Cultura » Cagliari

Da Cagliari ai Paesi Bassi per amore della conoscenza. L'esperienza di Marica Schirru

Giovedì 09 Novembre alle 12:48


Marica Schirru

Hengelo è una cittadina dei Paesi Bassi di 80.000 abitanti dove la temperatura media annuale non supera i 10° e dove, anche nel mese più secco, è difficile avere un giorno senza pioggia. Clima decisamente diverso da quello di Cagliari da cui Marica Schirru, giovane studentessa, è partita circa 12 mesi fa per trascorrere il quarto anno delle superiori in un liceo proprio al confine con la Germania.

La ragazza fa parte dei 1090 vincitori del bando Itaca dell'INPS assegnate a figli di dipendenti e pensionati pubblici che vogliono frequentare un periodo scolastico all'estero. La giovane, il cui papà lavora alla polizia municipale di Cagliari, ha saputo dell'opportunità navigando sul sito del WEP, organizzazione internazionale che promuove esperienze di studio e lavoro all'estero per ragazzi. Da lì la decisione di inoltrare la domanda e, dopo poco tempo, la partenza.

Con alcuni compagni del programma di scambio internazionale
Con alcuni compagni del programma di scambio internazionale

La scelta del nord Europa è stata dettata da una passione che la giovane ha da sempre per questi Paesi, "così all'avanguardia sotto tanti punti di vista da spingermi ad andare a constatarlo con i miei occhi. Penso che una delle risorse maggiori del continente europeo sia proprio di poter trovare culture immensamente diverse in un perimetro relativamente piccolo".

Marica studia il violoncello, e a Hengelo ho trovato una scuola di musica dover poter suonare: "Dopo alcuni mesi ho fatto un'audizione per entrare nell'orchestra giovanile regionale, e quando mi hanno detto che ero entrata non ci potevo credere … sapevo che era in programma un tour a Praga con l'orchestra proprio poco prima del mio rientro in Italia. Era un sogno pensare di esibirmi in una capitale europea neanche diplomata".

Marica con l'orchestra nederlandese
Marica con l'orchestra nederlandese

L'esperienza nederlandese ha insegnato a Marica molto anche sulle abitudini dei suoi coetanei nordeuropei: "Là quasi tutti i ragazzi a 16 anni lavorano già. Orari ferrei e diligenza sono stati il mio primo shock culturale in un certo senso. Per quanto riguarda le attività da fare nel tempo libero – come sport, corsi di musica o laboratori di vario tipo – la differenza è che non vengono svolti a scuola ma nei diversi club della città".

E alla domanda su cosa abbia da dire ai suoi coetanei sardi dopo questa esprienza risponde con la freschezza dei suoi anni: "Se dovessi descrivere questa esperienza in una frase sarebbe: 'Hai voluto la bicicletta? Adesso pedala!'. A dirmelo è stata mia madre quando, con la bici rotta in mezzo al nulla, ho chiamato casa in cerca di supporto tecnico. Questo è stato uno dei tanto meravigliosi difficili momenti, quelli che ritengo più preziosi. Ai miei coetanei consiglio di avere il coraggio di partire e mettersi in gioco, godendosi ogni momento e anche ogni difficoltà. La realtà può essere diversa dalle aspettative ma è proprio questo che rende tutto più divertente".

(Redazione Online/v.l.)

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8 commenti

  • user224103 10/11/2017 15:39:47

    Diversi commenti, ognuno con un pò di verità. Io penso che sia ragionevole saper restare nella propria terra, se le condizioni lo consigliano, ma anche spiccare il volo senza rimpianti. Se non c'è cambiamento non c'è miglioramento. Restare nella propria "zona di comfort" alla lunga può essere controproducente. Qualcuno ha detto "Se sei come ieri sei peggio di ieri". Saluti.
  • Stemicc 09/11/2017 18:47:22

    Sin quando si è giovani e si gioca va tutto bene, poi crescendo le cose cambiano radicalmente. Conosco e ho conosciuto moltissime persone che hanno voltato le spalle alla propria terra ma che IMMANCABILMENTE poi sono tornate a casa con la coda fra le gambe pretendendo anche di essere riaccolti dal proprio paese a braccia aperte ! Strano comportamento, tipico di chi non mette radici da nessuna parte.
  • user214759 09/11/2017 18:30:10

    Peccato che dopo pochi mesi o molti anni tornino tutti a casetta loro con il classico pugno di mosche in mano, si, peccato davvero !!!!
  • Torre2 09/11/2017 17:15:07

    e ai figli dei dipendenti privati "PICCHE"?
  • br 09/11/2017 15:51:04

    Sopratutto affrontando le difficoltà in prima persona si passa dallo stato di bamboccioni a quello di adulti. Brava, spero che la tua esperienza possa essere utile ai tuoi coetanei, e che anche i loro genitori, negli eventuali momenti di difficoltà dei propri figli, si comportino come si sono comportati i tuoi genitori.
  • Redelosballo 09/11/2017 14:05:45

    Una sola parola (da uno che in Olanda ci ha vissuto 15 lunghi anni).....BRAVA!
  • sardinia 09/11/2017 13:54:34

    Marica, posso darti un consiglio? Approfitta fino all'ultimo secondo dell'esperienza che stai attraversando. Oltre a questo, fai conto che non esista né cellulare né comunicazione con casa. La principale caratteristica di andare giovani all'estero consiste nell'arte dell'arrangiarsi da soli. Quando decenni fa partivo da solo in Scandinavia, perdevo ogni contatto con l'Italia. Sprona i tuoi coetanei sardi a fare altrettanto. Saluti dalla Finlandia e auguri. Mario Sconamila.
  • Ribelle64 09/11/2017 13:53:58

    Finalmente una bella storia personale: di una ragazza che sa ed accetta di vivere la vita..sernza lasciarsi prendere dal senso dell'arrendevolezza, dell'ignavia,della lamentosità, che contraddistinguono troppi suoi conterranei,anche a prescindere dall'età..aiutata certamente in questo dalla famiglia che l'ha fatta crescere senza inutile spirito assistenzialista e "mammone"..