Cronaca

"Una potente droga chiamata internet", l'intervento del neuroscienziato Gessa

Venerdì 14 Settembre alle 13:05 - ultimo aggiornamento Domenica 16 Settembre alle 18:31


Gianluigi Gessa (archivio L'Unione Sarda)

L'intervento di Gian Luigi Gessa, neuropsichiatra e farmacologo cagliaritano, che su L'Unione Sarda parla dei pericoli di internet e di come alcuni contenuti della rete possano creare dipendenza.

***

Tutte le specie animali per perpetuarsi devono nutrirsi, figliare e distruggere i propri nemici. Non farebbero questo se non provassero un irresistibile piacere nel farlo. Devono anche ricordare come ripetere queste esperienze gratificanti. Il piacere e il desiderio suscitati da sesso, cibo, vittoria su un pericoloso predatore sono sostenuti da sostanze chimiche, i neurotrasmettitori, prodotte e rilasciate dalle cellule nervose, i neuroni, nelle aree del cervello definite le aree del reward (piacere).

Nella sua storia millenaria l'uomo ha scoperto che alcune droghe (alcol, cocaina, morfina) riproducono in modo esagerato il piacere e il desiderio normalmente suscitati dagli stimoli naturali.

Nel tempo, l'uomo ha inventato la distillazione dell'alcol, la pipa, la sigaretta, l'ago e la siringa, al fine di fare arrivare la droga nel cervello velocemente e in alta concentrazione, aumentandone gli effetti prodotti. La capacità delle droghe di riprodurre in modo intenso e duraturo le stesse emozioni suscitate dallo stimolo naturale è alla base della loro capacità di produrre dipendenza. Questa è la risposta compensatoria da parte del cervello alla stimolazione intensa, ripetuta ed eccessiva da parte delle droghe: il centro del piacere diventa meno sensibile non solo all'effetto delle droghe, ma anche a quello dei neurotrasmettitori che ne veicolano l'azione.

Pertanto, diminuisce il piacere prodotto dagli stimoli naturali e quello evocato dalle droghe stesse. Rimane il desiderio del piacere iniziale e per ottenerlo è necessario aumentare l'assunzione della droga. Recentemente si è scoperto che stimoli naturali come l'assunzione di cibo (grassi e zuccheri), il gioco d'azzardo e certe attività sportive possono produrre, se praticate in modo eccessivo, una dipendenza definita di tipo comportamentale o non-drug .

Questa dipendenza è mediata dalla stimolazione eccessiva dei centri del piacere da parte delle droghe endogene, quegli stessi neurotrasmettitori con cui le droghe esogene competono nella loro azione.

Negli ultimi decenni, l'uomo ha scoperto che la rete può diventare un mezzo insuperabile per attivare il centro del piacere. In realtà non è la rete che produce dipendenza ma alcuni dei suoi contenuti. Quelli più efficaci nel dare dipendenza sono gaming, gambling, social e porno/cybersex. La loro capacità di seduzione nasce dal fatto che la stimolazione virtuale riproduce in modo "sopranormale" quei comportamenti istintivi legati alla sopravvivenza della specie, sesso, vittoria su un nemico, vincita di denaro, prestigio. Virtuali.

Come nella dipendenza dalle droghe, anche quella da Internet è caratterizzata da malessere psicofisico e produce nella vittima le stesse nefaste conseguenze nei rapporti interpersonali, nel lavoro, nel rendimento scolastico. Inoltre, attraverso i moderni metodi di brain imaging è stato dimostrato che nella corteccia prefrontale dei dipendenti dalla rete sono rilevabili gli stessi deficit funzionali presenti nei soggetti dipendenti da cocaina, eroina, alcol, gioco d'azzardo e cibo.

Questi deficit sono ritenuti responsabili della impulsività, compulsività e labilità emozionale di questi soggetti. Un'importante differenza che rende Internet più insidioso delle droghe nel produrre dipendenza è che queste possono essere controllate dalla legge o dal costume: consumare alcol al lavoro è disdicevole o ti può mettere nei guai, mentre non esistono "astemi" nei confronti della rete e l'atteggiamento verso i soggetti dipendenti è di compiacenza, scetticismo o ignoranza sulla sua pericolosità sociale.

