Cronaca

Il parlamento Ue approva la direttiva sul copyright: ora tocca a Consiglio e Commissione

Mercoledì 12 Settembre alle 11:51 - ultimo aggiornamento alle 22:58


Il Parlamento europeo. (Foto Ansa)

Luce verde dell'Europarlamento alla Direttiva sul copyright con con 438 sì, 226 no e 38 astenuti. Dalla discussione degli emendamenti presentati esce così una nuova versione del testo che conserva i due articoli 11 e 13 più controversi, ribadendo la necessità di una remunerazione equa per la pubblicazione sul web di contenuti autoriali e la necessità di accordi di licenza tra le piattaforme della Rete e gli autori dei contenuti che vengono diffusi. Ora la Direttiva passerà al vaglio del Consiglio e della Commissione europea.

Sui tavoli di Strasburgo si scontrano due visioni agli antipodi: quella di quanti vogliono una Rete completamente libera, accessibile a tutti senza alcuna limitazione e quella di chi chiede il riconoscimento della proprietà autoriale dei contenuti che vi circolano - che si tratti di testi, foto, brani musicali o video, anche quando siano caricati dagli stessi utenti, come nel caso di Youtube - con il relativo pagamento delle Royalties da parte dei giganti del web.

Da un lato, quindi, ci sono i colossi del digitale che accumulano ricavi dalla diffusione di contenuti creati da altri; dall'altro gli autori e gli editori che non si vedono riconosciuti i guadagni derivanti da opere di loro creazione e proprietà, e insieme gli enti che tutelano il diritto d'autore nei vari Paesi dell'Unione.

Una questione delicata, dunque, che vede in gioco due diritti ugualmente fondamentali come l'accesso all'informazione e alla conoscenza, e il riconoscimento della proprietà intellettuale. Ma non va dimenticato che il voto di oggi si porta dietro anche enormi interessi economici.

Gli schieramenti attuali all'interno del Parlamento europeo. (Infografica Ansa-Centimetri)
Gli schieramenti attuali all'interno del Parlamento europeo. (Infografica Ansa-Centimetri)

I PUNTI PIÙ CONTROVERSI - Lo scontro più duro riguarda i due articoli 11 e 13 della Direttiva sul copyright Ue, rispettivamente dedicati alla remunerazione proporzionata per l'utilizzo online dei contenuti e alla necessità di accordi di licenza tra piattaforme web e titolari dei diritti d'autore.

Dal punto di vista politico, accanto ai giganti della Rete, tra i contrari alla Direttiva si schierano rappresentanti dei partiti populisti (per l'Italia il Movimento 5 Stelle e la Lega), dei socialisti e alcuni del Partito popolare europeo, chiedendo persino la cancellazione dei due articoli accusati di censurare il web.

IL RISCHIO "CENSURA" - "Abbiamo presentato due emendamenti per cancellare gli articoli che prevedono la censura del web. Se il Parlamento europeo li approverà voteremo a favore della proposta di direttiva sul copyright e allo stesso tempo avremo salvato il web e la libertà dei cittadini - commenta l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Isabella Adinolfi - Gli articoli che contestiamo, in particolare, sono l'11, che prevede l'introduzione della cosiddetta 'linktax', e il 13, che mira a introdurre una responsabilità assoluta per le piattaforme, nonché un meccanismo di filtraggio dei contenuti caricati dagli utenti".

IL GIUSTO COMPENSO DEGLI AUTORI - Con un appello diretto agli europarlamentari italiani, pubblicato oggi sui quotidiani nazionali, la Fieg rinnova l'invito a votare in favore dell'articolo 11 per garantire un giusto compenso a giornalisti ed editori per la diffusione dei loro contenuti in Internet.

