Cronache dalla Sardegna

Serramanna, la marescialla coraggio:
"Così ho catturato il bandito in fuga"

Lunedì 07 Gennaio 2013 alle 09:18


il maresciallo gloria mercurio foto nonnis

Il maresciallo Gloria Mercurio - foto Nonnis

Il balente beffato da una donna con la divisa. E' forse anche questa la notizia dell'ordinaria cronaca di una rapina. Di un assalto a una banca che questa volta è fallito. Non per puro effetto del caso ma per la prontezza con cui la marescialla Gloria Mercurio, 26 anni, atletica e appassionata di boxe, ha prima sparato in aria e poi inseguito, placcato e arrestato il bandito. Sull'Unione Sarda in edicola - in un'intervista resa a Paolo Carta - la donna militare racconta l'impresa e non nasconde di aver avuto paura. "Non per me - precisa - ma per i miei uomini e la gente del paese".

Ieri la marescialla è stata celebrata dagli elogi del comandante dei carabinieri generale Luigi Robusto che ha anche illustrato i dettagli della tentata rapina a Serramanna, compiuta giovedì.

IL COLPO FALLITO - Quattro i colpi esplosi in aria dai militari durante l'irruzione in banca e l'inseguimento. Ma tutti a distanza di sicurezza dagli ostaggi e dagli stessi rapinatori, hanno spiegato i militari, e solo a scopo intimidatorio. L'allarme per la rapina al Banco di Sardegna lo ha lanciato la sede centrale di Sassari che dai monitor ha capito che in quella filiale del Medio Campidano c'era qualcosa che non quadrava. Il colpo era scattato alle 16, orario "sensibile" soprattutto per gli incassi. All'interno dell'istituto di credito sono entrati in tre, con guanti, sciarpe, cappellino, occhiali da sole. A quel l'ora erano presenti dieci persone fra clienti e dipendenti. Tutti immobilizzati dai rapinatori: alcuni chiusi in bagno, altri fatti sdraiare dopo essere stati legati con fascette di plastica. I malviventi avevano già intimato ad uno dei bancari di far scattare il timer della cassaforte a tempo e si sono fatti consegnare i soldi, 56 mila euro. Sembrava fatta ma a rovinare il colpo sono stati i due carabinieri di Serramanna. All'inizio non vedono nessuno poi, da dietro un bancone compare Pira e alla fine sbucano i complici. La banda si divide. Pira scappa, inseguito dalla Marescialla, dalla porta principale, gli altri dall'uscita di sicurezza. Il primo inseguimento avviene in via Parrocchia con Pira che, arma giocattolo in mano, a un certo punto si gira e abbandona la pistola continuando a correre: fuga inutile perché la Marescialla-atleta è più veloce e forte di lui. Riescono a far perdere le tracce, invece, i due complici che però, nella fuga, mollano il sacchetto con il bottino. Le indagini proseguono: i carabinieri ormai sono sulle loro tracce.

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