Cronaca » Senorbì

Senorbì, strangola la moglie e si uccide. Il parroco ai funerali: "Non giudicate"

Mercoledì 11 Luglio alle 09:14 - ultimo aggiornamento alle 17:46


"Non giudicate e non condannate". Sono parole coraggiose quelle usate da don Giancarlo Dessì per i funerali di Paola Sechi, uccisa dal marito Carlo Cincidda sabato mattina nella loro casa di via Atzeni a Senorbì.

La bara di legno chiaro è arrivata davanti all'altare di Santa Barbara pochi minuti prima delle 11.30.

Dalle 10 il paese ha iniziato a renderle omaggio nella sala allestita nel teatro comunale di via Brigata Sassari. Un corteo silenzioso l'ha scortata fino alla parrocchia dove oltre le panche affollate la aspettava il sacerdote che nel tentativo di trovare parole di consolazione per i familiari ha scelto per la funzione un brano tratto dalla lettera di San Paolo Apostolo ai corinzi.

A lui il compito di celebrare la messa per i funerali di entrambi i coniugi.

I FUNERALI DELL'UOMO - La camera ardente nella sala dell'agenzia funebre a pochi passi dal cimitero è rimasta aperta fino alle 17, poi il feretro di Carlo Cincidda ha iniziato il suo ultimo viaggio verso la parrocchia di Santa Barbara a Senorbì.

Dopo il funerale della moglie Paola Sechi celebrato questa mattina alle 11.30, ora il paese è pronto a dire addio all'uomo che sabato al termine di una lite le ha tolto la vita prima di gettarsi dal Silos della Cantina in cui aveva lavorato fino alla pensione. Sarà ancora una volta don Giancarlo Dessì a celebrare le esequie.

Il feretro di Carlo Cincidda
Il feretro di Carlo Cincidda

Mariella Careddu

***

LA TRAGEDIA:

 
i carabinieri sul posto
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5 commenti

  • Francy_redro 11/07/2018 23:33:37

    Ci si rende conto dell'atrocita di simili gesti quando si arriva a dare un volto a vittime e carnefici. Il dolore più grande dovranno combatterlo, coloro che restano, figli, fratelli, genitori... Per non aver intuito, per non aver capito... Per aver amato tanto i loro cari al punto da non pensare si potesse arrivare a questo punto.
  • Ostinato 11/07/2018 16:25:12

    Ho scritto di getto e ho sbagliato "...ci mettono di fronte alla terribile possibilità che possa, non che potrebbe, capitare anche a noi"
  • Sorigumaccu 11/07/2018 13:40:01

    Non giudicare, non condannare...continuare a far finta di niente. Mi sembra un buon suggerimento
  • Ostinato 11/07/2018 10:16:15

    Di fronte a tragedie di questo tipo siamo portati a commentare che chi compie gesti simili non sia normale; ciò che forse non vogliamo e non possiamo ammettere, e che ci terrorizza di più, è che spesso si tratta di persone ben inserite nella società, con un lavoro, una famiglia, delle amicizie, insomma quelle che chiamiamo persone normali che ci mettono di fronte alla terribile possibilità che potrebbe capitare anche a noi: le cronache di questi anni ne sono piene.
  • Duca65 11/07/2018 09:43:30

    Interessante come nell'era dei SOCIAL sia pieno di persone che postano foto di famiglie stile Mulino Bianco, per poi comparire sui giornali con tristi epiloghi come questo... magari sarebbe più umano se conoscessimo più le persone e avessimo meno amici su FB...