Una popolazione di utilizzatori della rete dovrebbe essere protetta: i bambini in genere, i bambini con problemi psicosociali e i soggetti vulnerabili per psicopatologie quali depressione, ansia e isolamento. I diabolici produttori di virtual reality games hanno reso questi contenuti particolarmente efficaci nel produrre dipendenza nei bambini e adolescenti: la partecipazione a questi giochi implica una continua presenza in rete.

Lasciare anche per bisogni fisiologici porta penalità e perdita di punteggio. I produttori di questi programmi hanno interesse a negare i pericoli della rete come nel passato l'industria del tabacco contestava la pericolosità del fumo e le ricerche del suo legame con il cancro.

Gian Luigi Gessa

(Neuropsichiatra, farmacologo e docente di Neuropsicofarmacologia all'Università di Cagliari)

Loading...
Caricamento in corso...

Scrivi un commento

Per inserire questo commento devi essere registrato a L'Unione Sarda.
Se sei già registrato, effettua l'accesso:

Non sei ancora registrato? Registrati ora!

Hai un account su Facebook? Puoi utilizzarlo per loggarti ai nostri servizi
Login con Facebook

L’Unione Sarda ha scelto di aprire i propri articoli ai commenti dei lettori con l’obiettivo di far crescere insieme questa community nel rispetto reciproco. La redazione si riserva pertanto il diritto di rimuovere i commenti che non rispettano le regole di un confronto libero e civile. L’Unione Sarda si riserva inoltre il diritto di segnalare alle autorità competenti eventuali abusi o violazioni.

8 commenti

  • PIRVI 15/09/2018 14:43:30

    Ha perfettamente ragione . A mio parere andrebbero vietati gli smartphone a tutti i minori di 18 anni : non sono maturi e le cronache giornaliere sono piene di notizie di ragazzini che si rovinano o addirittura crepano per colpa di smartphone e dei social. Purtroppo i genitori non son più capaci ad educare i figli e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti !
  • Prometeo59 15/09/2018 09:54:31

    IO mai sui social!
  • Giano 15/09/2018 00:07:37

    Il prof. Gessa ha perfettamente ragione. Ma resterà inascoltato. E non vale solo per internet; vale per tutti i media, televisione in testa. Credete che seguire per anni le fiction, telenovelas, serie televisive, programmi di intrattenimento o talk show a base di cronaca nera, o leggere regolarmente riviste di gossip e pettegolezzi da lavandaie, non comporti gli stessi pericoli? Forse non ce ne rendiamo conto perché ormai siamo completamente assuefatti e dipendenti; drogati.
  • Brent 14/09/2018 20:25:47

    Come diceva mio nonno: "Bacco tabacco e venere riducono l'uomo in cenere" , le cose che danno piacere danno dipendenza, e se si esagera la sensazione di piacere diminuisce mentre aumentano gli effetti collaterali, il geniale dottor Gessa ha scoperto l'acqua calda
  • user222986 14/09/2018 19:03:04

    Non posso che essere d'accordo con il professor Gessa , purtroppo anche la tecnologia e lo sviluppo della scienza ha portato nella società benefici ma anche complicanze ,internet non a caso è considerato da molti ricercatori il "Grande Satana" e l'uso sconsiderato ha prodotto questa potente droga, siamo appena all'inizio e il peggio deve ancora arrivare anzi...è già arrivato ma pochi se ne sono accorti , ahimè!!!
  • Esorcista 14/09/2018 19:01:04

    Caro Professor Gessa, ascoltarti o leggerti è sempre un piacere grandissimo. Conserverò questa magistrale lezione per rileggerla più volte e riflettere.
  • primoeffe 14/09/2018 15:56:06

    Stamattina tre ragazze che accompagnavano un'anziana signora erano sedute nella sala d'aspetto di un ospedale cagliaritano: tutte rigorosamente col cellulare acceso a digitare sui social. Ogni tentativo dell'anziana di aprir bocca veniva immediatamente interrotto da monosillabi distratti e seccati. Tre accompagnatrici ma la signora era desolatamente sola...Così come gli anziani con badante al telefono che si vedono nei parchi. Una dipendenza che finirà per costare quanto gioco, fumo e alcolismo
  • mortimermous 14/09/2018 14:25:57

    Il Prof Gessa dice assolutamente verità, sempre più persone sono drogate da Fb, instagram e internet, il disfacimento dei legami sentimentali o familiari dipende anche da un uso alcolizzato di Internet. Quando si guarda 15 volte la.mattina il display non per lavoro ma per internet si è già presi