Cultura » Siniscola

Poesia improvvisata in scena a Siniscola, alla riscoperta delle tradizioni

Venerdì 06 Ottobre alle 15:52 - ultimo aggiornamento alle 16:42


Un momento della lezione

Un patrimonio da non disperdere, ma da trasmettere soprattutto alle nuove generazioni.

La poesia improvvisata è un mondo ricco di fascino da scoprire. Doveroso, dunque, iniziare dalle scuole portando agli studenti il racconto di un universo fatto di versi che raccontano la storia e la realtà secondo i canoni di un'espressione unica che la Sardegna può davvero vantare di possedere.

Questa mattina a Siniscola Giuseppe Porcu e Dionigi Bitti, il primo di Irgoli e il secondo di Oliena, due giovani "vate" che seguono con entusiasmo il percorso dei grandi padri della poesia improvvisata, hanno visitato due istituti scolastici del centro della Baronia.

Un'incursione per spiegare agli studenti "sa gara", ovvero la competizione in rima che per fortuna resiste in molti centri dell'Isola. E con la competizione in ottava sui temi più disparati resiste anche la lingua, l'idioma principe delle contese: il sardo logudorese.

L'iniziativa, accolta con favore dai vate non nuovi a questo tipo di appuntamenti, è stata della Leva del 1971 che in questi giorni a Siniscola si sta occupando dei festeggiamenti de "Le Grazie", uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità.

E stasera a chiudere degnamente il cerchio saranno proprio i poeti con una esibizione in piazza nella classica gara. Sul palco, oltre Porcu e Bitti, in mattinata docenti nelle scuole, e anche Bruno Agus di Gairo, poeta ormai esperto e dal grande lirismo.

"Per noi è sempre un'occasione da non perdere raccontare agli studenti il mondo poetico con la speranza che i giovani continuino ad appassionarsi e a seguirci", hanno commentato Porcu e Bitti. Altrettanto soddisfatti gli organizzatori e i docenti. "Le tradizioni sono la nostra forza", ha detto Giovanni Conteddu del comitato Le Grazie, "siamo felici di aver fatto questa scelta nel nome del paese e delle nuove leve".

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