Cultura » Bonaria

Diecimila pellegrini a piedi da Sinnai alla basilica di Bonaria

Mercoledì 25 Aprile alle 10:04 - ultimo aggiornamento alle 11:21


In diecimila, forse molti di più, pellegrini a piedi nella notte da Sinnai alla basilica di Bonaria, a Cagliari. "Ben arrivati - ha salutato tutti l'arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio - nella casa di Bonaria, patrona massima della Sardegna".

Il pellegrinaggio si è ripetuto per la 32esima volta in un clima di preghiera, di grandissima fede. Protagonisti anche i giovani che a Bonaria hanno aperto l'infinito corteo portando la grande croce in legno che ha attraversato l'intero hinterland. C'erano anche le mamme per invocare un lavoro per i figli e per ringraziare il Signore per grazia ricevuta in casa.

Un corteo infinito che ha iniziato a formarsi verso le 22 di ieri nella Piazza Sant'Isidoro a Sinnai, dove monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo della diocesi della Madre di Dio a Mosca, ha concelebrato una messa solenne dopo un lungo happening di preghiera.

All'una e trenta l'inizio del pellegrinaggio con i viandanti della preghiera che, arrivati da tutta la Sardegna, hanno attraversato il paese, fermandosi alla periferia per riportare in una sua nicchia un piccolo simulacro di Bonaria. Una cerimonia commovente fra canti e inni sotto le stelle.

Poi, i viandanti della notte con i loro zaini e la loro fiaccola hanno raggiunto Settimo San Pietro. Alle 4,30 la sosta ristoratrice dai salesiani, a Selargius. Alle 5,30, di nuovo tutti in viaggio col corteo sempre più folto. E, poi, Monserrato, Pirri e Cagliari. E, alle 8,30, l'arrivo a Bonaria.

Ad accogliere i fedeli gli arcivescovi di Cagliari e Mosca, i frati della basilica. C'erano anche i sindaci e amministratori comunali di Sinnai, Settimo, Selargius, Maracalagonis, Monserrato, Quartucciu, Cagliari con la fascia tricolore. Poi, dopo i saluti e la preghiera con monsignor Arrigo Miglio, tutti a casa, questa volta in auto o in pullman.

Una notte impossibile da dimenticare organizzata da Comunione e liberazione, dall'associazione "Il Segno" e dalla parrocchia di Sinnai.

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