preoccupanti, tanto da spingere le autorità italiane ad adottare un piano di emergenza per evacuarla. Così, dopo un ricovero di qualche ora nell'ospedale di Emergency a Kabul dove è stata stabilizzata, la cooperante toscana è stata trasferita nel centro medico americano che si trova nella base militare di Bagram. Da qui, con il visto dei medici, è partita su un aereo militare, nel massimo riserbo e in compagnia di un funzionario dell'ambasciata d'Italia a Kabul, con destinazione Ramstein.

LA FARNESINA - Dopo il ricovero in Germania l'Unità di crisi della Farnesina ha confermato che le condizioni di Barbara sono "serie, ma stabili", e precisato l'esistenza di contatti con i suoi familiari, costantemente tenuti al corrente degli sviluppi, e con l'Oim a Ginevra. Ora, secondo fonti ufficiali a Berlino, verrà spostata in un centro per grandi ustionati in Germania.

Poche le parole della mamma della ragazza: "Non abbiamo niente da dire. E' in uno dei centri migliori al mondo; speriamo guarisca presto". La famiglia, in forte apprensione, deve decidere quando recarsi in Germania ed ha chiesto ai media di rispettare un silenzio stampa. E il 'day after' a Kabul è stato doloroso, perché l'attacco ha mostrato che, nonostante le misure di sicurezza esistenti al centro della città, i talebani sono riusciti a penetrare in una zona di massima sicurezza a 300 metri dall'ambasciata indiana, vicino a quartier generale di una polizia afghana, davanti alla sede dell'OIM e di un centro di accoglienza dell'Unama, la Missione di assistenza dell'Onu in Afghanistan.

RIVENDICAZIONE - Sprezzanti, i talebani hanno parlato nella loro rivendicazione del colpo più duro inferto a "americani, membri della Coalizione internazionale e militari del governo pagliaccio afghano" sostenendo che l'operazione, lanciata "contro un segretissimo centro di addestramento di spie della Cia", dimostra che "possiamo attaccare qualunque obiettivo, dovunque esso si trovi". La Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) ha comunque rilevato che tutta l'emergenza è stata gestita dalle forze di sicurezza afghane che, al termine di nove ore di scontri sono riuscite a respingere la minaccia. E per cercare di incoraggiare la gente a sperare in un futuro migliore, le strade di Kabul si sono riempite oggi di 10.000 palloncini rosa, consegnati a bambini, giovani ed adulti dall'artista concettualista americana Yazmani Arboleda. Su tutti una scritta di pace e lo slogan: "Noi crediamo nei palloncini!". Mentre la gente sfilava, la dura realtà di un conflitto che squassa l'Afghanistan da decenni si rifletteva però nelle notizie di nove morti causati da una bomba in una moschea della provincia orientale di Ghazni, e di un kamikaze che, mentre provava il suo giubbotto esplosivo, è saltato in aria morendo nella sua casa nel quartiere di Shah Shahid a Kabul.
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