Cultura

Rina De Liguoro, la diva del cinema muto

Mercoledì 23 Agosto alle 17:37


Rina De Liguoro

La chiamavano diva, e lo era davvero. Nata a Firenze nel 1892, Elena Caterina Catardi in arte Rina De Liguoro è stata non solo una grande musicista, ma anche una delle più grandi attrici che il cinema sardo ricordi. Visceralmente sarda, nel cuore e nel sangue, cresce in una famiglia medio borghese: il padre è Pasquale Catardi, un ufficiale algherese dei bersaglieri trasferito a Firenze, la mamma Lina Bugnone, catalana di origine savoiarde.

Ancora in fasce viene portata in Sardegna, ad Alghero, per il battesimo. Nel corso della sua esistenza, spesso Rina sentirà il richiamo dell’Isola, dove rigenerarsi e riprendere contatto con se stessa.

Il trasferimento del padre a Napoli le consente di studiare nel prestigioso conservatorio partenopeo San Pietro a Majella, dove dà sfogo alla poderosa vocazione pianistica. La sua avvenenza e le doti acquisite con indefesso studio le danno in breve tempo una fama che valica i confini nazionali, con importanti e frequenti tournée.

IL DEBUTTO - A 25 anni debutta al Teatro Sannazaro di Napoli. Dopo l'esibizione arriva in camerino un cesto di rose e un biglietto con impressa una corona nobiliare. Il conte Wladimiro De Liguoro si è innamorato a prima vista di lei e l'aspetta sulla soglia del teatro. I due si sposano nel 1918 e hanno subito una bambina che chiamano Regana, come una delle figlie del Re Lear di Shakespeare.

Il cinema italiano è nell'età dell'oro. Nascono le dive, idealizzate come dee irraggiungibili. In scena sono spesso femme fatale o vamp che pagano con la morte le loro trasgressioni. Rina ne è affascinata.

Una sera, dopo l'ennesimo concerto, il produttore Lucio D'Ambra la invita ad assistere al ciak di una scena del film "La principessa Bebè". La bella pianista calca così, per la prima volta, la scena cinematografica impersonando una delle dame del regno immaginario di Curlandia, tema fantasioso del film.

Rina si immedesima nel personaggio, vive l'interpretazione facendosi travolgere ed è, per lei, una splendente ascesa. Ha un talento innato, una forza espressiva e una mimica facciale straordinaria.

IL SUCCESSO - La grande occasione arriva nel 1923, a 29 anni, quando viene scelta dal regista Enrico Guazzoni per il ruolo di Messalina, la grande seduttrice nonché dissoluta moglie dell'imperatore Claudio. Il film è un successo internazionale e Rina diventa l'universale "Queen Beauty" acclamata oltreoceano e pronta a conquistare Hollywood. Partecipa anche al film "Quo Vadis", un kolossal, flop in Italia, ma che il New York Times definisce: "l'opera drammatica più ambiziosa che si sia mai vista nel cinema".

Diventa, insieme alla collega Francesca Bertini, l'attrice più pagata al mondo: mezzo milione dell'epoca a film.

HOLLYWOOD - Nel 1929 la Metro Goldwin Mayer le offre un contratto di 5 anni e Rina, spinta dal marito, accetta. Compra una faraonica villa a Beverly Hills e soggiorna in America per 9 anni, facendo ritorno in Italia nel 1939.

Non riesce più a partire a causa della guerra, e il destino comincia a rivoltarsi contro di lei: nel 1947 muore a soli 28 anni, stroncata da un malore improvviso, l'adorata figlia regana.

GLI ANNI BUI - Per Rina, prostrata dallo sconforto, iniziano gli anni bui, che la vedranno sul set solo nel 1963 con un cameo nel Gattopardo di Luchino Visconti.

Qualche anno più tardi, in miseria, senza casa e soffocata dai debiti trova rifugio all'ospizio dei poveri, dove consumata dall’arteriosclerosi e assistita sino all’ultimo dall’amore di Wladimiro muore il 7 aprile 1966, a 74 anni.

La storia completa nel volume "Sardegna al femminile" disponibile nello store online a questo link

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