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La Sardegna raccontata dai grandi fotografi: "La scoperta della sardità"

Giovedì 05 Ottobre alle 14:06 - ultimo aggiornamento Lunedì 09 Ottobre alle 14:44


IL FILOLOGO CHE RISCOPRI’ LA LINGUA SARDA – Tre anni di studio, sette viaggi sull’Isola e il grandioso progetto di catalogare le lingue regionali per creare un “Atlante linguistico italiano”. È nato così l’interesse per la Sardegna del filologo e fotografo friulano Ugo Pellis, l’autore degli scatti del 15° volume di Album Sardo, realizzati tra il 1932 e il 1935 vagando su e giù per l’Isola a bordo di una Balilla donata personalmente da Benito Mussolini.

Accompagnato dalla moglie Nelda, l’accademico friulano si appassionerà alla lingua sarda, mappandola e catalogandola in tutta la sua varietà attraverso interviste e questionari speciali, sempre accompagnati dalla documentazione fotografica.

Un'immagine di Ugo Pellis dal 15° volume di Album Sardo
Un'immagine di Ugo Pellis dal 15° volume di Album Sardo

SA LIMBA – Pellis è convinto che proprio nelle lingue locali ci siano le vere radici di un popolo, e la Sardegna si presenta da questo punto di vista come un terreno d’indagine davvero unico. Così, chilometro dopo chilometro, toccando 124 località a bordo della sua vettura, sui muli o a piedi, Pellis realizza uno spaccato a 360° dell’Isola e una delle più approfondite indagini scientifiche sulla lingua locale. Un’opera incessante di raccolta di dati e testimonianze a cui si aggiungono immagini semplice e autentiche, segno della fiducia instaurata con i soggetti fotografati e di un modo di porsi umile e rispettoso. Del resto, perché le immagini supportino lo studio scientifico linguistico, devono essere il più possibile aderenti alla realtà ed essenziali, in linea con una funzione documentale più che artistica.

LA BATTAGLIA AI DIALETTI E LA TUTELA DEL SARDO - «E’ necessario scemare l’uso del dialetto sardo e introdurre quello della lingua italiana anche per altri non men forti motivi; ossia per incivilire alquanto quella nazione». A dirlo nel 1848 Carlo Baudi di Vesme, giustificando l’operazione di conversione forzata all’italiano voluta dal governo sabaudo e poi portata agli eccessi durante il ventennio fascista.

Una forma di vero e proprio proibizionismo attuato nel mondo scolastico, letterario, amministrativo e persino nella liturgia religiosa che non cancellerà mai del tutto l’attaccamento dei sardi alla propria lingua, anche se per la sua riscoperta “ufficiale” si dovrà attendere il riconoscimento della Carta Europea per gli idiomi regionali degli anni ’90 e poi la legge nazionale sulle minoranze linguistiche.

Barbara Miccolupi

(Il quindicesimo volume di Album Sardo è in edicola da sabato 7 ottobre in abbinamento facoltativo a L'Unione Sarda - 2,80 Euro oltre al prezzo del quotidiano).

Uno scorcio di Nuoro a metà anni '30
Uno scorcio di Nuoro a metà anni '30

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