Cronaca » Pirri

Pirri, avvelenati i sette cani di Silvia: sotto inchiesta una vicina

Venerdì 24 Agosto alle 10:51 - ultimo aggiornamento alle 19:48


Silvia Lecca

"Hanno ucciso i miei amati cani costringendomi a vendere la casa dove sono nata e andare via. La mia salute è precipitata, ho rischiato la depressione e ancora oggi fatico a riprendermi".

L'ALLEVATRICE - Silvia Lecca ha 41 anni, una passione sconfinata per i boxer e un problema che la costringe a continui ricoveri e interventi. Oggi vive in un appartamento in affitto a Genneruxi, lontano da quella casa a Pirri dove per due anni ha vissuto nell'angoscia. Per la strage dei suoi sette cani - è un allevatrice di boxer riconosciuta dall'Enci - c'è una sospettata: è la vicina di casa 31enne con cui i rapporti erano tesi da tempo in parte proprio a causa della presenza degli animali in un recinto ricavato nel cortile. "Sono morti per avvelenamento tra atroci sofferenze - racconta Silvia -, hanno usato un lumachicida che non lascia tracce evidenti. Per scoprire le cause del decesso ho dovuto portare i campioni istologici a Sassari".

LE DUE STRAGI - La strage è avvenuta in due tempi, all'inizio del 2016. Il primo avvelenamento risale al 19 febbraio, quando Silvia era ricoverata a Pisa. Morirono tre boxer adulti e un cucciolo. "In quel momento non avevo sospetti, stavo malissimo e non pensai di sottoporli all'autopsia". Il 2 aprile il secondo avvelenamento. "Sono tornata a casa verso mezzogiorno, ho chiamato i cani e non sono venuti. Mi si è gelato il sangue, ho capito subito che era successo di nuovo". I tre boxer superstiti del suo allevamento - tra cui Mambo, il suo prediletto, vincitore di numerosi premi internazionali e il cui valore di mercato superava i 20mila euro - giacevano vicino alla recinzione, gli occhi sbarrati e le mascelle serrate.

IL TESTIMONE - Stavolta però spunta un testimone: un operaio che ha visto una donna gettare del cibo ai tre cani dal balcone dell'appartamento dove vivono una inquilina e il compagno, al primo piano della palazzina. Gli esami istologici sui resti dei boxer confermano che la morte è stata causata dal metaldeide, un lumachicida che agisce in poche ore e soprattutto non lascia tracce evidenti. "Per questo viene usato dagli avvelenatori, lo mettono nelle polpette e i cani non si accorgono di nulla". La vita di Silvia è sconvolta. Il suo allevamento non esiste più. Così decide di vendere casa e di andare via insieme all'anziana madre.

LE INDAGINI - L'inchiesta in un primo momento viene archiviata, poi riaperta dopo che il testimone chiave viene sentito per la seconda volta dai carabinieri. Il nome della vicina finisce così nel fascicolo aperto dal pm Giangiacomo Pilia, che nei giorni scorsi ha chiuso l'indagine e presto dovrà sentire l'indagata.

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17 commenti

  • user220286 25/08/2018 11:29:02

    gesto vigliacco, crudele e ingiustificabile. poteva fare un esposto, chiamare la polizia, anche fare una diffida all'allevatrice tramite un legale. Mi auguro che la condanna sia esemplare e seguita da una richiesta di risarcimento milionaria ma la cara assassina dovrebbe preoccuparsi anche di girare per strada perchè molti padroni le renderebbero (forse comprensibilmente) la stessa moneta... poveri i figli dell'assassina che si sono trovati con un genitore così!
  • becky 24/08/2018 23:20:12

    Caro user247192 dalla tua si evince che sei un amante degli animali , o no ? o forse solo quelli macellati e arrostiti ?
  • sardotoni 24/08/2018 15:45:21

    Ma quanto lumachicida hanno mangiato questi sette cani ? un un chilo a testa ?? Avete un idea quanto lumachicida ci vuole per uccidere un animale che pesa una trentina di chili ? Mangiandosi una decina di polpette al massimo le viene una diarrea.
  • alexander5 24/08/2018 15:16:30

    Solidarietà alla signora Silvia Lecca.
  • Kaligola 24/08/2018 15:06:17

    Adesso l'imputata vedrà i sorci verdi. Se si riesce a provare l'accusa, dovrà anche sborsare parecchio per il risarcimento del danno patrimoniale e morale. Magari sarà lei a vendersi la casa stavolta. Ben le sta. Non si uccidono gli animali!
  • aduquodd 24/08/2018 14:39:02

    Io penso che questi animali fossero amati e trattati come figli, se non fossero stati nelle condizioni igieniche adeguate o "chiassosi" penso che la padrona potesse essere perseguita in questo senso.... Ammazzare un animale domestico così per me è un delitto
  • Capitano5 24/08/2018 14:30:54

    Egregio user233656, ci sono altri modi di far prevalere il proprio malumore nei confronti di un vicino che alleva dei cani. L'assassina/o ha scelto il modo più orribile per annientare delle povere creature. Non merita nessun perdono e mi auguro vivamente che sia applicata una pena molto severa nei confronti di chi maltratta e uccide animali.
  • user247192 24/08/2018 14:30:14

    I cani probabilmente abbaiavano 24 ore su 24 e lei se ne fregava altamente. Nessuna compassione.
  • medMax 24/08/2018 14:02:16

    forse la signora non ha badato (come d'obbligo) al rispetto dei propri vicini e condomini ...... 7 cani da tenere in un appartamento è totalmente fuori luogo. Non giustifico di certo l'atto, ma allo stesso modo non è giustificabile tenere un allevamento di cani in un appartamento, per di piu vantando di essere professionista in questa pazzia .....
  • giovanni43 24/08/2018 13:47:10

    Purtroppo in Sardegna queste notizie sono pane quotidiano. Infatti non è inusuale apprendere che colonie di gattini o singoli animali vengano maltrattati, uccisi, quando non postati sui social quasi fossero un trofeo da esibire piuttosto che vergognarsi. Ma finché non si è di fronte alla flagranza o a qualcuno disposto a testimoniare contro l'inciviltà delle "persone' tutto questo non avrà fine. Auguriamoci che la sanzione penale sia commisurata al gesto feroce tale da essere da esempio.