"Dati diffusi nei giorni scorsi - spiega il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti - confermano che l'89% degli italiani è favorevole all'implementazione di regole europee che riequilibrino le attuali differenze di valore tra chi distribuisce massivamente contenuti editoriali e chi quei contenuti li realizza, con il proprio apporto creativo e le proprie risorse. In più, le modifiche proposte al testo in votazione domani a Strasburgo hanno fugato ormai ogni dubbio residuo e ogni alibi sui paventati rischi di limitare l'accesso dei cittadini all'informazione".

Gli fa eco il neo presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE): "Domani a Strasburgo sarà la guerra tra i soldi e la cultura. Speriamo che vinca la cultura. La partita resta più che mai aperta. Lo status quo andrebbe a beneficio di una sola categoria: i giganti del web, che continuerebbero a lucrare su autori e creatori senza riconoscere loro il giusto compenso". E l'europarlamentare di origini sarde Stefano Maullu vede in questa consultazione una tappa cruciale per il futuro della Rete e insieme della creatività, soprattutto in Italia: "Dal voto sul Copyright, dipenderà il futuro di un vero e proprio esercito di creativi, di tutti quegli autori in cerca di un giusto compenso per il proprio lavoro. Il voto avrà pesanti ripercussioni anche in Italia, dove l'industria culturale e creativa è in grado di generare un giro d'affari di 92 miliardi di euro, dando lavoro a 1.5 milioni di persone".

(Unioneonline/b.m.)

 
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5 commenti

  • Giano 12/09/2018 19:21:51

    Questo inutile carrozzone che si occupa delle dimensioni delle vongole, delle misure dello sciacquone e della curvatura delle banane ci costa una cifra così enorme che è difficile da pensare, da scrivere, da leggere e da credere. Così incredibile che sembra una fake news.
  • Panis01 12/09/2018 15:41:25

    Il voto contro le politiche di Orban, su una questione così delicata, sanciscono un altro passo verso la fine dell'Unione Europea. La tempestività di certi provvedimenti sono la dimostrazione che la politica Europea è profondamente malata e inadeguata ai contingenti mal di pancia che stanno agitando il vecchio continente. Se non prevarrà il buon senso, presto ci troveremo di fronte a crisi diplomatiche che possono portare a chiuderci ai nazionalismi di altri tempi: CEE senza €uro.
  • Panis01 12/09/2018 15:39:12

    segue.... Siccome affidarsi ad un "contenitore" comporta degli oneri, i creativi in erba che, invece, vogliono sfruttare la rete per farsi un "Nome" possono comunque continuare a pubblicare gratuitamente le loro opere fino a quando lo ritengono utile e, magari, tentare la via della remunerazione in un secondo tempo. In generale ritengo sia legittimo pretendere un compenso per il proprio lavoro, quel che appare strano è come mai si stiano agitando così tanto solo ora dopo tanto tempo di free Web.
  • RMr 12/09/2018 14:52:51

    Un "contenitore" tipo SIAE? Ma anche no: ci vuole concorrenza pure in questo caso, quindi diversi "contenitori" in concorrenza (e non in cartello) fra loro che stabiliscano le loro offerte per i detentori e le tariffe per i richiedenti. Esenzioni totali per l'uso non commerciale dei panorami (e ci mancherebbe altro) e diverse eccezioni da prevedere, come Wikimedia Commons e progetti affini (Wikipedia compresa), oltre che possibilità di estendere le eccezioni a nuovi progetti futuri.
  • Panis01 12/09/2018 14:12:13

    Tutto questo perché la pubblicazione selvaggia sul web di opere o articoli con copyright ha generato un'inconsapevole utenza che ora non vuole rinunciare alla gratuità del presunto "diritto acquisito". Si potrebbe depositare l'opera "firmata" in un contenitore (tipo SIAE) dove potrebbero attingere, dietro pagamento, i cosiddetti giganti del Web ponendo, per esempio, due tipi di limiti: uno di tempo e l'altro di rendita, permettendo agli autori di ottenere un giusto riconoscimento. .....segue