Cultura
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Nel mondo di Meacci, dove il cinghiale capisce l'uomo: lo scrittore oggi a Sassari

Giovedì 28 Luglio 2016 alle 11:04


Corsignano non esiste sulle carte reali.

Giordano Meacci, quarto al premio Strega col romanzo "Il cinghiale che uccise Liberty Valance" (Minimum fax), ha impiegato 15 anni per disegnarne le coordinate e posizionare, al confine tra Toscana e Umbria, il luogo immaginario in cui ambientare la sua storia.

Un po' Macondo e un po' Spoon River, posa il cuore di roccia su una terra di passaggio. Qui, in un tempo compreso tra il 1999 e il 2000, i confini che dividono il mondo degli uomini da quello degli animali si assottigliano e si confondono.

Mentre nel paese c'è chi nasce e chi muore, chi diventa adulto e chi invecchia, chi dà scandalo e chi si adegua alle convenzioni, capita che un cinghiale, tra i tanti che popolano i boschi e devastano i campi quasi per perpetrare antiche vendette, inizi a capire la lingua degli uomini.

Per effetto di un fenomeno difficile da significare con le parole (anche Dante si arrese di fronte alla possibilità di spiegare l'esperienza della transumanazione), l'animale si misura coi misteri che interrogano le creature dotate d'intelletto: l'amore e la morte. Filosofo e profeta preterintenzionale, nell'idioma cinghialese (il glossario è in appendice al volume) si chiama Apperbhor. Per gli uomini, gli «Alti sulle zampe» della parlata ferina, è invece Cinghiarossa.

Meacci, artefice di quel mondo magico, sedotto tanto dalla forza della narrazione orale quanto da Pasolini e Wallace, Gadda e Monti, Stern ed Hemingway e dai maestri del cinema, è stato ospite del Festival "Sulla terra leggeri".

L'ambiente della provincia senese su cui è costruita la finzione, è apparso familiare al pubblico della Sardegna, terra di epiche cacce al cinghiale e riti di iniziazione che si celebrano nella sfida primitiva tra preda e predatore.

Né ha sorpreso la capacità di elaborare un linguaggio fantastico che avvicina Meacci a Sergio Atzeni, sempre evocato da titolo e temi della rassegna.

L'intervista integrale su L'Unione Sarda di oggi

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