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Cna, la Sardegna non riesce a tornare ai livelli pre-crisi. Soffre l'artigianato

Giovedì 17 Maggio alle 12:03


Foto d'archivio

A quasi 10 anni dall'inizio della crisi, l'Isola ha recuperato appena il 92,7% dei livelli pre-crisi: solo sei regioni italiane si trovano in una situazione peggiore.

Lo scrive la Cna in un'indagine sullo stato dell'economia in Sardegna.

Mentre l'economia nazionale - si legge in una nota - sembra aver quasi raggiunto nuovamente i livelli del 2008 (98%, grazie soprattutto ad una risalita dell'occupazione e del commercio estero), quella sarda appare ancora molto indietro.

"Uno degli elementi più critici della difficile congiuntura economica dell'Isola è sicuramente rappresentato dalla situazione di estrema difficoltà vissuta dall'artigianato", spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna.

L'ARTIGIANATO - Nell'Isola il sistema artigiano regionale è infatti cresciuto con continuità fino al 2008, quando in Sardegna erano censite ben 43mila imprese artigiane contro le circa 35mila di oggi: il 28,5% del totale.

"In quegli anni l'artigianato era stato uno dei motori dell'economia della Regione, facendo della Sardegna una delle economie italiane a più forte vocazione artigiana, ma durante la crisi scoppiata nel 2008 l'artigianato sardo è stato colpito da un vero e proprio dramma economico, tanto che alla fine del 2017 si sono contate (rispetto al 2008) qualcosa come 7.660 imprese in meno, per uno stock attuale pari ad appena l'82% di quello pre-crisi".

IL PIL - Per quanto riguarda il prodotto interno lordo, l'ultimo dato ufficiale relativo al Pil sardo si ferma al 2016 quando il reddito complessivo prodotto da imprese ed individui si era attestato a 31,4 miliardi di euro (a valori 2010): il 90,6% del Pil del 2008 (34,7 miliardi di euro).

Questo dato - si legge nello studio della Cna Sardegna - colloca l'economia sarda ben al di sotto della media nazionale, arrivata nel 2016 al 94,2% del livello pre-crisi, ma comunque al di sopra di altre sei regioni: Umbria, fanalino di coda con appena l'85% del livello del 2008, Molise, Sicilia e Calabria, ma anche Liguria (87,9%) e Valle d'Aosta (89%).

LE IMPRESE - Per il numero di imprese, il 2017 si è chiuso con una sostanziale stabilità: 142.951, ovvero il 94,7% dello stock censito nel 2008 (circa 8mila imprese in meno).

Si tratta di una indicazione tutto sommato meno negativa, ma che posiziona la Sardegna ancora al di sotto del dato nazionale (96,8%).

GLI OCCUPATI - Vanno peggio le cose in termini di occupati.

Nel 2017 i posti di lavoro registrati nell'Isola sono stati circa 562mila, contro i quasi 602mila del 2008 (40mila in meno): il 93,4% del livello pre-crisi, da confrontarsi con il dato nazionale del 98,6%.

GLI SCAMBI CON L'ESTERO - Se poi si guarda all'interscambio con l'estero, cioè la somma di importazioni ed esportazioni, la situazione del 2017, seppur in ripresa, si mostra ancora al di sotto dei livelli pre-crisi: 94,8%, un dato da inserire in un contesto nazionale che, da questo punto di vista, ha già ampiamente recuperato la situazione del 2008 (103,4%).

(Unioneonline/D)

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