Cultura » Ghilarza

"L'olocausto e l'oblio", si apre a Ghilarza la mostra di Pietro Sanna

Venerdì 23 Febbraio alle 16:43 - ultimo aggiornamento alle 17:27


L'immagine che accompagna la locandina della mostra

Si inaugura domani a Ghilarza (alle 18), all'agorà, la mostra "L'olocausto e l'oblio - La storia di un genocidio nelle opere dell'artista cardiologo Pietro Sanna".

La manifestazione è organizzata dalla Fondazione Casa Museo Gramsci onlus in collaborazione con la Fondazione Berlinguer, il Comune di Ghilarza, l' A.N.P.I. e l' U.A.P.S.

All'incontro interverranno il presidente della Fondazione Casa Museo Gramsci onlus Giorgio Macciotta, il Magnifico Rettore dell'Università di Cagliari Maria del Zompo, il sindaco del Comune di Ghilarza Alessandro Defrassu, il presidente del Comitato provinciale di Cagliari dell'A.N.P.I. Marco Sini, l'autore delle opere Pietro Sanna e il sindaco del Comune di Nughedu Santa Vittoria Francesco Mura.

La mostra è costituita da 35 quadri di grandi dimensioni (acrilico su legno e su tela) che raccontano il percorso dell'olocausto e la rimozione del suo ricordo. "In questa mostra sono raccontate storie relative al massacro di persone, alla pianificazione di un genocidio, ma soprattutto alla indifferenza ed alla volontà di rimozione di quanto successo. Vengono rappresentate figure di uomini e donne con i simboli ed i colori che le rappresentano all'interno dei campi. Sono raffigurate nel momento in cui, appena private della libertà, iniziano a perdere la loro identità, cominciano a diventare un tutt'uno con il simbolo, il colore ed il numero che si affaccia sulla loro pelle iniziando il percorso che li porterà alla morte", spiegano gli organizzatori.

E proseguono: "Nella seconda parte della mostra, scandita da una canestra di melagrane, le persone scompaiono dalla scena ed insieme a loro scompare progressivamente il loro ricordo. Rimangono solo forme colorate dove, chi guarda con attenzione, con la fatica che la ricerca di un ricordo impone, riesce a distinguere ancora degli uomini tra i frammenti di colore. Infine la vista degli accadimenti con le foto aeree ci porta in alto, lontano dalle cose. Sono definiti in rosso i campi, le camere a gas ed i forni crematori, tutti nascosti e circondati da una campagna scolorita ad indicare l'indifferenza delle popolazioni che abitavano in prossimità dei campi. Si arriva al bianco indifferente dell'ultimo trittico, dove nulla è più distinguibile. Ancora oggi parlando di quanto successo ci sono silenzio ed oblio, il tentativo di riscrivere i fatti, di coprire i terribili accadimenti di quegli anni con un manto bianco che dissolva il ricordo su tutto".

Nel corso della serata, in una sala dell'agorà multimediale, sarà presentato il risultato del progetto "Buona Fortuna fratello mio" con il quale la classe II C dell'Istituto comprensivo di Ghilarza, guidata dal professor Antonio Pinna e dalla professoressa Maria Cristina Porcu, ha partecipato al concorso indetto dal Senato della Repubblica "Testimoni dei diritti". Verrà quindi proiettato il video conclusivo del lavoro dei ragazzi. Attraverso delle interviste hanno raccontato le storie dei giovani immigrati, le loro condizioni di vita nel proprio paese, la fuga, il viaggio e la speranza in un avvenire migliore. Oltre al video verranno esposti dei pannelli fotografici che illustrano l'esperienza che hanno vissuto con i migranti ospiti di strutture di accoglienza della zona. Sarà inoltre possibile , visionare l'opuscolo delle buone prassi per una cultura dell'accoglienza.

La mostra, ad ingresso libero, rimarrà aperta fino al 10 marzo, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30.

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3 commenti

  • user213094 24/02/2018 11:31:16

    Tutto ciò è intollerabile, per una serie di motivi: in particolare, 1) A distanza di più di trequarti di secolo, si continua ad insistere - con un'originalità veramente tenace - su argomenti che tendono a distogliere l'attenzione dai problemi reali della Sardegna, che vanno dalla rivendicazione della propria specificità etnica e geografica a quella della sovranità politica, giuridica e decisionale in campo economico. 2) Viene accomunata l'emigrazione sarda all'invasione africana in atto.
  • dadaolta 23/02/2018 18:23:24

    2)"What began in 1941 was a process of destruction not planned in advance, not organized centrally by any agency. There was no blueprint and there was no budget for destructive measures. They were taken step by step, one step at a time. Thus came about not so much a plan being carried out, but an incredible meeting of minds, a consensus - mind reading by a far-flung bureaucracy." R.Hilberg ,"Holocaust Survivors Foundation", Lincoln Center. (Newsday N.Y. ,22 Febbraio 1983)
  • dadaolta 23/02/2018 18:14:25

    1)Pianificazione?Davvero?Peccato che secondo R.Hilberg,massimo storico dell'olocausto,"Quello che iniziò nel 1941 fu un processo di distruzione non pianificato in anticipo, non organizzato centralmente da alcuna agenzia.Non esisteva un programma e non esisteva un budget per le misure distruttive,che furono prese passo dopo passo, un passo alla volta.Nacque così non tanto un piano,ma un incredibile incontro di menti,una consensuale trasmissione di pensiero all'interno di una vasta burocrazia."