Cronaca

"Spiavano i politici", condannati i fratelli Occhionero

Martedì 17 Luglio alle 13:12 - ultimo aggiornamento alle 13:51


Giulio Occhionero

Il tribunale di Roma ha condannato l'ingegnere nucleare Giulio Occhionero a cinque anni di reclusione e la sorella Francesca Maria a quattro anni per cyberspionaggio.

I due sono infatti accusati di aver spiato per anni i dati contenuti nei computer di istituzioni, politici e partiti.

Per loro il pm aveva chiesto rispettivamente una condanna per nove e sette anni.

Per Giulio Occhionero il giudice ha deciso anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e l'interdizione legale per la durata della pena.

La sorella, invece, è stata interdetta dai pubblici uffici per cinque anni.

I due imputati sono stati inoltre condannati al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede alle parti

civili oltre a una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro all'Enav, duemila al Ministero dell'Interno, ottomila al Ministero Affari Esteri, 495,32 alla Regione Lazio e 25mila al Ministero dell'Economia e Finanze.

Giulio Occhionero, secondo l'accusa, avrebbe creato una rete "botnet" che, sfruttando un virus che entrava nei computer da colpire attraverso un messaggio email, gli permetteva di accedere e carpire informazioni da

pc infettati, tra cui dati, password e messaggi.

I due fratelli erano stati arrestati il 9 gennaio del 2017.

(Unioneonline/F)

 
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Cyberspionaggio: due fratelli in manette. Nel mirino Renzi, Monti e Mario Draghi

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