Economia » Sardegna

Autoriparazione in Sardegna, blocco delle imprese. Pireddu: "Guadagni all'osso"

Martedì 11 Settembre alle 10:25


Giuseppe Pireddu

Poche luci e molte ombre per l’autoriparazione in Sardegna. Crescono di poco le imprese, ma crollano quelle artigiane, soffocate da concorrenza sleale e abusivismo.

Giuseppe Pireddu (autoriparatore e presidente di Confartigianato Nuoro-Ogliastra) ha dato l'allarme: "Guadagni ridotti all’osso pur di non chiudere".

Le luci sono per la crescita (+0,1%), a sorpresa, dell’intero comparto che nei numeri totali passa dalle 3.030 imprese del 2017 alle 3.034 del 2018. Le ombre, al contrario, si registrano nel comparto artigiano che, con un crollo dell’1,5%, passa dalle 2.492 dello scorso anno alle 2.455 di questo.

Da ricordare che nell’Isola le imprese artigiane dell’autoriparazione rappresentano l’80,9% di tutte le realtà che si occupano delle quattro, due e più ruote.

Scendendo nei dettagli dell’analisi, segnali non positivi arrivano dal totale dalle imprese che operano sulle "riparazioni di carrozzerie di autoveicoli", passate in un anno da 713 a 703 (-1,4%); situazione più grave la si registra tra quelle artigiane (-2,6% tra il 2017 e il 2018), passate da 587 a 572 in 12 mesi.

A livello territoriale le imprese dell’autoriparazione crescono a Sassari (+1,1% nel totale e nell’artigianato +0,1%) e reggono a Nuoro (0% nel totale e -0,2% dell’artigianato). Al contrario crollano a Cagliari (-0,4% nel totale e -2,2% nell’artigianato) e a Oristano (-0,8% totale e -7,1% dell’artigianato).

Sul settore continua a incidere, negativamente, anche la persistente situazione economica congiunturale e mancanza di liquidità delle famiglie.

Infatti, i sardi fiaccati dalla crisi decidono di risparmiare sulla manutenzione della propria auto esponendo così il veicolo, e loro stessi, a gravi rischi per la sicurezza.

Ma quali sono le cause che hanno portato all’abusivismo incontrollato? La crisi economica ha generato un mercato parallelo alimentato spesso da ex dipendenti di aziende che hanno chiuso o ridimensionato il personale ma anche da attività in nero rese possibili soprattutto per la facilità con la quale si possono reperire i mezzi di ricambio, sia nei negozi di autoforniture che tramite internet.

Inoltre, gli artigiani regolari devono rispettare regole precise che tutelano consumatori e cittadini, come quelle per lo smaltimento degli olii, dei liquidi, delle batterie, del materiale sostituito.

Pireddu annuncia che "al Governo proporremo un emendamento alla Legge di Bilancio attraverso il quale gli utenti potranno detrarre sia il costo dei tagliandi di manutenzione programmati, sia le riparazioni di meccanica e carrozzeria di una certa entità".

(Unioneonline/M)

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1 commenti

  • be 11/09/2018 10:42:24

    fanno pagare un tagliando 700 euro oppure un grafio 500 euro per il signor Pireddu è poco ?