Cultura » Oristano

Gli studenti del Mossa di Oristano allo spettacolo Gran Casinò, parodia sul gioco d'azzardo

Venerdì 25 Maggio alle 18:28 - ultimo aggiornamento alle 19:21


Un momento dello spettacolo

Ogni oristanese spende ogni anno 1.000 euro in lotterie, gratta e vinci e alle slot machine. Ben 500 euro in meno della media nazionale. Non è poco se si considera che nel capoluogo sono in funzione quasi 500 video poker.

La dipendenza dal gioco d'azzardo costa importanti risorse allo Stato e rovina ogni giorno molte famiglie. La ludopatia è una delle terribili malattie, provocata dalla dipendenza del gioco d'azzardo, che oggi viene curata nel centro del servizio delle dipendenze di Oristano. Oltre all'alcol e alla droga sono in aumento anche i ludopatici.

Dettagli che ha fornito la direttrice della Caritas Giovanna Lai, presentando al Mossa lo spettacolo Gran Casinò. Un momento di sensibilizzazione e di informazione che ha voluto denunciare come oggi il gioco d'azzardo si trasforma nella ludopatia.

La dirigente scolastica Marilina Meloni ha spiegato come il problema rappresenti una gravissima piaga sociale e si deve combattere proprio dalla scuola. Docenti e studenti hanno così ascoltato con grande attenzione il monologo dell'attore Fabrizio De Giovannis, che ha raccontato, da esperto comunicatore di palcoscenico, la nascita del gioco d'azzardo e gli effetti che ha prodotto sulla nostra società dei consumi. Fabrizio De Giovanni fa parte della compagnia teatrale "Itineraria Teatro" che ha vinto il premio Enriquez 2016 come miglior Compagnia, miglior attore, migliore drammaturgia.

Lo spettacolo analizza e affronta le tematiche sociali mettendo a nudo i lati oscuri della nostra società che coinvolgono tutti noi e soprattutto le nuove generazioni. De Giovanni è partito dal 1940 con un film di Peppino per ricordare la nascita del primo gioco d'azzardo: il Lotto.

Con grande enfasi e aiutato da musica e slide è arrivato ai giorni nostri ripercorrendo quegli anni dello sviluppo economico per arrivare al Totocalcio, alla Sisal, al Superenalotto e al gratta e vinci. Usando le parole di Papa Giovanni ha definito l'azzardo un cancro sociale, un flagello simile al narcotraffico.

Ha messo in rilievo l'incongruenza dello Stato che, da una parte realizza le pubblicità per contrastare il gioco d'azzardo e poi lo promuove grazie alla politica finalizzata ad incassare grandi risorse con le tasse che producono tutti i giochi d'azzardo.

Massimo Migoni del Serd ha chiuso la mattinata mettendo in rilievo il lavoro che il servizio svolge per aiutare le vittime che produce il gioco promosso dallo Stato.

Lo spettacolo per gli studenti viene replicato oggi 25 maggio alle 21, a Tula nell'anfiteatro comunale di via Roma.

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