Cultura » Samugheo

A Tessingiu la mostra dell'artigianato, in esposizione anche i manufatti tunisini

Mercoledì 12 Settembre alle 14:33 - ultimo aggiornamento alle 15:03


Un'immagine dall'esposizione

L'arte della tessitura tradizionale per promuovere i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo. Un'iniziativa che passa da Samugheo.

È aperta da questa mattina a Tessingiu la 51esima Mostra dell'Artigianato Sardo, che ospita una selezione di tappeti e manufatti di fattura tunisina ed una delegazione di artigiani e tecnici pronti ad illustrare la maestria e le competenze della tradizione tessile tunisina.

L'iniziativa fa parte del progetto DIART Networking e sviluppo del settore tessile artigiano, realizzato dal Centro Italo Arabo, in collaborazione con il "Centre Technique de Création, d'Innovation et d'Encadrementdu Tapis et de Tissage" di Tunisi, l'Università di Cartagine e il Comune di Samugheo con il contributo della Regione e della Fondazione di Sardegna.

Domani, all'ex cantina sociale di Samugheo che sino a domenica ospita la cinquantunesima Mostra dell'artigianato artistico, è in programma una conferenza sulle tematiche di progetto.

Per l'occasione interverranno i rappresentanti del Centre 3T e dell'Università di Cartagine, insieme ai partner di progetto e ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.

Un'altra immagine dalla mostra
Un'altra immagine dalla mostra

"Il progetto DIART - spiegano gli organizzatori - vuole contribuire a promuovere i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo attraverso l'arte della tessitura tradizionale, sostenendo lo sviluppo inclusivo e sostenibile del comparto tessile artigiano tunisino e sardo, promuovendo nuove iniziative legate alla lavorazione e commercializzazione delle produzioni tipiche in grado di avviare un canale commerciale tra le due filiere che dia visibilità alle produzioni locali e valorizzi il patrimonio culturale".

DIART Networking e sviluppo del settore tessile artigiano rappresenta la 3° fase di un percorso di collaborazione, cooperazione e scambio interculturale avviato dal Centro Italo Arabo e il Centre 3T nel 2012, finanziato dalla Commissione europea.

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