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Premio Strega, ecco la cinquina finalista: tre sono donne

Giovedì 14 Giugno alle 07:12 - ultimo aggiornamento alle 12:37


L'immagine di questa edizione

Un'edizione tutta al femminile quella del Premio Strega 2018, il prestigioso premio letterario italiano arrivato alla sua 72esima edizione.

Tra i dodici candidati, tra umori e malumori, ieri sera a Roma è stata scelta la cinquina finalista: tre le donne che occupano i primi posti della classifica.

Apre Helena Janeczek, 256 voti, autrice de La ragazza con la Leica (Guanda); segue Marco Balzano, 243 voti, con Resto qui (Einaudi); al terzo posto Sandra Petrignani, 200 voti, con La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg (Neri Pozza); Lia Levi, 173 voti, con Questa sera è già domani (e/o); e infine Carlo D’Amicis, 151 voti, con Il gioco (Mondadori).

Prima degli esclusi, per 2 voti, Francesca Melandri con Sangue giusto (Rizzoli), che ha avuto 149 voti.

Lo spoglio, che si è svolto a casa Bellonci, è stato fatto da Paolo Cognetti, vincitore dell'anno scorso con Le otto montagne.

Una delle novità dello Strega sono proprio le tre donne finaliste: questo potrebbe portare a rompere il monopolio maschile che dura dal 2003 quando ci fu l'ultima vincitrice, Melania Mazzucco con Vita.

L'altra novità è il primo posto di un editore fuori dal gruppo Mondadori-Einaudi-Rizzoli: il romanzo La ragazza con la Leica è pubblicato infatti da Guanda.

Il vincitore sarà proclamato il 5 luglio.

(Unioneonline/s.a.)

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2 commenti

  • user235682 14/06/2018 12:48:32

    Ciò che conta è che un libro sia bello, non il genere sessuale di appartenenza di chi lo ha scritto.
  • dadaolta 14/06/2018 10:04:40

    "Stregati"! 1)Romanzo su coppia di fotografi ebrei degli anni trenta.2)L'Alto Adige al tempo del fascismo.3)Ritratto di scrittrice ebrea.4)Il fascismo al tempo delle leggi razziali.5)"Romanzo erotico"(garanzia al 99% di noia mortale).6)Guerra fascista in Etiopia. E allora? La fissità "giurassica"dei temi ci dice moltissimo sull'assoluta incapacità dei nostri"letterati"di capire e raccontare il presente:il loro"rifugiarsi"nel "politically correct" più stantio non ne è che il "sintomo" evidente!