Cultura » Macomer

Nereide Rudas, la Signora della Psichiatria

Venerdì 26 Maggio alle 15:02 - ultimo aggiornamento Giovedì 01 Giugno alle 18:29


Nereide Rudas

Nereide Rudas è stata la prima donna, in Italia, a fondare e dirigere, nel 1978, una clinica psichiatrica. Dopo di lei, bisognerà aspettare oltre vent'anni perché una donna sia di nuovo chiamata a ricoprire questo incarico.

*********************

Nata a Macomer nel 1925, Nereide Rudas è stata una profonda conoscitrice dell’animo umano e della propria terra, un autentico perno della cultura isolana. Portava il nome della nonna materna, Nereide Tibi, giovane macomerese che, intorno al 1895, fece innamorare l’imprenditore di origini ebree Gustavo Salmon.

La Rudas, orfana di padre a soli quattro anni, viene cresciuta dai nonni materni in un ambiente moderno e stimolante: il nonno è una grande amane dell’arte e mecenate.

GLI STUDI - Nel 1942 conclude gli studi classici e si iscrive alla Facoltà di Medicina. Sarà la prima occasione in cui si trova a fare i conti con l’assoluto predominio maschile nel campo sanitario, ma questa diversità non la ferma, così come le avversità della vita: sposa a soli 19 anni, rimane presto vedova con un figlio da crescere. Si laurea e poi si specializza in Neurologia e Psichiatria all’Università di Bologna, ottenendo poi le libere docenze in Psichiatria generale e Psichiatria forense.

La psichiatra in un celebre ritratto fotografico
La psichiatra in un celebre ritratto fotografico

LE NOMINE - È del 1970 la nomina presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della criminalità in Sardegna. Tre anni dopo, nel 1975, entra a far parte di un gruppo di ricerca internazionale che coinvolge anche la California e il Giappone.

Dopo le esperienze fuori dall’Isola torna a Cagliari, dove è dapprima titolare dell’insegnamento di Psicologia e poi di Antropologia criminale all’Università. Nel 1978 ottiene la cattedra di Psichiatria, prima donna in Italia a ricoprire questo incarico e con un successo talmente grande da costringere l’ateneo cagliaritano a organizzare dei turni per permettere a tutti gli interessati di seguire le sue lezioni.

La Rudas come psichiatra è convinta che ciascun malato sia un universo a sé, di cui occorre dapprima comprendere la storia. Si batterà fermamente perché l’assistenza psichiatrica e la tutela della salute mentale diventino priorità nell’Agenda della politica sanitaria regionale e nazionale. In questo senso, proprio ne 1978 riesce ad ottenere la costituzione a Cagliari di una Clinica psichiatrica. Sarà lei stessa a fondarla e poi dirigerla, insieme alla Scuola di Specializzazione in Psichiatria.

È grazie al suo operato che nel 1982 Cagliari diviene sede del XXXV Congresso nazionale di Psichiatria, di cui lei stessa è promotrice, organizzatrice e presidente. Nel 1987 fonda a Milano la Società italiana di Psichiatria forense. Diviene quindi parte, unica donna, del direttivo della Società italiana di Psichiatria, ricoprendone poi anche l’incarico di vice presidente.

I RICONOSCIMENTI - Nel 1993 rappresenta l’intera psichiatria europea al Congresso mondiale di Rio de Janeiro ed è premiata con l’alta onorificenza dell’American Academy of Psychiatry and the Law, l’accademia forense americana. Le sue ricerche rivolte ad una valorizzazione del patrimonio sardo le varranno invece, nel 1997, la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica con la pubblicazione "L’isola dei coralli", saggio che affronta i grandi della letteratura dell’Isola.

LA SCOMPARSA - La scomparsa è del 19 maggio 2017, e con lei se ne va una donna che con tenacia e determinazione ha dedicato un’intera vita alla medicina e alla ricerca. E non solo: una donna che, nei limiti del suo tempo, ha provato a studiare e comprendere le straordinarie donne dell’Isola, anche in qualità di presidente dell’Unione Donne sarde.

Qui la lunga intervista che Nereide Rudas rilasciò a L’Unione Sarda nel febbraio 2016.

La storia completa nel volume "Sardegna al femminile" disponibile nello store online a questo link

Loading...
Caricamento in corso...

Scrivi un commento

Per inserire questo commento devi essere registrato a L'Unione Sarda.
Se sei già registrato, effettua l'accesso:

Non sei ancora registrato? Registrati ora!

Hai un account su Facebook? Puoi utilizzarlo per loggarti ai nostri servizi
Login con Facebook

3 commenti

  • rosalux 04/06/2017 15:58:09

    2. è ben consapevole di ciò che fa e spesso progetta con cura il reato e si preoccupa di cancellarne le tracce." Credo che abbia ragione e che sia necessario ascoltare il parere di una grande esperta come Lei. Dopo una tale opinione, penso che il "raptus" sia un'invenzione creata per giustificare chi commette omicidi così orrendi.
  • rosalux 04/06/2017 15:49:20

    1. Vorrei aggiungere un commento su questa Donna eccellente. La Studiosa, sempre nell’intervista citata, riguardo agli efferati episodi di femminicidio (da lei definito “muliericidio”), episodi che le hanno suscitato “indignazione e ripulsa”, ha espresso il seguente autorevole parere“ L’omicida è, nella massima parte dei casi, esente da patologie mentali, né è tantomeno affetto da condizioni psichiche che annullano o scemano la sua capacità di intendere e di volere...Chi uccide
  • rosalux 01/06/2017 19:56:40

    Una Donna e una Studiosa Sarda straordinaria, ma anche umile. Su di lei ci sarebbe tanto da dire, ma credo bastino le bellissime parole, rilasciate in un’intervista, per capire la sua grandezza. Nell'intervista ha dichiarato“Non credo di essere una grande donna sarda..ma più semplicemente una donna che ha tentato nei limiti del suo tempo di studiare, comprendere la propria terra e le sue straordinarie donne. Comprendere non solo con la testa, ma com-prenderle, prenderle con sé e amarle.".